Italia
Assolto il vigile che timbrava in mutande. La sua foto diventò “l’emblema” dei furbetti

La sua foto fece il giro d’Italia e diventò il simbolo dei “furbetti del cartellino”. Il gup, nell’inchiesta al Comune di Sanremo lo ha assolto stabilendo che il fatto non sussiste. Il Comune ligure aveva licenziato 32 dipendenti
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Era divenuto il simbolo dei «furbetti del cartellino» e la sua immagine aveva fatto il giro non solo del Web ma di tutte le TV d’Italia. Ma oggi, il vigile di Sanremo Alberto Muraglia, finito agli arresti domiciliari dopo essere stato sorpreso a timbrare il cartellino in mutande all’interno del Comune di Sanremo, per poi tornarsene a casa, è stato assolto dal Gup della cittadina ligure Paolo Luppi. «Il fatto non sussiste» ha decretato il magistrato sia per il vigile che per altri nove imputati. Sono stati assolti anche anche Roberta Peluffo, funzionario amministrativo del servizio appalti, Luigi Angeloni istruttore tecnico, Maurizio Di Fazio archivista, Sergio Morabito impiegato dell’anagrafe, Loretta Marchi responsabile del museo civico, Patrizia Lanzoni coordinatrice degli asili nido, Rosella Fazio ai servizi sociali, Paolo Righetto operaio e Luisa Mele componente di staff dell’allora sindaco.
Nella medesima udienza, invece, 16 persone sono state rinviate a giudizio (non avevano chiesto procedimenti altenativi) e altrettante sono uscite dal processo con un patteggiamento. A giudizio andranno Giuseppe Terracciano, responsabile della manutenzione fabbricati, Roberto Pangallo, geometra, Alessandra Seggi, architetto. Rita Torre, servizi sociali, Fiorella Cavalca, servizio notifiche, Marco Checchi, ex operaio protezione civile, Tatiana Garibbo, anagrafe, Antonella Rossi, capo tecnico manutenzione fabbricati, Giuliano Servetti, addetto videoterminale, Mario Adami, operaio, Mirco Norberti, responsabile servizio notificatori, Antonio Rao, addetto terminalista, Francesco Astolfi, istruttore amministrativo anagrafe, Mimo Franza, economato, Agatino Longhitano, istruttore amministrativo manutenzione fabbricati
Il blitz della Guardia di Finanza era scattato il 22 ottobre 2015: vennero eseguite 43 misure cautelare e il comune di Sanremo licenziò pochi giorni dopo 32 degli indagati. L’impianto accusatorio vede una sostanziale conferma in sedici patteggiamenti e altrettanti rinvii a giudizio – ha dichiarato Grazia Pradella, procuratore aggiunto di Sanremo. Per quanto riguarda gli abbreviati – ha aggiunto Pradello – leggeremo con attenzione le motivazioni e decideremo il da farsi anche perché su queste posizioni vi erano prove che la procura ha considerato importanti e di spessore. Valuteremo con estrema serietà, così come con estrema serietà sono state considerate le prove fotografiche e documentali“.



















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