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Femminicidi, Calabria tra le maglie nere. 8 donne su 10 non denunciano le violenze

Calabria

Femminicidi, Calabria tra le maglie nere. 8 donne su 10 non denunciano le violenze

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Donne violenze

Calabria tra i primi posti nella classifica nera dei femminicidi commessi in Italia. Ma ancora troppe donne (8 su 10) non denunciano le violenze subite. Osservatorio: “a rischio anche la sopravvivenza i centri antiviolenza per le donne e le case rifugio”

 

REGGIO CALABRIA – “In Calabria sono a rischio sopravvivenza i centri antiviolenza per le donne e le case rifugio“. Lo afferma il coordinatore regionale dell’Osservatorio contro la violenza di genere, Mario Nasone, che oggi, insieme al vice coordinatore Giovanna Cusumano e la delegata alla formazione, Laura Amodeo, ha presentato, nel corso di una conferenza stampa, le attività dell’organismo.

Secondo i dati resi noti, la nostra regione continua a rimanere tra i primi posti nella classifica ‘nera’ dei femminicidi commessi in Italia. Grazie all’intesa con le Procure generali della Repubblica di Reggio e Catanzaro, delle Questure, Università della Calabria, Istat, Unione donne italiane e con la Rete dei centri antiviolenza, nel prossimo mese di ottobre sarà presentato il primo rapporto organico sulla violenza di genere in Calabria. “la nostra regione è in linea comunque con la tendenza nazionale – ha detto Nasone – otto donne su dieci che subiscono violenza continuano a non denunciare, anche se è avvertibile una tendenza in crescita di quante che si rivolgono ai centri di violenza per avere assistenza“.

Violenza Donne

“La gravità del fenomeno – ha aggiunto Laura Amodeo – richiede investimenti e risorse adeguate. In particolare appare poco sostenuta la rete dei centri anti violenza e delle case rifugio in Calabria senza le quali le donne non avrebbero riferimenti e protezione”. “Per questi motivi – ha sottolineato Giovanna Cusumano – l‘Osservatorio ha chiesto alla terza Commissione consiliare regionale di approvare il progetto di legge 285/2017. In particolare, è stato proposto il rafforzamento della rete dei centri anti violenza attivandoli in tutti gli ambiti territoriali inter-comunali e garantendo loro accreditamento e finanziamenti stabili e l’aumento della case rifugio, in atto solo due autorizzate”.

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