Cosenza
L’appello dell’assessore De Cicco: “stare a casa e fare la differenziata correttamente”

L’assessore ai quartieri del Comune di Cosenza, Francesco De Cicco, sui controlli nelle zone in cui spesso vengono segnalate persone in giro nonostante le restrizioni e lancia un appello accorato: “rimanere a casa e fare la raccolta differenziata dei rifiuti”
COSENZA – Le restrizioni del Governo per tutta l’Italia hanno fatto chiaramente emergere la pericolosità del Coronavirus che non ha confini da nord a sud. Nonostante gran parte delle persone siano rimaste a casa, molte altre invece escono senza adottare neanche le precauzioni minime per evitare di contagiare o essere contagiati.
L’assessore alla Partecipazione, Frazioni e Quartieri, Manutenzione Ordinaria e Straordinaria delle strade e delle reti idrica, fognaria e di pubblica illuminazione, Segnaletica orizzontale e verticale: “Chi esce, anche una sola persona, apre la porta di casa al virus e apre le porte di tutti i cosentini e dei calabresi al contagio. Dobbiamo farlo per il nostro futuro e quello dei nostri cari perchè prima ci fermiamo e prima ricominciamo”. “Volevo anche tranquillizzare le persone che non ci sono pullman in arrivo dal nord Italia e che, le foto pubblicate sui social delle autolinee sono semplicemente mezzi della città o della provincia”.

L’appello dell’assessore De Cicco, lanciato dai microfoni di Rlb inoltre, è di osservare correttamente le regole e fare la raccolta differenziata
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“Restate a casa e fate la differenziata. Stiamo disinfettando le strade con antibatterico, ma il cittadino deve aiutarci altrimenti è tutto inutile. L’appello è rivolto in particolare agli abitanti di via degli Stadi, dell’ultimo lotto e del secondo lotto di via Popilia, così come altri quartieri: fate la raccolta differenziata perchè non possiamo trovare quei cumuli”.
Numerose sono state le segnalazioni di persone in giro, in particolare la situazione più difficile è nei pressi di piazza Valdesi, dove un gruppo di stranieri che abitano nel centro storico e che si radunano alle panchine o nei muretti soprastanti il fiume. “Siamo intervenuti più volte, abbiamo mandato la polizia, e loro spariscono per poi tornare”.


















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