Italia
La maturità ai tempi del coronavirus. “Surreale, ma l’emozione resta”

Una sola prova orale ma che per i quasi 500 mila maturandi ha comportato un forte stress emotivo al pari dei maturandi di sempre. E qualche studente ha anche pianto ricordando i mesi difficili del lockdown. Docenti commossi
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COSENZA – Entrando in quella scuola in cui da mesi non hanno più messo piede, ansia, preoccupazione, paura, hanno fatto capolino. Ma un’ora dopo ne sono usciti pieni di gioia, leggeri, tra applausi, sorrisi e qualche pianto. E’ andata in onda stamane la ‘maturità del Covid 19’, con un’unica prova orale ma che per i quasi 500 mila maturandi ha comportato un forte stress emotivo al pari dei maturandi di sempre. L’isolamento, la didattica a distanza, il non potersi confrontare con i docenti ha reso per moltissimi ragazzi più dura e faticosa la preparazione dell’esame. Ma i docenti lo hanno capito e si sono dimostrati attenti, sensibili, scrupolosi come sempre. C’è stato anche chi, come Martina, studentessa modello di un istituto romano, al momento di esporre le proprie riflessioni sull’ultimo periodo di isolamento, è scoppiata a piangere mentre raccontava di aver imparato ad apprezzare le piccole-grandi cose che si hanno ma a cui non dava, prima, il giusto valore. In alcune scuole lo studente è stato fatto sedere dietro una barriera in plexiglass, in altre è stata data la possibilità di scelta allo studente; in altre ancora gli esami si sono tenuti dentro la palestra o in gazebo allestiti all’esterno, in sala professori o nell’aula magna.
Claudia è arrivata per prima stamane, poco prima delle 8, trafelata, jeans e maglia marrone, struccata, capelli sciolti, sorriso tirato. Dietro di lei il papà: “ma non entrerò ad assistere all’esame“, ha rassicurato subito il genitore, rivolgendosi alla figlia. E’ poi uscita un’ora dopo raccontando di una “maturità surreale” ma di professori comprensivi, davanti ai quali ha parlato in modo spedito, utilizzando il pc, facendo collegamenti tra le materie, dopo aver messo la mascherina quando si è avvicinata ai docenti e averla abbassata quando è tornata al suo posto, che era in cattedra, con gli insegnanti disposti a semicerchio intorno a lei, distanti 2 metri.
“Mi sono mancati i riti della notte prima degli esami“, ha raccontato. Invece Francesco, si è visto con i compagni “ma non è stata quella ‘festa’ in cerca di coraggio che avremmo voluto. Eravamo in pochi, non tutta la classe, proprio per evitare qualsiasi problema”. La mitica “Notte prima degli esami” è stata cantata, accompagnata dalla chitarra, davanti a diversi istituti in giro per l’Italia. “I ragazzi oggi erano molto emozionati – ha detto al termine della prima giornata di esami Federica Granato, docente di storia dell’arte all’Istituto superiore Amaldi di Roma – sono entrati un po’ spaesati e li abbiamo guidati da lontano per spiegare loro dove sedersi, cosa firmare e come maneggiare il pc, visto che non ci siamo potuti avvicinare. Questo mi ha messo un po’ di tristezza, non abbiamo neppure potuto dar loro la stretta di mano finale che io trasformavo sempre in abbraccio accademico. Però erano tutti molto preparati”. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, intervenuta stamane all’istituto Quarenghi di Bergamo, ha rassicurato i ragazzi: “Sono certa che, quando riguarderete al periodo che abbiamo vissuto penserete che siete state forti, coraggiosi. Dovete essere orgogliosi di voi, perché siete nella storia”.
















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