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Ponte sullo Stretto, la ministra dei trasporti “tra qualche mese la decisione”

Calabria

Ponte sullo Stretto, la ministra dei trasporti “tra qualche mese la decisione”

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Ponte sullo Stretto De Micheli

Un’eventuale realizzazione dell’opera, di cui si parla da oramai 40 anni, solo dopo analisi costi-benefici. Lo ha annunciato la ministra dei trasporto e delle infrastrutture Paola De Micheli durante il question time al Senato. Faraone (presidente di Italia Viva) “si inizi subito l’opera di quello che voglio chiamare il Ponte del Mediterraneo”

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ROMA – “Sul ponte sullo Stretto di Messina è in corso un “approfondimento” che “richiede un’attenta valutazione delle problematiche tecnico – costruttive, delle ricadute occupazionali, ambientali e trasportistiche e, più in generale, degli esiti di una puntuale analisi costi/benefici. A questo seguirà una compiuta verifica e valutazione dell’opera da parte di tutte le forze politiche e dei territori interessati“. Lo ha detto la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli durante il question time al Senato, aggiungendo che “la realizzazione di opere utili e in tempi ragionevoli non può prescindere da una relazione virtuosa tra l’infrastruttura e il territorio che si fonda sull’ampio consenso intorno alle opzioni di sviluppo anche sociale e di vocazione economico e produttiva dei territori. Solo al termine di questa analisi, che potrà durare qualche mese, potrà essere assunta la decisione relativa all’eventuale realizzazione dell’opera e conseguentemente al finanziamento complessivo”.

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Faraone “il cantiere si apra entro la legislatura”

Chi vorrebbe subito l’inizio dei lavori dell’opera è il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone che intervenendo sul Question Time con la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli che ricordato come “di analisi costi benefici ne sono state fatte a centinaia: adesso è il momento delle scelte e sul Ponte sullo Stretto, che voglio chiamare Ponte del Mediterraneo perché davvero può renderci protagonisti in quell’area, bisogna decidere”.

“La nostra richiesta al governo – ha detto – è che il cantiere venga aperto entro questa legislatura. Se ponessimo all’esame del voto di quest’aula la costruzione del Ponte sono certo che passerebbe con una larga condivisione. Ed è questo il momento di partire perché adesso disponiamo di una quantità ingente di risorse che provengono dall’Europa: che sono tante sì, ma non anche “una tantum”. La riposta non può essere ancora quella della necessità di ulteriori analisi costi-benefici o di verificare le ricadute occupazionali e sociali: siamo pieni di studi che nella stragrande maggioranza concordano nell’affermare che il Ponte sia un’opera strategica per collegare l’Europa con il Mediterraneo, così come lo è la realizzazione , di pari passo, di infrastrutture digitali, indispensabili per ogni ambito della nostre vita, dal lavoro alla scuola, ed ancora insufficienti o inesistenti in ampie aree del Paese, sopratutto al Sud. Dobbiamo gettarci alle spalle l’idea  – ha concluso Faraone – che in Italia non si possano fare grandi opere senza incorrere in dinamiche corruttive: penso che Expo o il Ponte di Genova abbiano dimostrato che un efficiente controllo delle istituzioni può fare la differenza e che il nostro Paese è in grado di realizzare grandi sfide”.

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L’associazione Basta Vittime “Prima la Statale 106, poi il ponte”

“L’Associazione Basta Vittime sulla strada statale 106 non è contraria alla realizzazione del Ponte sullo Stretto ma ritiene che in Calabria l’emergenza infrastrutturale prioritaria sia quella legata all’ammodernamento della Strada Statale 106 “Jonica da Sibari a Reggio Calabria”. Così in una nota l’associazione Basta vittime sulla 106 che ha lanciato una nuova petizione. Cliccando su www.primala106.it ognuno potrà non solo leggere motivazioni ma anche il testo da sottoscrivere che verrà inviato a tutte le più altre cariche Istituzionali e Politiche del Paese. In seguito all’emergenza covid l’Europa ha destinato finanziamento per diversi miliardi di euro all’Italia in base ad un piano di investimenti. L’artefice del Piano realizzato dal Governo italiano – evidenzia ancora l’associazione – è il dirigente Vittorio Colao, il quale, tra le infrastrutture da finanziare ha incluso il Ponte sullo Stretto. Un’idea che è stata subito accolta positivamente da tutte le forze politiche che l’utilizzano per fini elettorali ignorando che le priorità in materia di infrastrutture per la Calabria sono altre. Una in particolare è la statale 106. Il Ponte sullo Stretto è un’opera pubblica che costerà 4 miliardi di euro. Tale importo sarà necessario per realizzare appena 3,5 chilometri di ponte che uniranno le città di Reggio Calabria e Messina. Utilizzando 4 miliardi di euro si possono ammodernare 200 chilometri circa di Strada Statale 106 “Jonica” in Calabria”.

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