Calabria
Fucile ritrovato nel bosco, Cabs: “ulteriore esempio dell’imperante bracconaggio in Calabria”

“I bracconieri utilizzano spesso tali nascondigli a disposizione della caccia illegale a lupi, ungulati ma anche animali ben più piccoli come i ghiri”
REGGIO CALABRIA – Il fucile artigianale privo di matricola rinvenuto nei boschi dai carabinieri della Stazione di Sant’Ilario dello Jonio e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” rappresenta un’ulteriore dimostrazione di quanto diffuso sia il bracconaggio in Calabria. Ad affermarlo è il CABS, l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio che, ad ulteriore dimostrazione di quanto sostenuto, pone l’attenzione sulla tipologia delle munizioni rinvenute. Stante a quanto riportato, infatti, si tratterebbe di ben 170 cartucce di vario calibro a pallini e 30 cartucce a palla unica. “Un armamentario tipico dei fucili in genere utilizzati per la caccia – ha affermato il CABS – con l’aggravio che il fucile rinvenuto occultato nei boschi era pure senza matricola. Si tratta – ha aggiunto il CABS – di ritrovamenti pressocché continui che avvengono nella locride e non solo”.
Secondo il CABS i bracconieri utilizzano spesso tali nascondigli a disposizione della caccia illegale a lupi, ungulati ma anche animali ben più piccoli come i ghiri. I protezionisti auspicano pertanto che tali controlli siano incentivati, specialmente in periodo di epidemia da Coronavirus. Peraltro, proprio nel caso specifico, il ritrovamento di cartucce di vario calibro potrebbe far presuppore un uso destinato a più armi usate illecitamente. Nel mese di marzo e aprile 2020 il numero di episodi di caccia illegale registrati un po’ in tutta Italia non si discostano da quelli dello stesso periodo dell’anno scorso segno che, quarantena o no, i bracconieri sono sempre attivi. In Calabria, poi, si è registrata pure l’uccisione di alcuni lupi, peraltro in area protetta.



















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