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Chiesa di Sant’Aniello, la Natività diventa messaggio d’accoglienza (FOTO)

Cosenza

Chiesa di Sant’Aniello, la Natività diventa messaggio d’accoglienza (FOTO)

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Don Salvatore Fuscaldo, che lo scorso settembre ha “adottato” una famiglia siriana: “L’augurio è che non sia un Presepe diverso, ma un Natale diverso”

 

COSENZA – Ancora una volta la chiesa di Sant’Aniello si distingue per la sua originalità e il suo voler essere esempio vero di solidarietà e speranza per gli immigrati. Questa volta simbolo dell’accoglienza diventa l’enorme natività situata proprio dinnanzi la porta d’ingresso della chiesa. Una barca in mezzo al mare, all’interno della quale vengono collocati la Madonna e Giuseppe che stringono tra le mani una rete. Al lato l’Angelo Gabriele. Il parroco di Sant’Aniello, Don Salvatore Fuscaldo, da sempre impegnato nel tema dell’accoglienza, già lo scorso settembre all’indomani della notizia della visita di Matteo Salvini a Cosenza, aveva esposto sul campanile della chiesa uno striscione con riportati i versi del Capitolo 25 del Vangelo di Matteo: “Ero straniero e mi avete accolto”. Anche se agli occhi dei molti il gesto apparve una provocazione, il parroco volle festeggiare in quel modo la “Settimana del rifugiato e immigrato” che era coincisa con quell’evento e “l’adozione” di una famiglia siriana nell’ambito del progetto di accoglienza, in moto dal 2017, divenuto realtà effettiva. La famiglia risiede tuttora nella comunità parrocchiale e il 29 dello scorso mese si è maggiormente allargata. La mamma ha dato alla luce il suo quarto bambino, a testimonianza dell’ulteriore impegno preso dalla parrocchia nello stargli accanto.

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Don Salvatore, uno dei sacerdoti più amati dalla città bruzia, soprattutto dai giovani; spiega così il gesto di apporre dinnanzi la sua parrocchia, questa natività diversa e fuori dagli scenari tradizionali: “L’idea è venuta ai giovani – ha dichiarato – per dare un ulteriore segnale. Qui c’è una buona presenza dell’azione cattolica. Noi abbiamo incentrato tutto sulle sette opere di misericordia corporali e spirituali: dar da mangiare agli affamati; dar da bere agli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti. Il presepe è costruito in una barca sballata dai marosi che rappresentano gli eventi della vita. L’uomo con tutte le sue fragilità deve essere al centro. Da qui la scelta di apporla dinnanzi la porta d’ingresso e uscita della chiesa. Se vogliamo incontrare Dio dobbiamo incontrare il fratello in difficoltà. In questo particolare periodo storico i non accettati, rifiutati sono queste persone che fuggono, approdano; ma a volte è solo un passaggio per recarsi altrove. Il senso è questo: avere uno sguardo attento con persone che continuano a bussare alle nostre porte. Se tanto tempo fa quelle porte sono state sbattute in faccia a Giuseppe e Maria che portava in grembo Gesù; oggi vengono sbattute in faccia a queste persone. Che Natale può essere questo allora? Inoltre vi è un altro significato in questa natività: tanti cerchi concentrici che vanno ad allargarsi partendo da Cristo fino ad arrivare a tutte le persone che incontriamo nella nostra vita. L’augurio perciò è che non sia un presepe diverso, ma un Natale diverso; che venga colto in quella che è la realtà”.

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