Calabria
Manna si dimette da presidente dell’ATO: «L’emergenza rifiuti ci travolgerà»

Ha presentato la lettera di dimissioni da Presidente dell’Ambito Territoriale Ottimale della provincia di Cosenza, Marcello Manna, ripercorrendo tutto quello che è stato tentato per uscire dall’emergenza rifiuti
RENDE – Lo aveva annunciato già ai microfoni di Rlb qualche tempo fa e oggi il sindaco Manna ha mantenuto fede alla sua parola, ed ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di presidente dell’ATO Cosenza; ruolo che ricopriva dal 5 settembre del 2018. L’emergenza rifiuti infatti, non ha trovato soluzione e neanche la nomina di un commissario che avrebbe dovuto individuare il sito per l’ecodistretto è servita. Lo stato d’emergenza per Manna si potrà superare solo avviando alla programmazione e attuazione degli interventi necessari alla realizzazione del sistema impiantistico pubblico nonché alla formazione delle indispensabili strutture di gestione dello stesso sistema: “mi dispiace prendere atto – scrive nella lettera di dimissioni – dell’attuale inesistenza delle condizioni adeguate al governo dell’Ente d’Ambito”.
Marcello Manna ha commentato alla redazione di Quicosenza la sua scelta di lasciare l’incarico ed ha al contempo, lanciato un allarme: “Non riusciamo a progettare il futuro anche per colpa di una burocrazia troppo lenta rispetto alle emergenze in corso. Senza competenze, supporto finanziario e poteri in ordine alla gestione degli impianti pubblici, l’ATO rischia di essere una ‘scatola vuota’. Da qui ad un mese l’emergenza rifiuti ci travolgerà“.
LA LETTERA DI DIMISSIONI
Con una lunga missiva Marcello Manna ripercorre il suo impegno iniziato due anni fa con la convinzione “che, insieme, saremmo riusciti a costruire il percorso che ci avrebbe portato alla realizzazione di un efficiente ed efficace sistema integrato di gestione dei rifiuti solidi urbani. Nei mesi trascorsi dalla costituzione della Comunità ad oggi, circa 22, ho profuso il massimo impegno nello svolgimento dei compiti a me affidati, partecipando regolarmente a tutti gli incontri di lavoro e i tavoli istituzionali tenuti dagli enti sovraordinati”.
“Insieme ai colleghi che compongono o hanno composto, di diritto o per elezione, l’Ufficio di Presidenza (UdP) – scrive Manna nella lettera di dimissioni – e che ringrazio per il costante supporto, nelle 24 riunioni tenute e nelle continue interlocuzioni quotidiane, abbiamo ricercato soluzioni ai problemi che continuamente sono sorti nella gestione del sistema, affrontando più di una situazione di emergenza”
Nelle 24 sedute dell’Assemblea d’Ambito i colleghi sindaci hanno sempre dato prova di responsabilità e manifestato forte interesse alle iniziative proposte, per questo li ringrazio riconoscendo il valore del contributo dato da ciascuno di loro. Purtroppo, nonostante l’impegno e la costante dedizione, ancora oggi, pur avendo dato soluzione a diversi problemi di gestione, non abbiamo avuto l’opportunità di determinare le condizioni per il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati, anche per effetto dei forti limiti che la normativa vigente pone all’azione amministrativa della Comunità d’Ambito e dei sui organi di governo.
La gestione del sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani dell’ATO Cosenza dovrà essere effettuata mediante una serie di attività che non potranno certamente essere condotte dal solo DUC: la formazione del Piano d’Ambito (secondo le indicazioni contenute nelle Linee Guida per i nuovi sistemi di raccolta nell’ATO Cosenza, redatte in collaborazione con il CONAI e approvate dell’Assemblea d’Ambito nell’ultima riunione dell’11 giugno scorso), l’approvazione dei Piani Tariffari dell’anno 2020 (in conformità alle Determinazioni dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – ARERA), mediante esame dei Piani Economico Finanziari dei 150 comuni, la gestione delle procedure di approvazione dei progetti di realizzazione o efficientamento degli impianti di trattamento e smaltimento e delle rispettive procedure di affidamento dei lavori.
Peraltro, anche qualora i comuni associati contribuissero all’indispensabile completamento dell’Ufficio Comune e fornissero con continuità e puntualità le risorse economiche necessarie (difficilmente assicurabili da parte degli enti locali in generale per il basso indice di riscossione e, in particolare, per il blocco dei tributi in questa fase di emergenza sanitaria), l’attività di gestione del sistema di trattamento e smaltimento sarebbe fortemente condizionata dall’assenza di un elemento essenziale: il sistema stesso!

Sistema inefficiente
Manna sottolinea nella sua lunga lettera di dimissioni dall’incarico, che “in questo complesso quadro amministrativo si è venuta a determinare l’attuale emergenza, generata principalmente dalla mancanza di impianti di smaltimento degli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, per effetto della quale tutti i comuni associati si troveranno ad affrontare forti difficoltà nella raccolta dei rifiuti solidi urbani. Emergenza che riguarda l’intero territorio regionale, per come è facile constatare verificando la necessità degli altri Ambiti Territoriali Ottimali di usufruire dei limitati volumi residuali disponibili presso gli impianti di smaltimento siti nella Provincia di Cosenza (la Regione Calabria, in esecuzione della Ordinanza del Presidente della Regione Calabria N° 45 del 20/05/2020, gestisce i flussi di conferimento degli scarti di trattamento dei RSU provenienti dagli impianti a servizio di tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali)”
“Senza interventi tempestivi, nel prossimo futuro si determinerà l’ingovernabilità del sistema impiantistico, insufficiente e inadeguato, e la conseguente crisi del sistema di raccolta dei rifiuti sui territori dei comuni associati e, probabilmente, di tutti i comuni calabresi, soprattutto se non interverrà una variazione normativa della Regione Calabria per regolamentare la prosecuzione della possibilità di utilizzare impianti privati a servizio del sistema pubblico, oggi consentita sino al 30/06/2020 (ai sensi dell’art. 2- bis alla Legge Regionale 12 aprile 2013, n. 18, introdotto dalla Legge Regionale 20 febbraio 2014, n. 6), unica alternativa perseguibile in tempi compatibili con la necessità di evitare scongiurabili blocchi del sistema di raccolta dei rifiuti”.
“Recentemente ho rivolto a tutti i colleghi sindaci l’invito a riprendere un percorso di scelte responsabili e di impegno comune, per trovare, come spesso è accaduto nei mesi di attività frenetica dell’ATO CS, soluzioni sostenibili e fare insieme fronte alle situazioni di emergenza. Nell’ultima Assemblea d’Ambito abbiamo però dovuto prendere atto della mancanza di proposte sostenibili e della necessità di ricorrere, con buona probabilità, all’attivazione dei poteri sostitutivi regionali. Ritenendo ancora che solo attraverso una partecipazione fattiva e un contributo operativo di tutti i comuni, oltre che il supporto degli enti sovraordinati, si potrà superare lo stato di attuale emergenza e dare avvio alla programmazione e attuazione degli interventi necessari alla realizzazione del sistema impiantistico pubblico nonché alla formazione delle indispensabili strutture di gestione dello stesso sistema, mi dispiace prendere atto dell’attuale inesistenza delle condizioni adeguate al governo dell’Ente d’Ambito”.



















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