Italia
Coronovirus, superati i 3200 contagi in Italia. I morti sono 148, crescono i guariti 414

L’aggiornamento alla Protezione Civile del commissario per l’emergenza coronavirus Angelo Borreli che ha letto i dati forniti dalle singole regioni. Cresciuto di 590 unità rispetto a ieri il numero dei contagi che hanno raggiunto i 3.296 positivi. I guariti sono 414 ma ci sono anche 41 nuovi decessi
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COSENZA – Il capo della protezione civile e commissario per l’emergenza coronavirus in Italia Angelo Borrelli, ha alle 18 di oggi in conferenza stampa ha fatto il consueto aggiornamento, leggendo i numeri dell’epidemia che ha colpito la nostra nazione con i dati forniti dalle singole Regioni. Borrelli ha aperto la conferenza stampa con il numero dei guariti che da ieri sono saliti a 138, per un totale di 414 persone già dimesse (il 10,73% del totale). Ci sono anche 41 nuovi morti da ieri (25 in Lombardia, 8 in Emilia Romagna, 4 in Veneto, 2 in Liguria e 2 in Piemonte) per un totale di 148 decessi (che rappresentano il 3,84%). Si tratta – ha detto Borrelli – di persone con un’età che va dai 66 ai 94 anni, per la maggior parte con patologie pregresse. Il numero totale dei contagiati in italia ha sfondato tremila persone. Per l’esattezza ci sono 3.296 contagiati in tutte le regioni, 590 in più rispetto a ieri.
Il dato più importante è l’incremento in Lombardia di 280 persone positivi (1777 contagiati in totale) che ha il 54% del totale dei contagiati. In Emilia Romagna ci sono 142 persone in più rispetto a ieri per un totale di 658 pari al 20%. In Veneto 35 in più con un totale di 380 (l’11% del totale). Il dato complessivo vede in isolamento domiciliare si trovano 1.155 persone, 1.790 sono ricoverati con sintomi negli ospedali, in terapia intensiva si trovano 351 persone (il 10% dei positivi). Nonostante il grande numero di ricoverati e il grande impegno dei sanitari soprattutto in Lombardia, Borrelli ha sottolineato che attualmente non ci sono grosse criticità negli ospedali del nord, dove è in corso un potenziamento dei reparti sia di terapia intensiva che sub-intensiva. Anche le attrezzature sono in corso di potenziamento così come i dispositivi personali di protezione (le mascherine). Sono oltre 2.000 gli uomini tra forze armate, di polizia e volontari impegnati a fronteggiare l’emergenza. Sono state incrementate le tende per il triage ospedaliero che sono un totale di 361 installate in tutta Italia davanti gli ospedali. Anche in Valle D’Aosta, unica regione fino a ieri che non aveva contagiati, ha fatto registrare i primi due probabili casi. A comunicarlo la Presidenza della regione che aggiunge che i tamponi sono stati inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma. Gli esami effettuati ieri su due pazienti (appartenenti allo stesso nucleo familiare) presi in carico dal Servizio sanitario regionale sono risultati positivi.
Brusaferro ISS “nuovi contagi nelle zone rosse”
Il professor Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha analizzato il numero così elevato di contati (oltre 500 in un solo giorno) “siamo partiti da una fase epidemica focalizzata in due aree ristrette in Veneto e Lombardia. Quella veneta ha avuto un espansione più rallentata, in Lombardia l’epidemia ha coinvolto le città vicine. Molti casi sono segnalati proprio nella zona rossa dove è evidente si siano sviluppate nuove positività. La mobilità dei cittadini in tutta Italia (per lavoro o altro) ha portato poi ad avere altri contagi nelle regioni e questi sono gli effetti dei contatti avuti in questo tempo. Le misure di contenimento sono importanti ma è importante anche come ci comportiamo noi. Dobbiamo avere consapevolezza e mettere in pratica tutte le misure necessarie. Questo è davvero un appello che vogliamo fare alle persone”.
Circa un miliardo per l’assunzione di nuovi medici e infermieri e per aumentare le dotazioni di attrezzature adeguate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Secondo quanto apprende l’ANSA a tanto ammonterebbero le risorse aggiuntive che il governo punta a destinare al Servizio sanitario nazionale con il nuovo decreto per contrastare gli effetti dell’epidemia.
Il Governo stanzia 7,5 miliardi per famiglie e imprese
“Abbiamo stanziato 7,5 miliardi a sostegno delle famiglie e delle imprese che stanno affrontando quest’emergenza”, ha annunciato il premier Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri, aggiungendo che si tratta di “misure straordinarie e urgenti“.
“E’ previsto che sia sentita la commissione Ue in questo iter a cui stiamo lavorando per creare questo scostamento rispetto agli obiettivi programmatici. Non facciamo un salto nel buio, possiamo già dichiarare che c’è la piena sensibilità della commissione Ue a comprendere l’emergenza che stiamo attraversando. Non ci aspettiamo nessuna distonia rispetto all’atteggiamento” dell’Ue, ha proseguito il premier. Quanto alla possibilità di prorogare la chiusura delle scuole ha detto: “Vedremo. Ovviamente in prossimità della scadenza, con un certo anticipo per evitare incertezza, torneremo a fare un aggiornamento. In questo momento non lo so neanche io, dobbiamo sempre ragionare nel segno dell’adeguatezza e proporzionalità”.
I 7,5 miliardi a disposizione per il prossimo decreto sul Coronavirus “sono risorse significative e ci consentono di fare fronte alle esigenze immediate” dell’emergenza, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ricordando che il nuovo decreto “non esaurisce gli interventi necessari: il governo è al lavoro per accelerare lo sblocco degli investimenti e il sostegno alla crescita“. Lo scostamento dall’indebitamento per il nuovo decreto sarà di “7,5 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare: tecnicamente sono 6,35 miliardi in termini di indebitamento”, ha detto il ministro dell’Economia, spiegando che “è’ già partita la lettera che informa” l’Ue “di questo scostamento, siamo in costante contatto e da questo punto di vista non esiste alcun problema”, nemmeno sulla “piena sostenibilità per la finanza pubblica di queste misure”. Nel decreto inoltre ci saranno anche “misure per sostenere una moratoria dei crediti alle imprese da parte del sistema bancario” e “risorse per il Servizio sanitario nazionale, la protezione civile e le forze dell’ordine, misure – ha concluso Gualtieri – che ci consentiranno di sostenere i redditi e salvaguardare l’occupazione e potenziare gli ammortizzatori sociali” perché “nessuno deve perdere lavoro per coronavirus”.



















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