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Cosenza in “ripartenza”: saracinesche alzate in città, ma non per tutti – FOTO

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Cosenza in “ripartenza”: saracinesche alzate in città, ma non per tutti – FOTO

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In città la maggior parte dei negozi riapre e si adegua alle norme nonostante gli esercenti lamentano una scarsa chiarezza nelle linee guida. Ai clienti l’accesso è consentito solo con mascherine

 

COSENZA – Riparte sotto il segno della speranza la città di Cosenza, che questa mattina ha rialzato le saracinesche. “Abbiamo investito nella sanificazione e nei dispositivi individuali, ma dobbiamo crederci perché il danno economico è stato enorme” ha dichiarato Antonio Nardi titolare di un negozio di abbigliamento nel centro città.

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Una ripartenza timida, ma che ha già dato segnali positivi. “Le linee guida sono assolutamente generiche e confusionarie – ha poi aggiunto Nicola Fortino – ma noi stiamo cercando di offrire ai nostri clienti sicurezza e serenità, perché è importante crederci. Sulla collezione primaverile siamo costretti ad applicare degli sconti, ma sulle calzature da cerimonia abbiamo avuto il calo maggiore”.

Nella città dei Bruzi non tutti hanno riaperto, i piccoli negozi hanno preferito restare chiusi perché i costi per adeguarsi alle nuove regole sono onerosi. Altri sono in attesa che vengano consegnati i disinfettanti e i guanti da esporre all’ingresso. “I nostri ragazzi – ha dichiarato Carmine Parise titolare di un negozio di abbigliamento su corso Mazzini – hanno sempre guanti e mascherine, igienizzano i camerini all’uscita dei clienti e sanificano gli abiti che vengono misurati con appositi prodotti”. La maggior parte degli esercenti lamenta che le linee guida diffuse non sono chiare, e c’è diversità tra le disposizioni dell’Inail e della Regione. Tutti comunque, pur di ritornare alle attività, hanno adottato il maggior numero di misure di sicurezza possibile, per la tranquillità dei dipendenti e dei clienti che arriveranno. Altro punto ambiguo delle riaperture riguarda l’utilizzo dell’aria condizionata. Molti esercenti hanno sanificato il sistema di areazione, ma comunque finché sarà possibile, eviteranno di accenderla per la paura di diffondere il virus. “Anche su questo – ha aggiunto Parise – c’è poca chiarezza. Noi abbiamo sanificato tutto il sistema di areazione del negozio e i filtri vengano puliti ogni giorno con materiale apposito, ma fin tanto che le temperature rimarranno gradevoli eviteremo di accenderla. Fra qualche settimana, però, temo sarà inevitabile considerato che siamo in Calabria”.

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Sul corso, intanto, un notevole numero di persone a passeggio, tutti con mascherine e in molti sono entrati nei negozi per acquistare. “Il nostro lavoro – ha poi aggiunto Francesco commesso di un negozio – è aumentato, ma siamo felici di riaprire perché stare a casa sul divano è impensabile, questa terra ha bisogno di lavoro”.

A riaprire oggi, anche i parrucchieri. “Siamo qui dalle 7 e rimarremo fino a tardi – ha spiegato Gianni Frassia parrucchiere – perché dopo ogni cliente la postazione e tutti gli attrezzi vengono sanificati e abbiamo ridotto il numero di accessi. Lavoriamo solo su appuntamento e all’ingresso misuriamo la temperatura, invitiamo la cliente a igienizzare le mani e indossare sempre la mascherina. Procedimenti più lungi, ma siamo felici di poter riaprire e in totale sicurezza”.

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Al via anche le messe e le celebrazioni religiose

Anche le chiese hanno aperto i loro portoni ai fedeli. Don Dario De Paola, parroco di Santa Teresa, nel raccontare l’emozione dei fedeli rientrati in chiesa con gli occhi lucidi ha spiegato quali sono le norme da adottare per chi si reca a messa e tutto quello che ha previsto invece la parrocchia sull’accesso e la partecipazione alle celebrazioni religiose. Stamattina, per la prima messa delle 7.30, le porte sono state aperte alle 6.45 per favorire il graduale ingresso delle persone nella chiesa che è stata nei giorni scorsi sanificata: “Abbiamo dei volontari in chiesa, due all’esterno e uno all’interno. L’acquasantiera è vuota, si entra uno per volta, con mascherine e guanti, all’ingresso si igienizzano le mani. Due persone si accomodano nei banchi grandi e una persona per quelli più piccoli. Il sacerdote per la comunione passa all’esterno dei banchi per somministrarla”. “I giorni feriali tre messe e domenica cinque, il sabato pomeriggio alle 16 abbiamo pensato di inserire una messa in più per i ragazzi”. “E’ stato molto bello – conclude Don Dario – riaprire e vedere la gente tornare in Chiesa anche con gli occhi lucidi, e soprattutto nel giorno importante dei 100 anni dalla nascita di Giovanni Paolo II”.

Foto di Francesco Greco

 

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