Cosenza
Cosenza, in piazza titolari di bar e ristoranti: “nessun aiuto, aspettiamo di chiudere”

Si sono riuniti questa mattina nel piazzale antistante la chiesa di Piazza Loreto, diversi commercianti, titolari di bar, pizzerie, ristoranti e fornitori preoccupati per il loro futuro perchè spiegano: “non abbiamo ricevuto nulla”
COSENZA – Un’assemblea conoscitiva che ha visto stamattina, sotto l’occhio della Polizia a controllare che non vi fossero assembramenti, numerosi commercianti, titolari di attività di ristorazione, bar, pasticcerie. Il primo a parlare con noi di Quicosenza è Carmelo, fornitore di diverse attività di ristorazione: “ne stiamo sentendo di tutti i colori e oggi siamo qui per raccogliere proposte e cercare di capire come dobbiamo muoverci per il futuro. Attendiamo il decreto definitivo per capire quali saranno le restrizioni e adempimenti che dovremo seguire”.

“I fornitori – spiega – non si sono mai fermati ma abbiamo visto situazioni drammatiche anche per realtà storiche e ben strutturate. E’ una situazione allarmante soprattutto in un territorio dove si vive di commercio. Non è il virus che ci ha fatto male ma le conseguenze negative arriveranno nei prossimi mesi”.
C’è anche chi svolge l’attività di pizzaiolo: “Siamo preoccupati perchè per molti sarà impossibile seguire le direttive nazionali, non solo per i costi ma perchè non abbiamo nessun contributo o aiuto, nè dal Governo nè regionali. La cassa integrazione non è stata erogata e noi dovremo riprendere i dipendenti e assumerci la responsabilità”.

Da qui l’invito a tutti, commercianti, ristoratori, chi ha un bar o pasticceria o chi opera nel ramo alimentare, a mettere in campo una grande protesta perchè, ha ribadito “noi siamo l’economia della Calabria e dell’Italia. Faremo una manifestazione pacifica ma la Regione Calabria deve essere dalla nostra parte e abbattere i paletti che esistono per avere liquidità che ci serve per ripartire”.
Corrado infine, titolare di un bar in città, spiega di aver presentato domanda per il contributo dei 25mila euro e che gli è stata rigettata: “Abbiamo già sanificato e adottato tutte le misure ma la cassa integrazione non è arrivata e la richiesta di liquidità rifiutata. Aspettiamo solo di chiudere. L’appello – conclude – è rivolto ai commercianti e ai ristoratori: uniamoci per prendere provvedimenti e capire cosa fare”.



















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