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Calabra Maceri annuncia querela “da Occhiuto falsità. Vantiamo un credito di 4,5 milioni

Cosenza

Calabra Maceri annuncia querela “da Occhiuto falsità. Vantiamo un credito di 4,5 milioni

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Calabra Maceri 8

La dura replica dell’amministratore di Calabra Maceri Crescenzo Pellegrino che annuncia querela dopo la lettera inviata dal sindaco di Cosenza “l’azienda ha agito sempre nel massimo rispetto sia della buona fede, ancor prima del contratto, a tutela dell’intero sistema. Dietro le criticità gravi inadempienze contrattuali. L’azienda vanta un credito di 4,5 milioni dall’ATO 1 di Cosenza”.

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COSENZA  – Dopo la lettera inviata dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto a Regione, Prefettura e Procura, chiedendo di vigilare sulle criticità che hanno portato nuovamente al blocco della raccolta dei rifiuti, l’Amministratore di Calabra Maceri, Crescenzo Pellegrino, ha risposto duramente alle accuse mosse dal primo cittadino annunciando querela.

Questa la nota che riportiamo integralmente ““Colui che mente a se stesso e dà ascolto alla propria menzogna arriva al punto di non saper distinguere la verità né dentro se stesso, né intorno a sé e, quindi, perde il rispetto per se stesso e per gli altri” (Dostoevskij). Questa citazione dello scrittore e filosofo russo sarebbe di per se sufficiente a contestare integralmente il contenuto della nota divulgata dall’Amministrazione Comunale di Cosenza a firma del sindaco Occhiuto, il quale è pienamente consapevole, si spera, del contenuto contrattuale e delle tante note inviate da questa impresa, che non v’è un responsabile diretto per il malfunzionamento del sistema, ma solo un grave inadempimento contrattuale nei confronti di questa impresa, la quale ha manifestato sempre la piena disponibilità e sensibilità nei confronti dell’intero Ambito Territoriale Ottimale (ATO) della provincia di Cosenza.

Calabra Maceri non avvantaggia nessun Comune

Tuttavia, oggi il Sindaco paventa, calunnia e diffama la Calabra Maceri di “impedire” il conferimento dei rifiuti adducendo delle criticità inesistenti a vantaggio di Comuni per i quali viene svolto il servizio di raccolta ed ancora che sia una “strategia che nella emergenza trova la sua strada per facilitare e velocizzare pratiche amministrativi regionali in itinere di altro genere”. Per queste gravi affermazioni ovviamente, si procederà come in diritto in ogni sede al fine di tutelare l’immagine di questa impresa e la legalità con la quale svolge da sempre le proprie attività. Appare opportuno informare, ma questo dato lo si può apprendere dal portale dell’ATO Rifiuti della provincia di Cosenza, quali sono le condizioni contrattuali vigenti tra questa impresa e l’ATO stesso:

Art. 8 (contabilizzazioni e modalità di pagamento): L’ATO attraverso il servizio di tesoreria del Comune Capofila di Cosenza, procederà ai pagamenti secondo la seguente procedura … invio tempestivo, contestuale alla liquidazione, all’impresa dell’elenco dei Comuni inadempienti rispetto all’integrale pagamento delle somme dovute per garantire la liquidazione delle fatture emesse, pena la sospensione dei servizi secondo le modalità disciplinate nel successivo art. 10.

Art. 10 (Sospensione e riprese del servizio): c. 7. Resta salvo il diritto per l’Impresa di sospensione dei servizi, senza che possa essere imputata alla stessa la contestazione di interruzione di pubblico servizio, nei confronti dei Comuni morosi, comunicati secondo le modalità di cui all’art. 8 c. 5 lett. g), che siano inadempienti al pagamento delle tariffe stabilite ed a loro carico, qualora l’ATO, per conto dei Comuni, non dovesse adempiere all’integrale pagamento di 2 (due fatture), anche non consecutive, dei corrispettivi contrattuali posti a proprio carico.

  1. 8. Resta salva la facoltà di sospensione dei servizi, senza che possa essere imputata all’impresa la contestazione di interruzione di pubblico servizio, nei confronti dell’intero ATO, nel caso in cui non dovesse trasmettere l’elenco analitico dei Comuni morosi, secondo le modalità di cui all’art. 8 c. 5 lett. g), che siano inadempienti al pagamento delle tariffe stabilite ed a loro carico.
  2. 9. Le ipotesi di sospensione dei servizi per le ragioni di cui al punto 2, 7 ed 8 del presente articolo, trovano la loro ragione nella qualificazione della condotta quale grave inadempimento contrattuale e, per tale ragione, non potrà in alcun modo costituire ipotesi di interruzione di pubblico servizio, in quanto la causa non sarà imputabile all’impresa”.

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Gravi inadempienze contrattuali e 4,5 milioni di crediti

Questa impresa, allora, dinanzi ai gravi inadempimenti contrattuali comunicava l’intenzione di portare in esecuzione il contratto sottoscritto con l’ATO e non per le ragioni diffamatorie del Sindaco di Cosenza, ma solo ed esclusivamente perché si dimentica che dietro ed a sostegno dell’attività di impresa in senso stretto, vi è una responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori e di tutte le famiglie che fanno affidamento nelle retribuzioni che questa impresa, nonostante gli inadempimenti degli Enti, ha puntualmente corrisposto ai circa 70 dipendenti impegnati sui contratti ATO. Non è più immaginabile che sia l’impresa a dover sostenere e finanziare il sistema pubblico del ciclo dei rifiuti. Si potrebbe contestare che rientra nell’ordinario rischio di impresa e questa affermazione potrebbe avere delle sue fondamenta su un ordinario inadempimento, che non rispecchia il caso in esame, perché:

  • per i servizi resi nell’ultimo trimestre 2019, a fronte di fatture emesse per complessivi €. 2.531.902,26, abbiamo ricevuto due acconti per complessivi €. 821.443,11 quindi dobbiamo ricevere un saldo di €.  1.710.459,15
  • per i servizi resi nel primo bimestre 2020, a fronte di fatture emesse per complessivi €. 1.669.188,12, abbiamo ricevuto un acconto di €. 651.250,20 € e dobbiamo quindi ricevere un saldo di €. 1.017.937,92
  • I servizi del secondo bimestre 2020, in corso di rendicontazione, valgono 1.723.000 euro.

Quindi in definitiva, l’azienda vanta un credito di 4.451.397 euro dall’ATO 1 di Cosenza.

E non è tutto. Per il periodo relativo all’anno 2019 a causa del dissesto del Comune di Cosenza ed all’insediamento dell’Organismo Straordinario di Liquidazione non è ancora noto quando sarà possibile recuperare le somme dovute, seppur certe, liquide ed esigibili. Infatti, transitando il tutto per la tesoreria del Comune Capofila dell’ATO (Comune di Cosenza), il dissesto, di certo non imputabile a questa impresa, ha causato e sta causando una incertezza su tempi, termini e modi di liquidazione del saldo in nostro favore. Pertanto, le richieste di pagamento, incontestabilmente legittime, nei termini contrattuali sono state richieste all’ATO che non avendo trasmesso l’elenco dei Comuni morosi ha visto una sospensione nei confronti dell’intero Ambito, per come contrattualmente previsto.

Non corrisponde neppure al vero, ma è un dato documentale, che:

– le sospensioni relative agli inadempimenti ed alle difficoltà relative alle capacità di trattamento negli impianti (ed agli sbocchi degli scarti presso le discariche) siano avvenute senza comunicazioni. Probabilmente sfugge, a chi scrive, che è intercorsa nel solo anno 2020 una fitta corrispondenza tra questa impresa, ATO CS, Regione Calabria e tutti i Comuni dell’ATO Cosenza (dovrebbe rientrarci anche il Comune di Cosenza), fin dal 03 gennaio alla data dell’11 maggio con ben 32 note di solleciti, contestazioni, inviti ad adempiere, attivazioni del contratto, accesso agli atti così suddivise: 9 nel mese di gennaio, 8 nel mese di febbraio; 4 nel mese di marzo; 7 nel mese di aprile e 4 nel mese di maggio ancora in corso;

diffamatoria l’affermazione di aver subito penalizzazioni e di condotte in mala fede nell’accettazione dei rifiuti a discapito del Comune di Cosenza, in quanto i dati dimostrano l’esatto opposto, ma sono noti allo stesso Comune di Cosenza. Dal 01 gennaio allo scorso 10 maggio, i rifiuti conferiti al ns. impianto dai Comuni dell’area urbana sono questi:

  • Cosenza 6.600 tonnellate;
  • Rende 4.350 tonnellate;
  • Montalto Uffugo 1.896 tonnellate;
  • Castrolibero 895 tonnellate

In conclusione, riteniamo di aver agito sempre nel massimo rispetto sia della buona fede, ancor prima del contratto, a tutela dell’intero sistema, che non può pensare – però – di reggersi a discapito delle imprese private, che rischiano un crollo finanziario mettendo a rischio decine di lavoratori e famiglie.

 

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