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Cosenza riapre, Occhiuto: “nessun ripensamento ma prudenza, manteniamo le distanze”

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Cosenza riapre, Occhiuto: “nessun ripensamento ma prudenza, manteniamo le distanze”

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Bar aperto coronavirus Cosenza 04

“Per quanto tempo ancora si può tenere la gente dentro casa? Ogni anno si registrano 91.000 morti a causa dell’inquinamento, dovremmo impedire alla gente di usare l’auto?”

 

COSENZA – Hanno fatto il giro del web le immagini dei cosentini in giro sul corso della loro città, dove il sindaco, Mario Occhiuto, non si è opposto all’apertura decisa dalla presidente della Regione Jole Santelli, che ha autorizzato bar e ristoranti a ripartire a condizione che servano i clienti all’aperto. Il primo cittadino di Cosenza, esponente di Forza Italia, è andato in controtendenza anche rispetto a sindaci di centrodestra, i quali hanno sospeso con loro ordinanze il dispositivo della Regione, attenendosi da oggi alle prescrizioni del Presidente del Consiglio. Occhiuto spiega il perché della sua scelta e continua a invitare i suoi concittadini alla prudenza. “Ho visto anche io molta gente sul corso – dice – ma ho notato che le persone, dopo il bombardamento mediatico di questi mesi, mantenevano le distanze. Siamo ancora in emergenza ma finché non avremo il vaccino per il coronavirus, continueremo ad esserlo e dovremo conviverci. Non era più possibile costringere la gente a stare chiusa dentro casa. Io stesso ho sollecitato le misure adottate dal presidente Santelli, anche se le avrei assunte in maniera diversa per quanto riguarda i tempi e i modi.

Certe decisioni – sottolinea Occhiuto – vanno concordate nelle sedi opportune, come la conferenza Stato-Regioni, e necessitano di un coordinamento con i Comuni”. In ogni caso, a parere di Occhiuto, non è stata Santelli a creare confusione. Il vero problema, dice, è costituito dalle misure “contraddittorie” del Governo. “Ci sono prescrizioni riguardo alle distanze, per esempio, che stabiliscono – spiega – un metro o due a seconda che si esca per una passeggiata o per le attività sportive; si autorizzano i cittadini a uscire per trovare i congiunti ma in base alle norme sulla privacy le forze dell’ordine non possono chiedere il nome della persona che si va a trovare. Conseguentemente i controlli sulla veridicità di quanto si dichiara sono difficili se non impossibili. Allora – dice il sindaco di Cosenza – non resta che invitare la gente alla prudenza, a non abbandonare i comportamenti che garantiscono la sicurezza, come indossare le mascherine e gli altri dispositivi. Noi possiamo vigilare su aspetti igienici come la sanificazione dei locali”.

Nessun ripensamento, dunque, rispetto alla scelta di consentire l’esercizio dell’attività di ristoranti e bar all’aperto. “La Lombardia solo ieri ha registrato 500 contagi, praticamente – dice Occhiuto – la metà di quanti la Calabria ne ha registrati in tutta l’emergenza. Non si possono assimilare le due situazioni, sono per una ripartenza differenziata basata sui dati e nella nostra regione siamo quasi ai contagi zero. Fra i cittadini c’è ancora tanta paura, sono loro stessi ad adottare le cautele del caso. Del resto, è più facile che il contagio avvenga in una fabbrica o in un altro luogo chiuso, che all’aperto. Anzi, le attività all’aperto dovrebbero essere incentivate come si era detto in un primo momento. Per quanto tempo ancora si può tenere la gente dentro casa? Ogni anno continua il sindaco – si registrano 91.000 morti a causa dell’inquinamento, dovremmo impedire alla gente di usare l’auto? A parti inverse, se in Calabria avessimo avuto il numero di contagi della Lombardia, sono certo che ci avrebbero messo attorno un cordone sanitario. Con i dati attuali – conclude – è giusto consentire una ripresa sebbene accompagnata da tutte le cautele”.

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