Cosenza
Casa di cura Misasi e San Bartolo, la replica dell’amministrazione sui contratti dei lavoratori

“La scelta di cambio contratto non solo è legittima, ma è più che giustificata” scrive il legale rappresentante Nicola Chiarelli
COSENZA – Di seguito la replica a firma del legale rappresentante Nicola Chiarelli, alle sigle sindacali Fp Cgil e Fp Cisl che denunciano una variazione al contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti della Casa di cura Misasi e Rsa San Bartolo.
“Intendiamo replicare alle accuse mosse dai segretari delle sigle sindacali Fp Cgil e Fp Cisl riportate nell’articolo pubblicato su questo giornale il 2 maggio 2020, in quanto sono del tutto infondate e mortificano la verità dei fatti. Andiamo per punti. 1. La variazione del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) La Società San Bartolo ha deciso di applicare esclusivamente ai dipendenti della Rsa San Bartolo (non anche a quello della Casa di Cura Misasi) il Ccnl Rsa Aiop, in luogo di quello Aiop per il personale non medico dipendente da Case di Cura, garantendo al personale stesso evidentemente il medesimo trattamento economico. La scelta di cambio contratto non solo è legittima, ma è più che giustificata, in quanto il Ccnl Rsa Aiop è, per definizione (art. 1 del citato Ccnl), il contratto applicabile a strutture Rsa e di tipo socioassistenziale, ed è, pertanto, quello più appropriato ad essere adottato per il personale della Rsa San Bartolo. Dunque, la Società, sebbene avrebbe potuto scegliere unilateralmente altri Ccnl applicabili a strutture Rsa, ha deciso di rimanere nella “famiglia” dei contratti Aiop che, com’è noto, prevedono tutele in favore dei lavoratori di gran lunga più soddisfacenti rispetto ad altri CCNL del settore. E’ bene precisare che la Società ha comunicato la predetta variazione al Dipartimento Tutela della Salute e delle Politiche Sanitarie della Regione Calabria nel pieno rispetto della legge. 2. Le proposte di stipula di un contratto aziendale La Società ha deciso di applicare in modo unilaterale il nuovo Ccnl Rsa Aiop al personale della sola Rsa San Bartolo nel rispetto delle prescrizioni di legge e contestualmente ha aperto un tavolo di concertazione con le parti sociali allo scopo di tutelare i posti di lavoro e stabilizzare l’Azienda dal punto di vista economico. Pertanto, nel rispetto delle procedure, la San Bartolo ha proposto la stipula di un contratto aziendale “di secondo livello” al fine di avviare le trattative, come peraltro chiesto dalle stesse sigle sindacali negli incontri avvenuti lo scorso febbraio, alla luce dello stato di crisi in cui versa la Società. Com’è ben noto, essa si trova in concordato preventivo omologato e, negli ultimi anni, ha visto ridursi i budget per l’acquisto delle prestazioni sia della Casa di Cura Misasi sia della RSA San Bartolo, subendo una grave discriminazione rispetto ad altre strutture calabresi che, pur avendo lo stesso numero di posti letto e uguali requisiti organizzativi, possiedono budget più elevati. 3. Il trattamento economico dei dipendenti della RSA San Bartolo Sia ben chiaro che i dipendenti della RSA San Bartolo, anche a seguito del passaggio al CCNL in oggetto, manterranno il trattamento economico attualmente in godimento e, dunque, percepiranno una retribuzione che, a parità di livello e mansioni, è tra le più alte di quelle elargite dalle strutture di uguale tipologia del territorio calabrese”.
“Invitiamo i sindacati – prosegue la replica – che ci accusano a dimostrare il contrario! 4. La sicurezza dei lavoratori La Società, sin dal 24 febbraio 2020, si è tempestivamente adoperata per ottemperare a quanto previsto dai dettami di legge per il contenimento del diffondersi dell’epidemia causata dal Covid-19. In particolar modo, le Strutture applicano tutte le misure igienico-sanitarie previste dalla normativa nazionale e regionale, nonché dal “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020. Con riguardo ai tamponi per il personale, si osserva che le Strutture hanno immediatamente richiesto l’effettuazione dei test per i suoi dipendenti e sollecitato innumerevoli volte, per iscritto e verbalmente, gli Enti competenti affinché provvedano il prima possibile. Pertanto, non tolleriamo che vengano sollevati dubbi e sospetti circa una eventuale negligenza in termini di sicurezza. Dispiace sinceramente che vengano sollevate polemiche di tal genere in un momento storico come questo, dove milioni di lavoratori, tra precari, piccoli imprenditori e liberi professionisti, manifestano gravi difficoltà economiche conseguenti alla drammatica situazione di emergenza sanitaria in corso. Ci saremmo aspettati un ben diverso tenore di discussione e un maggior senso di responsabilità da parte di chi oggi ci punta il dito contro”.
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