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Chiusura dell’Unità di Ricerca Biotecnologica di Aprigliano, l’Ail “è eccellenza unica”

L’Urb, il cui direttore scientifico è attualmente il dottor Fortunato Morabito, è a rischio chiusura e le attività saranno trasferite all’interno del laboratorio centrale dell’Ospedale dell’Annunziata
APRIGILANO (CS) – È a rischio chiusura l’Unità di Ricerca Biotecnologica di Aprigliano perché inserito in un progetto regionale di razionalizzazione della rete dei laboratori. A darne notizia è l’Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, che in 50 anni di attività ha sempre sostenuto i centri di ematologia italiani e la ricerca scientifica nel campo dei tumori del sangue. “Oggi l’Urb di Aprigliano vive un momento grande difficoltà – riporta una nota diffusa dall’Ail – e la vicinanza di tutta l’Ail è più che mai necessaria, in quanto, nell’ambito di un più ampio progetto regionale di razionalizzazione della rete dei laboratori, sembrerebbe ormai prossima la decisione del Commissario straordinario della Azienda Ospedaliera di Cosenza di chiudere l’Urb di Aprigliano, trasferendone le attività all’interno del laboratorio centrale dell’Ospedale dell’Annunziata, creando di fatto le premesse per un’inevitabile ridimensionamento delle grandi capacità di ordine assistenziale e scientifico che hanno connotato per circa un decennio l’attività di questo centro di eccellenza”.
L’Ail evidenzia che “l’Unità di Ricerca Biotecnologica fa parte della rete nazionale LabNet sviluppata dal Gruppo Italiano Gimema, un network di laboratori di consolidata e esperienza che funziona come piattaforma di diagnostica avanzata a disposizione di tutti i centri oncoematologici presenti sul territorio nazionale. L’Urb è un’eccellenza certificata da enti nazionali e internazionali. Seicento metri quadrati di strumentazioni all’avanguardia, expertise e competenze professionali al servizio dei pazienti calabresi, e non solo. Una realtà fortemente voluta dalla sezione di Ail Cosenza “Fondazione Amelia Scorza”, che non ha risparmiato la messa a disposizione di personale altamente qualificato (biologi sostenuti con borse di studio), indispensabile per coniugare assistenza e ricerca a tutto beneficio dei pazienti affetti da tumori del sangue. L’Urb ha specifiche peculiarità che lo rendono unico, e tutti noi ematologi conosciamo il ruolo centrale che laboratori come questo svolgono, non solo nella diagnosi ma anche, in tempi di medicina di precisione, sulle scelte terapeutiche per il paziente affetto tumore del sangue. Disporre di indagini diagnostiche affidabili con lo stesso livello qualitativo in tutta Italia, e in particolare nella Regioni del sud Italia, non è banale soprattutto quando si tratta di prescrivere farmaci di alta precisione e personalizzare le terapie. Inoltre, la presenza di strutture di eccellenza come l’Urb di Aprigliano limita in misura rilevante il grave fenomeno della migrazione sanitaria, tanto più necessario in questo periodo di emergenza, mettendo a disposizione dei cittadini professionalità e competenze che nulla hanno da invidiare a quelle di altre regioni d’Italia”.



















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