Cosenza
Sindacati su lavoratori Amaco: “difficoltà per 150 famiglie per i ritardi nei pagamenti”
Le segreterie sindacali Filt Cgil, Faisa Confail, Fit Cisl, Uil Trasoprti, Faisa Cisal e Ugl scrivono al presidente della Regione Santelli, al sindaco di Cosenza, Occhiuto, all’assessore ai trasporti del Comune di Cosenza Spataro e all’amministratore unico dell’Amaco Spa, Posteraro
COSENZA – L’attuale e particolare situazione che l’intera umanità sta vivendo a causa del Covid-19, ha spinto le organizzazioni sindacali a portare a conoscenza dell’opinione pubblica e della politica la situazione dei lavoratori dell’Amaco spa, “partecipi come tanti altri lavoratori della Sanità, Commercio, Trasporto merci, Forze Dell’ordine che sono lì, a servire le esigenze della popolazione che ha la necessità di spostarsi per lavoro e per motivi di semplice natura come andare a fare la spesa, ad oggi sono senza lo stipendio di marzo”.
“I lavoratori già psicologicamente provati per la lotta che quotidianamente affrontano contro questo nemico chiamato Coronavirus ,che mieta vittime anche sul nostro territorio e contagi, devono affrontare anche il problema di non poter mandare avanti le proprie famiglie per la mancanza di risorse economiche. In questi ultimi anni ogni mese, l’attesa del giorno di paga è sempre più lunga e desiderata. Difatti è ormai consuetudine, oltre a non ricevere il maturato per l’effetto degli accordi di produttività per l’anno 2019, ricevere lo stipendio con settimane di ritardo, destando oltretutto preoccupazioni sulle reali condizioni economiche finanziarie dell’Azienda”.
“Questa volta l’amministratore unico – è scritto nella nota sindacale – incurante della grave situazione che si sta attraversando e anche in prossimità delle festività Pasquali, ha ritenuto opportuno solo lo scorso 6 aprile, informare i dipendenti con un avviso affisso in bacheca del ritardo nei pagamenti riguardante la mensilità del mese di marzo, continuando come da pratica consolidata ad attribuire la responsabilità alla Regione Calabria per il mancato versamento dei contribuiti previsti e una volta usato il metodo del periodo, si lava le mani e lascia 150 famiglie senza risorse economiche”.
“Facile amministrare così, facile di questi tempi sparare sulla Croce Rossa tanto i cadaveri si confonderanno. È notizia di pochi giorni della chiusura in positivo del bilancio per il secondo anno consecutivo. Pertanto ci si chiede come possa un’azienda in attivo non disporre di risorse economiche utili a pagare i propri dipendenti, ma soprattutto, per come affermato da un delegato rappresentante dell’azienda nell’ultima riunione tenutasi in video conferenza, perché l’azienda Amaco non ha accesso ad alcun fido presso nessun istituto bancario. Difficile confrontarsi, difatti in questi ultimi tempi ha inteso interrompere il dialogo personale con le scriventi e i lavoratori non partecipando ai diversi tavoli di riunione da diversi mesi, declinando di fatto le sue responsabilità anche in questo particolare momento storico che vedrà i lavoratori confrontarsi con gravi ristrettezze economiche. Infatti, considerando che anche Amaco è stata costretta inevitabilmente a ricorrere agli ammortizzatori sociali, ai lavoratori dipendenti mancano le rassicurazioni da parte dell’amministratore unico in riferimento alle garanzie per il futuro”.
“Pertanto – concludono le sigle sindacali – facendo appello alla politica, sarà opportuno inserire i lavoratori dell’Amaco nel piano di assistenza dei meno abbienti per aver la possibilità di avere la spesa necessaria per sopravvivere per come stabilito dal Governo centrale. Infine un invito all’Amministratore di essere umano non solo su gli avvisi che pubblica in bacheca, ma di farlo di fatto partecipando attivamente, coinvolgendo i lavoratori e tutelandoli dalle innumerevoli problematiche a cui sono soggetti per colpe altrui”.


















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