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La rossa Umbria conquistata da Salvini e Meloni. L’alleanza PD-M5S è una disfatta

Italia

La rossa Umbria conquistata da Salvini e Meloni. L’alleanza PD-M5S è una disfatta

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Salvini tesei 2

Dopo 50 anni l’Umbria passa al centrodestra a trazione Lega e Fratelli d’Italia. Donatella Tesei è la nuova governatrice con il 57% dei voti. Bocciata sonoramente l’alleanza PD-M5S che chiude a future alleanze. Salvini “è una pagina di storia”. Meloni “espugnata la roccaforte della sinistra: ora liberiamo l’Italia”

 

I risultati delle urne non solo non hanno sovvertito l’esito dei sondaggi. Ma a guardare i numeri usciti fuori dalle regionali in Umbria, al voto dopo lo scandalo Sanitopoli, la clamorosa sconfitta dell’alleanza PD-M5S a sostegno del candidato civico Vincenzo Bianconi, ha più le sembianze di una vera e propria disfatta sonoramente bocciata dagli elettori. Dall’altra parte è un successo senza precedenti della Lega, di Fratelli D’Italia e di tutto il centrodestra che si prende anche la rossa Umbria dopo 50 anni di governo della sinistra. E lo fa con un distacco clamoroso che supera i 20 punti percentuali. La candidata del centrodestra  Donatella Tesei è attorno al 57%, Vincenzo Bianconi (centrosinistra + M5S) al 37%, Claudio Ricci 2,4%. Bene anche l’affluenza che si attesta al 64,69%. Rispetto alla precedente tornata elettorale (55,43 nel 2015) c’è stato un balzo in avanti del 9,26%. Un risultato che avrà inevitabilmente ripercussioni per le future elezioni regionali non solo in Emilia Romagna ma anche e sopratutto in Calabria, dove a questo punto il Governatore uscente Mario Oliverio si prende la sua personale rivincita contro Graziano ed ha più di una carta da giocarsi per la sua ricandidatura ed è pronto a chiedere il contro a Zingaretti e al PD.

Tesei

Nonostante in chiusura di campagna elettorale ci abbia messo la faccia anche il premier Giuseppe Conte, protagonista della foto a quattro con Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti e Roberto Speranza, il risultato è stato un vero e proprio flop. Ma quella di ieri è senza dubbio la vittoria di Matteo Salvini che sin dall’inizio aveva fiutato l’odore del successo e puntato tutto sul test umbro per avvalorare quello che da mesi ha continuato e che continua a ripetere “gli italiani vogliono andare a votare contro questo governo delle poltrone“. Per Silvio Berlusconi si tratta di una “svolta storica“. Il Cavaliere rilancia l’unità del centrodestra, “la nostra alleanza è il futuro dell’Italia e ha il diritto-dovere di governare il Paese”. Per i tre leader, la vittoria in Umbria è solo il primo passo. Ora il centrodestra punta sull’altra regione da sempre governata dalla sinistra, l’Emilia Romagna. Salvini è pronto a chiedere il conto a un esecutivo da lui bollato come “abusivo”. E sono i risultati a dargli ragione visto che la Lega è di gran lunga il primo partito con il 36,5%, quasi 15 punti in più del Pd attorno al 21%, Fratelli D’Italia della Meloni cresce ancora e si attesta attorno al 10,5%. Crollano i 5 stelle attorno all’8,4%, Poi Fratelli d’Italia al 6% e via tutti gli altri.

Giorgia Meloni

 

“Giuseppe conte a casa? Lo dicono gli italiani”

“Sicuramente è  un voto locale, ma ha valenza nazionale. Lo dicono gli italiani. Domani il primo giornale che leggerà il presidente del Consiglio sarà il Corriere dell’Umbria, ma il secondo sarà il Financial Times… Qualcuno a Palazzo Chigi, dovrebbe sentirsi abusivo”. Così il leader della Lega Matteo Salvini sul risultato delle urne e facendo riferimento ad un articolo del Financial Times secondo cui il premier Giuseppe Conte sarebbe collegato a una indagine su un caso di corruzione finanziaria relativa ad un fondo di investimenti sostenuto dal Vaticano. Salvini ha poi attaccato nuovamente l’esecutivo “Se si votasse oggi e’ chiaro che Renzi, Zingaretti e Conte farebbero un altro mestiere. Non so quanto a lungo possano fingere. Sono felice, visto che ad occhio abbiamo fatto un’impresa storica e scritto una pagina di storia. Gli umbri hanno dimostrato che gli italiani hanno voglia di votare“.

Zingaretti: “è una sconfitta netta”

“La sconfitta alla Regione Umbria dell’alleanza intorno a Vincenzo Bianconi è netta e conferma una tendenza negativa del centrosinistra consolidata in questi anni in molti grandi Comuni umbri che non si è riusciti a ribaltare. Il risultato intorno a Bianconi conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all’alleanza”  ha commentato il segretario del Pd Nicola Zingaretti secondo il quale non hanno pesato le scissioni, ovvero l’addio di Matteo Renzi e la nascita di Italia viva, semmai alla sconfitta ha contribuito “il caos di polemiche che ha accompagnato la manovra”. Il leader dem non si sottrae a una riflessione che il Pd dovrà fare, anche sulle “scelte future”, ma non rinnega di averci voluto “mettere la faccia”.

 

 

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