Italia
Coronavirus, misure di sicurezza non adeguate. Stop a 4.874 aziende

Sono state 261.489 le aziende che al 28 aprile hanno presentato la comunicazione alle prefetture per poter continuare a lavorare. Per quasi 5mila di queste è arrivato lo stop
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COSENZA – Al 28 aprile le verifiche da parte di task force appositamente costituite nelle prefetture hanno riguardato 184.788 comunicazioni presentate da aziende per poter proseguite la propria attività: 4.874 i provvedimenti di sospensione adottati (2,6%). E’ quanto comunica il Viminale che ha fornito anche un report con le comunicazioni alle prefetture (QUI IL REPORT). Sono state 261.489 le aziende che hanno presentato la comunicazione per poter continuare a lavorare in quanto: 207.169 attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività non sospese dei servizi essenziali e di pubblica utilità; 2.033 attività degli impianti a ciclo produttivo continuo; 2.576 attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa o di rilevanza strategica per l’economia nazionale. A queste si aggiungono 49.711 comunicazioni di accesso ai locali, presentate dalle aziende delle attività sospese, per motivi di vigilanza, manutenzione o per la spedizione delle merci giacenti.
“La procedura semplificata prevista – sottolinea il Viminale – fa affidamento sul senso di responsabilità dei singoli imprenditori e consente l’immediato riavvio dell’attività con la preventiva comunicazione al prefetto che è chiamato a verificarne i presupposti. Le verifiche – aggiunge – non devono necessariamente concludersi con un provvedimento espresso, che viene adottato soltanto nel caso in cui dagli accertamenti emerga l’insussistenza delle condizioni che legittimano l’esercizio dell’attività”. In Lombardia il maggior numero di comunicazioni di aziende di rilevanza strategica, dei servizi essenziali e di pubblica utilità (oltre 50mila); seguono Emilia Romagna e Veneto (oltre 33mila).



















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