Calabria
Stavano pianificando omicidi, blitz contro le cosche del Crotonese (NOMI)

Le cosche della provincia di Crotone erano pronte a scatenare una nuova guerra di mafia per assicurarsi il controllo del territorio.
CROTONE – Stamattina la polizia di Stato ha eseguito, sotto la direzione della Dda di Catanzaro, l’arresto di diversi esponenti di spicco delle famiglie della ‘Ndrangheta crotonese. Nel mirino soggetti legati alle cosche di Isola Capo Rizzuto, Crotone e Petilia Policastro accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, tentata rapina, incendio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni. Dalle indagini è emerso che le cosche avevano già pianificato alcuni omicidi. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della squadra mobile di Crotone e del Servizio centrale operativo con il supporto delle squadre mobili di Catanzaro, Taranto, Mantova e dei reparti prevenzione crimine di Cosenza, Vibo Valentia e Siderno.
Ha fatto luce sulle nuove dinamiche criminali operanti sul territorio di Isola di Capo Rizzuto a seguito delle operazioni di polizia, in particolare l’operazione Jonny che che ha colpito decine di persone riconducibili al locale di ‘ndrangheta degli Arena e i suoi vertici, l’operazione Tisifone che ha portato all’arresto di esponenti di spicco delle cosche del Crotonese. L’indagine svolta, coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha permesso di svelare le nuove alleanze, i nuovi equilibri che si sono venuti a creare o che si stavano creando all’interno del comprensorio, ma soprattutto ha fatto emergere le nuove tensioni che, dopo i numerosi arresti operati, stavano emergendo dettati dalla volontà di imporre il proprio potere e controllo sul territorio.
In particolare sono emersi due fronti contrapposti, da un lato i Capicchiano, con a capo Salvatore Capicchiano, desiderosi di affermare il loro monopolio nella gestione del settore delle gioco illegale mediante l’imposizione e la gestione delle loro slot machine in diversi bar ed esercizi commerciali, dall’altro i Nicoscia con al vertice Antonio Nicoscia Antonio, figlio di Pasquale alias Macchietta, i Manfredi e i Gentile non concordi su tale esclusività. La conseguenza di questi attriti è stata un’escalation di violenza che ha visto entrambe le parti contrapposte in diverse occasioni ipotizzare di pianificare degli omicidi ai danni della fazione opposta sventati dall’intervento della polizia. Ed è stata proprio la pianificazione degli omicidi a portare all’accelerazione dell’indagine con l’adozione dei provvedimenti.
L’indagine che ha portato all’operazione operazione “Tisifone”, contro le cosche del Crotonese, ha documentato i rapporti intercorsi tra le diverse famiglie di ‘ndrangheta e in particolare con la cosca Megna di Papanice e con le cosche del Petilino e i riti di affiliazione finalizzati al rafforzamento delle organizzazioni criminali. In particolare, oltre agli “affari” tra i Nicoscia la cosca Megna, con l’estorsione e l’imposizione di un servizio di sicurezza e guardiania ai danni di un noto locale sito a Le Castella, ha rivelato anche la celebrazione di diversi riti di affiliazione, che hanno visto partecipare secondo precisi rituali, i vertici di clan come Grande Aracri, Arena, Gentile, Lentini.
I soggetti arrestati
ARENA Salvatore
ASRAT SEYOUM Brook
CALABRETTA Gianfranco
CAPICCHIANO Antonio
CAPICCHIANO Orlando
CAPICCHIANO Salvatore alias Porcedduzzu
CARVELLI Cesare
CURCIO Rosario alias Pilirusso
DEVONA Rocco alias Fettina
GENTILE Antonio
GENTILE Giuseppe alias Pepè nato il 20.12.1974 a Isola di Capo Rizzuto
GIARDINO Alessandro
IERARDI Tommasino
LENTINI Antonio
MACRILLO’ Francesco
MANFREDI Antonio
MANFREDI Luigi
MUCCARI Giovanni
NICOSCIA Antonio detto Macchietta o Mulinello
NICOSCIA Antonio
PAPALEO Santo Claudio
SERAPIDE Carmine
SESTITO Antonio



















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