Italia
Coronavirus, i contagiati in Italia sfondano quota 5.000. I decessi sono 233, i guariti 589

Superati i 5.000 positivi in tutta Italia e i 230 decessi. Il numero di ricoverati negli ospedali con sintomi è di 2951 persone, 567 sono in terapia intensiva. L’istituto Superiore di sanità “chiediamo a tutti di rispettare le misure anche dove vi sono pochi casi. Abbiamo evidenze di atteggiamenti superficiali”
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COSENZA – Bollettino giornaliero sul coronavirus alla Protezione Civile, dove sono stati letti i numeri forniti dalle singole regioni. Il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli ha aperto la conferenza aggiornando come sempre il numero dei guariti che sono in totale 589 (+66 rispetto a ieri). Per quanto riguarda il numero dei deceduti sono 36 (ieri erano 49), quindi un numero più basso (19 in Lombardia, 2 nelle Marche, 1 in Emilia Romagna, 1 in Veneto e 1 un Puglia). Le fasce d’eta delle persone morte vanno dai 60-69 anni per il 16%, dai 70 ai 79 anni per il 35%, 80-89 anni per il 42% dei totali, mentre gli ultranovantenni sono il 6%.
Per quanto riguarda i contagiati, i positivi attualmente sono saliti a 5.061 (ci sono 1145 casi in più rispetto a ieri) per un totale di 5883 casi. Ma Borrelli ha sottolineato che il dato rispetto a ieri è salito di molto perché sono stati aggiunti 300 casi positivi in più non conteggiati e relativi al laboratorio di Brescia. Il numero di ricoverati negli ospedali con sintomi è di 2951 persone, 567 sono in terapia intensiva, mentre il totale di persone in isolamento domiciliare è di 1842 persone. Per quanto riguarda la distribuzione nelle regioni, sono 2.742 i malati in Lombardia, 937 in Emilia-Romagna, 505 in Veneto, 202 in Piemonte, 201 nelle Marche, 112 in Toscana, 72 nel Lazio, 61 in Campania, 42 in Liguria, 39 in Friuli Venezia Giulia, 33 in Sicilia, 23 in Puglia, 24 in Umbria, 14 in Molise, 14 nella provincia di Trento, 11 in Abruzzo, 9 nella provincia di Bolzano, 8 in Valle d’Aosta, 5 in Sardegna, 4 in Calabria e 3 in Basilicata. Le vittime totali sono 154 in Lombardia (19 in più di ieri), 48 in Emilia Romagna (+11), 13 in Veneto (+1), 6 nelle Marche (+2), 5 in Piemonte (+1), 4 in Liguria (+1), 2 in Puglia (+1) e uno nel Lazio. Borrelli ha sottolineato che le maggiori sofferenze si registrano negli ospedali della Lombardia, regione maggiormente colpita dall’emergenza. Per questo – ha detto Borrelli – è probabile che diversi pazienti in terapia intensiva della Lombardia saranno spostati verso altre regioni. Vinciamo questa guerra se i nostri concittadini adottano comportamenti responsabili – ha concluso Borrelli – per questo cambiamo modo di vivere, specie se siamo nelle categorie più fragili ed esposte”.
Deceduti con patologie pregresse. L’80% ne aveva più di due
Il professor Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha voluto sottolineare che per quanto riguarda la mortalità delle persone “c’è da evidenziare che le analisi effettuate dell’ISS sulle persone morte con infezioni da coronavirus, hanno evidenziato che l’età media supera gli 81 anni, sono prevalentemente uomini e con più patologie. Più dell’80% dei deceduti aveva più di due patologie pregresse, il 60% ne aveva più di tre, solo il 2% non aveva nessuna patologia. Sono persone sopratutto tra gli 80 e i 90 anni e sono le figure più fragili.
Le persone anziane le più colpite. State a casa
Per quanto riguarda la sintomatologia che emerge e che è quella più vicina a una possibile infezione da coronavirus è l’associazione di febbre e dispnea, ovvero difficoltà a respirare. Brusaferro ha ribadito che se le persone anziane dovessero avere questi sintomi, la raccomandazione è quella di contattare il proprio medico, il 118 e che stiano a casa non affollando il pronto soccorso. Le persone anziane devono muoversi il meno possibili, evitare i luoghi affollati e le sale d’attesa dei medici. Abbiamo evidenze di atteggiamenti superficiali, servono grande attenzione e consapevolezza sulle misure contro il coronavirus – ha aggiunto – Silvio Brusaferro in conferenza stampa – anche dove ci sono pochi casi bisogna adottare questi comportamenti per far diffondere più lentamente l’infezione. L’andamento mostra oggi una crescita, focalizzata su alcuni poli, serve un supporto perché la circolazione attorno venga rallentata”.
Il GOM di Reggio Calabria istituisce l’Unità di crisi attiva h24
A tutela di una corretta informazione ai Cittadini si comunicano, quale organismo tecnico gestionale designato dalle Istituzioni, le misure adottate per contrastare l’infezione COVID-19. Senza soffermarsi sullo stato complessivo della sanità pubblica nel nostro Paese e, in particolare, in Calabria, oggi questa è la situazione: il COVID-19, fino ad ora sconosciuto e per questo molto più pericoloso, costituisce la nuova minaccia sanitaria contro la quale concentrare, prioritariamente, l’attività straordinaria ospedaliera senza tralasciare, ovviamente, le altre. È stata istituita l’unità di crisi in attività h. 24 e non solo sulla carta. La prima preoccupazione è stata quella di preservare gli operatori sanitari da eventuali contagi e non certo per un fatto di tutela corporativa, bensì per non rischiare ulteriori decrementi del numero del personale, in caso di eventuali quarantene, che depauperebbero ulteriormente la già carente dotazione organica. Da giorni, infatti, a tutto il personale in servizio è stato imposto l’obbligo dell’uso della mascherina ed a quello in contatto con casi sospetti l’obbligo di indossare tutti i dispositivi previsti.
Si è predisposta una nuova logistica strutturale delle unità operative predisponendo ulteriori spazi dedicati per fronteggiare un afflusso di pazienti contagiati che, speriamo, non avvenga. Qui colgo l’occasione per ribadire, attraverso la cortesia del Suo giornale, l’appello ai Cittadini di una vita sociale diversa nel senso di ridurre i contatti interpersonali ed igienizzare ripetuta mente le mani rappresentando tali accorgimenti i migliori antidoti alla diffusione del contagio. Da giorni sono attive due tende di pre-triage per separare l’accesso al Pronto Soccorso nonché un percorso diagnostico dedicato ai casi sospetti di contagio. Sono state attivate le procedure per acquisire ventilatori ed aspiratori polmonari meccanici in modo da raddoppiare la capienza degli attuali posti di rianimazione essendo la patologia da COVID-19, ove complicata, trattabile esclusivamente attraverso ventilazione assistita del paziente. Sono in corso le procedure di acquisizione di nuovo personale e sono già state chiamate circa trenta unità infermieristiche. Si è provveduto a regolamentare l’attività ospedaliera dedicando maggiori attenzioni all’emergenza COVID 19 rivolta non solo alla diagnosi e terapia ma anche alla prevenzione del contagio quale possibile super infezione ospedaliera. Si è condotta una rapida attività di informazione, formazione ed addestramento per gli operatori direttamente addetti al contrasto dell’infezione interessando, perfino, il bar interno all’Ospedale. Sono state effettuate attività straordinarie di disinfezione e sanificazione nonché implementato quelle ordinarie. Sono stati anche forniti tamponi e DPI (dispositivi di protezione individuale) ai Medici del SUEM 118 afferente all’ASP di Reggio Calabria ed esercitato attività di formazione sugli stessi Medici in ordine alla corretta esecuzione dei tamponi faringei e nasali. Il GOM sta continuando ad acquistare il gel idroalcolico per la disinfezione delle mani e, al fine di incrementarne la disponibilità, si sta provvedendo anche all’autoproduzione. Si è provveduto a sospendere tutte le ferie del personale ma non vi era alcun bisogno di tale provvedimento in quanto nessuno ha chiesto ferie in questo periodo salvo eccezionali casi di urgenti problemi di carattere familiare. Pertanto, sempre attraverso la cortesia degli Organi di Informazione, porgo un immenso ringraziamento a tutti gli operatori del GOM che, salvo episodici casi, stanno dimostrando un’ elevatissima etica sociale ancor prima che professionale che ci consente di ben sperare di fronte ad un nemico sconosciuto, forte ed aggressivo. Infine, si forniscono il numero dei soggetti sottoposti a tampone, ad oggi: 39 di cui uno positivo. Il paziente è stato ricoverato per n. 5 giorni e proprio stamattina è stato dimesso, in buone condizioni, con prescrizione di isolamento sociale. La Direzione strategica avrebbe voluto fornire queste informazioni direttamente in conferenza stampa ma le disposizioni ministeriali vietano tale forma di comunicazione. Ritenendo gli Organi di Informazione fondamentali in questa difficile situazione si continuerà a fornire periodici aggiornamenti che si ritengono dovuti a tutti i Cittadini. Il commissario straordinario per l’emergenza è l’ingegnere Iole Fantozzi.
Zingaretti positivo “niente panico”
Di oggi l’annuncio del presidente della regione Lazio e segretario del Pd Nicola Zingaretti che via Facebook ha annunciato di aver contratto il coronavirus. ‘I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19’ – ha spiegato Zingaretti – sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. La mia famiglia sta seguendo il protocollo e la Asl sta contattando le persone che mi sono state vicine per i controlli del caso. Niente panico, combattiamo e in questo momento darò il buon esempio seguendo alla lettera quello che mi diranno i medici. Coraggio a tutti e a presto’.
Angelus del Papa e udienza generale solo in diretta video
“Relativamente agli eventi dei prossimi giorni, la preghiera dell’Angelus del Santo Padre di domenica 8 marzo avverrà dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico e non in piazza, dalla finestra. La preghiera sarà trasmessa in diretta streaming da Vatican News e sugli schermi in piazza San Pietro e distribuita da Vatican Media ai media che ne faranno richiesta, in modo da consentire la partecipazione dei fedeli”. Lo comunica la Sala stampa della Santa Sede. “L’Udienza Generale di mercoledì 11 marzo avverrà secondo le medesime modalità”, aggiunge. “Tali scelte – si legge nel comunicato – si rendono necessarie per evitare rischi di diffusione del COVID-19 dovuti ad assembramenti nel corso dei controlli di sicurezza per l’accesso alla piazza, come richiesto anche dalle autorità italiane”. “In ottemperanza a quanto stabilito dalla Direzione Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano – conclude la nota -, fino a domenica 15 marzo sarà sospesa la partecipazione dei fedeli ospiti alle Messe a Santa Marta. Il Santo Padre celebrerà privatamente l’Eucarestia”.
Niente commissariamento delle Regioni
Rispetto alle prime bozze, nel decreto approvato dal Governo salta la possibilità per lo Stato di commissariare le Regioni inadempienti rispetto alle nuove misure mentre spunta, oltre alla possibilità di requisire gli alberghi, un potere più ampio alla Protezione civile per disporre, dove diventasse necessario, requisizioni di altri immobili per avere spazi dove gestire le persone in quarantena ma anche requisizioni e espropri di materiale sanitario, dai presidi sanitari e medico-chirurgici per assicurare agli ospedali le forniture adeguate a gestire i contagi e i posti letto “specializzati” necessari a ricoverare i malati. Per potenziare i reparti di terapia intensiva sono in arrivo 5mila impianti di ventilazione assistita, che saranno acquistati dalla Protezione civile attraverso la Consip con procedure rapide e semplificate.



















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