Italia
Virus cinese, 12 ricoveri a Roma per test. Il governo dichiara lo stato di emergenza

Dichiarato lo stato d’emergenza in Italia come accadde per la SARS. Stanziati 5 milioni di euro e sospesi tutti i voli da e per la Cina. Ma il premier Giuseppe Conte e il ministro della salute Speranza sottolineano: “la situazione è seria e sono state attivate tutte le misure necessarie ma non c’è nessun motivo di panico e allarme”
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Ci sarebbe un nuovo caso sospetto anche in Veneto: si tratta di un minore del Trevigiano rientrato da un viaggio in territorio cinese. Nel frattempo, oltre alla coppia cinese in condizioni discrete risultata positiva al coronavirus, sono ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma altri 12 pazienti provenienti da zone della Cina colpite dell’epidemia, che sono stati sottoposti ai test. Altre 9 persone sono state isolate e dimesse dopo l’esito negativo dei test. Venti contatti primari della coppia con coronavirus invece sono attualmente in osservazione.
Il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza della durata di sei mesi in conseguenza del rischio sanitario connesso al coronavirus. In prima istanza sono stati già messi a disposizione 5 milioni di euro. I contenuti della delibera saranno stilati dalla Protezione civile e dal Ministero della Salute. “Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell’Oms – ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza – abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell’infezione Sars. Le misure assunte sono di carattere precauzionale e collocano l’Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale”. Speranza, così come aveva fatto ieri il premier Conte ha tenuto a sottolineare che non si deve generare nelle persone panico o paura “sono convinto che l’attuale situazione – ha sottolineato Speranza – potrà essere gestita al meglio attraverso una piena e fattiva collaborazione tra istituzioni internazionali e, in ambito nazionale, tra il Ministero della salute, gli istituti scientifici di riferimento nazionale, le Regioni e gli ordini professionali interessati”.
Intanto l’aereo che dovrà rimpatriare i cittadini italiani bloccati a Wuhan è atteso domenica mattina 2 febbraio. Lo prevede l’ultima bozza del piano concordato con le autorità cinesi, secondo cui la ripartenza avverrà dopo due ore. Ieri il premier Giuseppe Conte ha annunciato la chiusura dei voli da e per la Cina. In mattinata gli ultimi voli previsti in arrivo e in ‘schedule’ prima della chiusura del traffico sono atterrati agli aeroporti di Malpensa e Fiumicino. Lo sbarco dei passeggeri è avvenuto con la consueta procedura prevista dal Ministero della Salute, con i medici della Sanità aerea muniti di protezioni, tuta, guanti e maschere i quali hanno misurato la temperatura, consegnato l’apposito vademecum e richiesto a tutti di compilare una scheda con i dati sulla residenza ed eventuali spostamenti per poter tracciare i passeggeri in caso di eventuale contagio.
I due casi in Italia. Condizioni dei pazienti discrete
Intanto resta l’allarme dopo la verifica di due casi certificati di coronavirus a Roma in Italia. Si tratta di una coppia di turisti cinesi provenienti da Wuhan, focolaio dell’epidemia, atterrati a Milano il 23 gennaio prima di arrivare 4 giorni fa in un hotel della capitale. Lei, 65 anni, in condizioni cliniche discrete, il marito di 66 anni ha condizioni discrete con interessamento polmonare più pronunciato. Lo fa sapere l’Istituto per le malattie infettive, Lazzaro Spallanzani, nel corso della conferenza stampa organizzata per fare il punto dopo l’annuncio dei primi due casi a Roma. La coppia, ricoverata all’istituto Spallanzani, aveva fatto una tappa a Parma. Da lì avrebbe affittato un auto e sarebbe arrivata autonomamente a Roma. Dunque non avrebbe raggiunto la Capitale con mezzi di trasporto collettivi. I due avrebbero dunque raggiunto Roma prima della comitiva di turisti cinesi, il cui bus ieri è stato recuperato a Cassino e scortato fino allo Spallanzani per i controlli del caso. “La situazione è tranquilla. Siamo tutti qui per lavorare, nessuno si è tirato indietro. Tutti i dipendenti sono regolarmente in servizio“. A dirlo il direttore dell’hotel Palatino, Enzo Ciannelli, l’albergo a via Cavour dove alloggiavano i due cittadini cinesi risultati positivi al coronavirus. “Nessun dipendente è entrato in stretto contatto con la coppia – ha aggiunto – La Asl ci ha rassicurato. Non ci sono pericoli né per i dipendenti né per i clienti che alloggiano nel nostro albergo”, ha spiegato il direttore.
Contagio tramite saliva e stretta di mano
Il nuovo coronavirus, come tutti quelli umani, si trasmette da una persona infetta a un’altra attraverso la saliva; tossendo e starnutendo, con contatti diretti personali (come toccare o stringere la mano e portarla alle mucose), toccando prima un oggetto o una superficie contaminati dal virus e poi portandosi le mani (non ancora lavate) sulla bocca, sul naso o sugli occhi e, raramente, con contaminazione fecale. È quindi possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con soluzioni alcoliche. Ancora, starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso; evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca con mani non lavate, evitare contatti ravvicinati con persone che sono malate o che mostrino sintomi di malattie respiratorie (come tosse e starnuti), rimanere a casa se si hanno sintomi. Anche se per il nuovo coronavirus non sono emerse evidenze di contagio tramite pratiche alimentari, si consigliano comunque alcune buone norme già previste per la protezione di altri coronavirus noti, come evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate. E’ bene infine pulire e disinfettare oggetti e superfici che possono essere state contaminate.



















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