Italia
Scuolabus, i Comuni potranno pagare il servizio al posto delle famiglie

La norma permette ai Comuni di cofinanziare, o pagare interamente, il servizio di scuolabus in particolari condizioni e senza che siano le famiglie a doverlo coprire interamente. Arriva l’esito favorevole dalle sezioni regionali della Corte dei Conti
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COSENZA – La sezione Autonomie della Corte dei Conti si è pronunciata in merito alle modalità di copertura economico-finanziaria in merito ai costi di servizio relativi al trasporto scolastico, con la deliberazione 25/2019, stabilendo che i Comuni all’interno della rispettiva autonomia finanziaria e mantenendo l’equilibrio in tema di bilancio, come previsto dalla Legge di Bilancio di quest’anno, possono fornire copertura extra ai servizi di trasporto utilizzando risorse proprie, comportando di conseguenza minori spese per l’utenza. La norma, fortemente voluta dall’Anci già dal mese di luglio era stata inserita nel decreto-legge recante “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”. I Comuni possono cofinanziarlo o interamente coprirlo con proprie risorse di bilancio senza essere accusati di danno erariale nel caso in cui avessero prestato questo servizio attingendo a proprie risorse, è venuto meno. Il Governo ha consentito ai Comuni, nell’ambito della propria autonomia e nel rispetto degli equilibri di bilancio, di assicurare alle famiglie un servizio fondamentale potendo integrare le spese per lo scuolabus gratuito alle famiglie
L’intera questione, era stata sottoposta dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, organo legittimato nei casi di richiesta pareri riguardanti la contabilità pubblica, proprio dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti che ha dato parere favorevole stabilendo anche che, ritenendo rispettati i principi dettati sopra, l’Ente debba definire la necessità di questi servizi motivandola in caso di forte interesse della collettività o nel caso che tali trasporti siano destinati a soggetti disagiati. Per quanto riguarda la quota che il pubblico dovrà pagare, non è necessariamente collegata ai costi che l’Amministrazione ha dovuto sostenere per offrire i servizi, difatti si possono proporre prezzi di minor entità o addirittura ricorrere alla gratuità.
Cristina Giachi “servizio fondamentale per numerose famiglie”
“Con soddisfazione abbiamo appreso la soluzione della questione del trasporto scolastico che consente ai Comuni, nell’ambito della propria autonomia e nel rispetto degli equilibri di bilancio, di assicurare alle famiglie un servizio fondamentale potendo integrare le spese per lo scuolabus gratuito”. Lo sottolinea Cristina Giachi, presidente della commissione Istruzione, politiche educative ed edilizia scolastica dell’Anci, vicesindaca di Firenze. La soluzione normativa richiesta con forza dall’Anci supera le recenti delibere emesse dalle sezioni regionali della Corte dei Conti che avevano destato molta preoccupazione tra i Comuni soprattutto tra i piccoli.
“L’Anci – prosegue Giachi – si era attivata tempestivamente prima dell’estate sollecitando un intervento legislativo al Miur e chiedendo in concomitanza con la ripresa delle attività scolastiche un parere alla Sezione autonomie della Corte dei Conti affinché fosse individuata una idonea soluzione che chiarisse le modalità per assicurare il servizio; come è noto, la Corte si è espressa positivamente, condividendo la posizione dell’Anci. Il decreto legge – conclude Giachi – deve essere ora l’occasione per trovare, nel corso dell’iter parlamentare, una soluzione normativa alla delicata questione delle sostituzioni del personale nelle scuole dell’infanzia comunali, che sta creando forti difficoltà ai Comuni, i quali devono garantire quotidianamente il regolare funzionamento di tali servizi. Su questo abbiamo proposto alcune soluzioni su cui chiediamo grande attenzione del Parlamento e del Miur”.



















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