Cosenza
Cinzia Falcone: “ho capito che si trattava di una persona e non dello Stato”

Dopo il terremoto scatenato dalla sua denuncia che ha portato all’arresto dell’ormai ex Prefetto di Cosenza, Paola Galeone, parla l’mprenditrice che l’ha denunciata
COSENZA – Cinzia Falcone, l’imprenditrice che ha denunciato consentendo di far arrestare Paola Galeone, ha descritto le ore successive a quella “imbarazzante” richiesta fatta dal Prefetto, nella sua stanza nel Palazzo del Governo e a Gazzetta del Sud, ha raccontato il suo stato d’animo dal 23 dicembre fino all’arresto della Galeone per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità.
“Non avrei potuto fare diversamente. Da tempo sono impegnata nel sociale e spesso mi è capitato di pronunciare frasi del tipo: ‘In questa terra dobbiamo scegliere da che parte stare subito!’. Ecco, questa volta, ho capito che toccava a me”. “Passare dalle parole ai fatti – aggiunge la Falcone – non è semplice soprattutto quando ci si trova davanti ad un prefetto della Repubblica. Il giorno prima, però, avevo ascoltato l’intervista al procuratore Gratteri in cui invitava i calabresi a ribellarsi e questo ha determinato in me ulteriormente la volontà di dissentire e dire no a una ingiusta richiesta”. L’imprenditrice ha anche parlato dei suoi rapporti con il prefetto e dell’imbarazzo provato davanti alla proposta: “Ho poi pensato che si trattava solo di una persona non dello Stato”.

“Ho conosciuto il prefetto Galeone – prosegue l’imprenditrice cosentina – quando si è insediata. Poi, in occasione della giornata internazionale sulla violenza contro le donne mi è stato proposto, visto l’impegno nel settore con la mia associazione Animed, di collaborare alla realizzazione di un evento occupandomi di contattare le scuole e di moderare la manifestazione. Cosa che ho fatto senza compenso alcuno. Ero fiera che la Prefettura, dunque lo Stato, ci avesse coinvolti in questo incontro”.
“Non ho realizzato subito – aggiunge ancora Cinzia Falcone – che mi si stava facendo una proposta illegale. Eravamo nel Palazzo di Governo, ho impiegato qualche ora per realizzare che non era un’errata deduzione. Fino a quel momento avevo sempre ammirato e nutrito stima per la dottoressa Galeone. Ma il confronto con la mia famiglia mi ha aiutato, invece, a capire la gravità di quanto mi era stato proposto. E non ho esitato a denunciare. Sono consapevole che esistono poteri forti ma sono consapevole anche che esiste uno Stato forte. Io ho scelto di stare dalla parte dello Stato”.
Intanto dopo la sospensione da parte del ministro dell’Interno, Lamorgese, si attende nelle prossime ore la nomina del nuovo prefetto di Cosenza.


















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