Italia
Sud a rischio desertificazione. In 4 anni 220mila persone hanno lasciato il Mezzogiorno

Tra il 2015 e il 2018 la popolazione al Mezzogiorno è diminuita di oltre 222 mila unità. L’allarme arriva da una ricerca di Confcommercio sulle economie territoriali. Il divario nelle opportunità di lavoro contribuisce “a fare del Sud un luogo di passaggio per chi ha la possibilità di andare altrove”.
.
Il Mezzogiorno del Paese si sta ‘svuotando’ sempre di più ed è visto come un luogo di passaggio per chi ha la possibilità di andare altrove. Se negli ultimi 20 anni i residenti italiani sono cresciuti di 3,5 milioni di unità (anche ma non solo grazie all’immigrazione), nei prossimi rischiamo di perdere un milione di residenti. E’ quanto si evince dal rapporto “Nord Italia verso l’Europa, Sud altrove” realizzato da Confcommercio sulle economie territoriali. Lo spopolamento è destinato ad aumentare in base alle dinamiche demografiche registrare dall’Istat, ingigantendo un problema che secondo Confcommercio è “sottovalutato per le città e per il commercio“.
E non solo, ha spiegato il responsabile dell’Ufficio Studi Mariano Bella, visto che in 40 anni raddoppierebbe la quota di residenti con oltre 60 anni. “Questo – ha spiegato – cambia il modo di consumare e il modo di vivere, anche e soprattutto nelle città. E se nel Nord la popolazione tiene abbastanza, dal Sud sono praticamente scomparse oltre 222mila persone, cioè sui 300mila residenti persi in 4 anni (dal 2015 al 2018) quasi il 75%, cioè i 3 quarti, sono persi dal Sud. Al Nord Ovest, tale quota scende a 30.861, al Nord Est a 4.552 e al centro 42.526. L’Italia centrale e settentrionale hanno già raggiunto l’obiettivo di Lisbona 2020 di un tasso di occupazione del 67%, mentre il Sud è ancora al 48,2% nel 2018, con meno di metà delle persone tra i 24 e i 64 anni occupate. Al Nord Est la quota è più alta di quasi 25 punti rispetto al Mezzogiorno (73%), al Nord Ovest è del 71,6% e al Centro del 67,8%, mentre la media nazionale si attesta così al 63%. Il Mezzogiorno perde sia in termini di valore aggiunto che di consumi.



















Social