Cosenza
Unione Artigiani di Cosenza denuncia: “non bisogna pagare per avere gli ammortizzatori Covid-19”

Parise: “migliaia di imprese artigiane si sono viste chiudere le loro botteghe e sono costrette a dover pagare per accedere agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti. Non bisogna farlo, è quanto stabilisce il Tar del Lazio”
COSENZA – L’Unione Artigiani Italiani Provinciale di Cosenza nella persona del Presidente Franco Parise denuncia a gran voce la disparità di trattamento, che in queste ore stano vivendo migliaia di Imprese Artigiane, che si sono viste in prima battuta chiudere le loro botteghe con la promessa “nessuno rimarrà escluso“, ma all’atto pratico sono costrette a dover pagare per accedere agli Ammortizzatori Sociali per i propri dipendenti. “Nello specifico – sottolinea Parise – si veda l’art. 5 co. 2 dell’Accordo Quadro della Regione Lazio il quale recita testualmente: “I datori di lavoro, tenuti al versamento ai Fondi di solidarietà bilaterali di cui all’art 27 del d.lgs. 148/15, ivi comprese le aziende artigiane, potranno accedere alla Cigd esclusivamente qualora tali fondi abbiano esaurito la disponibilità finanziaria e, in ogni caso, previa dimostrazione di corretta contribuzione ai fondi stessi.
Singolare il fatto che una categoria come gli artigiani, rientrante anch’essa nelle norme speciali riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 prevista dal D.L. 18 del 17/03/2020, si trovi a subire queste limitazioni. Sembrerebbe che tutto ciò stia accadendo nonostante l’eccezionalità pandemica abbia dispensato l’ordinaria gestione degli ammortizzatori sociali prevista dal D.Lgs. 148/2015. Pertanto, mentre gli aiuti statali gestiti dall’INPS, per quelle categorie che rientrano negli ammortizzatori sociali del Titolo I° della su citata legge “F.I.S. e C.I.G.O.”, vengono erogati con semplicità anche se le aziende non sono in regola con i contributi, per la categoria degli Artigiani le cose si complicano, infatti, per come indicato nell’accordo quadro Regione Lazio, sopra citato, il riconoscimento della CIGD (cassa integrazione in deroga) viene subordinato all’iscrizione dell’artigiano ai Fondi di Solidarietà previsti dal D.Lgs. 148/2015 ed alla dimostrazione, da parte dello stesso, di aver correttamente contribuito con la propria quota.
Ma la cosa ancora più grave sembrerebbe essere rappresentata dal fatto che il Fondo FSBA, invece di erogare gli aiuti che lo Stato gli ha trasferito per l’emergenza, richieda alle Aziende Artigiane la pseudo regolarizzazione o l’impegno a regolarizzare la loro posizione nei confronti del fondo stesso, subordinandone l’erogazione della relativa concessione degli aiuti statali e pregiudicando così anche la possibilità di chiedere alla Regione e all’INPS l’erogazione della CIGD. Quindi, se non sei iscritto a quel fondo sei fuori, se non paghi sei fuori e se non dimostri di essere iscritto e di aver pagato le relative quote di iscrizione al Fondo neanche la Regione e l’INPS ti possono aiutare con il riconoscimento della CIGD.
Vorremmo ricordare all’ente preposto alla gestione delle prestazioni, che il mancato riconoscimento degli ammortizzatori sociali alle aziende, riconducibile all’emergenza COVID-19 è di diretta responsabilità dei fondi bilaterali, che non possono subordinarlo a nessuna richiesta essendo soldi che lo Stato ha destinato per la sopravvivenza delle famiglie. Quindi, al fine di non creare gravi pregiudizi alle tantissime aziende artigiane italiane e alle loro famiglie, uniche vittime di questi labirinti burocratici, chiediamo che vengano concessi gli ammortizzatori sociali a tutte le aziende che ne dovessero fare richiesta e senza nessun condizionamento di sorta (es. obbligo di iscrizione al fondo o pagamento di quote arretrate) e che a tutte queste aziende sia concessa la cassa integrazione in deroga (CIGD) nell’eventualità in cui il Fondo abbia esaurito gli aiuti economici che gli sono stati consegnati dallo Stato.
Con la speranza – conclude – che questo momento di crisi e di estrema difficoltà non venga utilizzato per fare distinzioni tra figli e figliastri ma serva a dimostrare a tutti che l’Italia è un paese forte ed unito, restiamo in attesa di urgenti risposte da parte del Governo, sottolineando che in assenza di un pronto e fattivo riscontro, saremo pronti a tutelare la preziosa categoria degli artigiani in ogni sede.”



















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