Rende
Rende, ospedale Igreco “tra trasparenza e legalità”

Tenuta segretario del Psi rendese si sofferma sull’azione del sindaco Manna nella convocazione urgente di un’Assise per votare il progetto senza concedere la possibilità di vagliarne i termini
RENDE (CS) – Favorire l’iniziativa privata su un determinato territorio è sempre un bene, purché non si calpestino le regole della trasparenza e della legalità amministrativa». E’ quanto afferma il segretario PSI – Rende Francesco Tenuta.

L’avvocato Francesco Tenuta
L’approvazione del punto inerente il progetto dell’Ospedale Privato da parte del gruppo Igreco – fermo restando la centralità e l’importanza della sanità pubblica – poteva rappresentare una grande occasione per la città di Rende; poteva rappresentare una grande risorsa per l’intero territorio comunale, in termini di aumento del livello occupazionale, di miglioria dell’arredo urbano della zona ospitante, ma, soprattutto, in termini di adeguata offerta sanitaria per l’intera area urbana cosentina, se solo l’iter politico-amministrativo fosse stato condiviso, partecipato da tutti, compresi gli stessi cittadini.
Tre anni fa si tentò di forzare la realizzazione di un’opera di interesse generale, per salvaguardare interessi privati, violando le più elementari regole dell’urbanistica, dell’ambiente e del rigore paesaggistico. L’assenza, in quel periodo, di qualunque confronto e partecipazione alla discussione attorno a quel progetto dovuto alla chiusura a riccio del Sindaco e della sua maggioranza, decretò il tramonto di quell’idea.
Oggi si è andato addirittura oltre, esautorando il consiglio comunale delle sue funzioni e del suo ruolo.
Un consiglio comunale convocato col metodo della convocazione d’urgenza nel periodo delle feste, senza concedere allo stesso il giusto tempo per vagliare, verificare, discutere, in maniera trasparente, di tutti i termini del progetto; per comprendere gli oneri e i servizi che il privato avrebbe dovuto garantire per il bene della città; per ottenere gli adeguati chiarimenti anche dalla commissione edilizia, dai dirigenti comunali, dagli stessi imprenditori proponenti.
Si è, di fatto, ammazzato il confronto politico che poteva, invece, contribuire a migliorare il progetto in base a tutte le esigenze del territorio e dei cittadini e forse evitare che venisse approvata una deroga al piano regolatore generale, in un periodo in cui sarebbe stato meglio armonizzare tale progetto con l’approvazione del tanto decantato Piano Strutturale Comunale. Ma ciò continua a non meravigliare.
L’applicazione della democrazia non è nelle prerogative dell’amministrazione locale. Tutto si è svolto con la solita prepotenza politica di chi intende disconoscere la sacralità del consiglio comunale; di chi intende disconoscere il ruolo fondamentale dei consiglieri di minoranza, ma anche di quelli della maggioranza; di chi intende disconoscere l’importanza della partecipazione dei cittadini.


















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