Provincia
Braccianti privati di ogni dignità. La regione Calabria pronta a costituirsi parte civile

Sull’inchiesta Demetra, che ha messo fine al caporalato di centinaia di braccianti agricoli, per lo più extracomunitari, la Regione è pronta a costituirsi parte civile. L’assessore Gallo “essenziale stroncare ogni forma di sfruttamento e tutelare i lavoratori”
.
COSENZA – “Chiederò che la Regione si costituisca parte civile”. Lo annuncia l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, in riferimento all’inchiesta “Demetra” portata a termine dai finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza su ordine della Procura di Castrovillari che ha portato nuovamente alla luce la drammatica piaga del caporalato e lo sfruttamento della manodopera di centinaia di braccianti, per lo più extracomunitari (di nazionalità pakistana, magrebina e dell’Est Europea) che in stato di bisogno, sono stati impiegati in condizioni di sfruttamento e schiavitù, privazioni e negazione dei più elementari diritti umani costretti anche a dissetarsi bevendo acqua sporca presa da un canale di scolo. Tutto per favorire 14 aziende agricole poste sotto sequestro dai finanzieri che hanno notificato 80 misure cautelari con 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 38 ordinanze di arresti domiciliari e 8 ordinanze di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’accusa è associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (c.d. “caporalato”) ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Reclutati dai caporali e condotti sui campi in condizioni di sfruttamento, costretti a lavorare in assenza di dispositivi di protezione individuale, impiegati in turni di lavoro massacranti e costretti ad accettare condizioni di lavoro degradanti.
Secondo l’accusa, i titolari delle aziende avrebbero partecipato all’azione di sfruttamento di oltre 200 migranti (ma potrebbero essere stati nel tempo molti di più), utilizzandoli nelle loro aziende e traendo un consistente vantaggio dal risparmio sui costi della manodopera per la raccolta dei prodotti. Gli uomini venivano impiegati per i lavori più pesanti, mentre le donne erano addette all’attività meno faticosa della raccolta delle fragole. Il valore delle aziende sequestrate ammonta ad oltre otto milioni di euro. Sequestrati anche venti automezzi che venivano utilizzati per condurre i migranti nei campi di lavoro.
“La Regione, attraverso una serie di iniziative messe in campo anche di recente, nel lavoro di concertazione con le Prefettura – dice l’assessore – è convintamente impegnata a sostenere azioni di contrasto al caporalato e, più in generale, allo sfruttamento dei lavoratori. Nell’esprimere apprezzamento per le indagini svolte dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza sotto il coordinamento della Procura di Castrovillari, al fine di ribadire con nettezza anche simbolica questa nostra posizione, inviterò la Giunta regionale a disporre, a tempo debito, la costituzione in giudizio della Regione quale parte civile nel processo – ha concluso Gallo – che scaturirà dall’inchiesta, sin d’ora consapevole che tale richiesta sarà condivisa da tutti i miei colleghi ed in primis dal presidente Santelli, la cui attenzione alla tutela dei diritti dei lavoratori è massima”.
Il ministro Lamorgese “impegno massimo contro gli sfruttatori”
Soddisfazione per l’operazione della Guardia di Finanza che ha consentito di sgominare due organizzazioni criminali, operanti tra la Calabria e la Basilicata, dedite al reclutamento illecito di manodopera agricola e allo sfruttamento del lavoro e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è stata espressa dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. “L’arresto di decine di caporali che sfruttavano oltre duecento braccianti agricoli, per lo più extra-comunitari, ed il sequestro di aziende agricole per un valore stimato di quasi 8 milioni di euro e di decine di automezzi utilizzati per il trasporto della manodopera reclutata – ha osservato Lamorgese – è il frutto di una attività investigativa durata più di un anno, che testimonia l’impegno e la determinazione di magistratura e forze dell’ordine per contrastare chi impone condizioni di vita degradanti a lavoratrici e lavoratori, approfittando del loro stato di vulnerabilità o di bisogno”. “È forte – ha proseguito la ministra – l’impegno di tutte le istituzioni contro ogni forma di sfruttamento della manodopera per difendere i diritti dei lavoratori nonché delle imprese che scelgono di operare nella legalità”.


















Social