Provincia
Caporalato da Amantea “restituiamo a questi uomini una vita e un lavoro dignitosi”

Sull’operazione della polizia di questa mattina ad Amantea, arriva il commento della Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali “continuiamo a lavorare per rafforzare ancora di più la legge contro il caporalato. Togliamo queste persone sfruttate dall’invisibilità”
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COSENZA – Una piaga che va combattuta rafforzando ancora di più la legge contro il caporalato. La Ministra Teresa Bellanova, che si è battuta per far inserire nel decreto “rilancio” del 14 maggio 2020, la norma sulla regolarizzazione dei migranti e dei lavoratori nei campi presenti sul territorio italiano con il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi per chi ha già in passato avuto un contratto di lavoro, ha commentato l’operazione di questa mattina della Polizia “Uomini e caporali” ad Amantea e che ha portato all’arresto di 5 imprenditori italiani e due cittadini stranieri, responsabili del reato di caporalato.
“Una paga oraria da 1,50 euro l’ora, turni di 26 ore di lavoro, condizioni di vita precarie, con 7 persone costrette a vivere in una stanza di poche decine di metri quadrati ed i bagni guasti” ha scritto la Ministra sulla sua pagina Facebook. “I lavoratori costretti a pranzare seduti per terra, a differenza dei loro colleghi italiani. Motivi per denunciare le terribili condizioni di sfruttamento in cui vivevano alcuni lavoratori originari del Bangladesh ne avevano e così hanno deciso di farlo portando all’arresto di 7 persone con l’accusa di caporalato e al sequestro di un’azienda agricola ad Amantea, in Calabria. Ancora una volta si dimostra l’efficacia della legge contro il caporalato. Continuiamo a lavorare – ha concluso – per rafforzarla ulteriormente nella parte della prevenzione e restituiamo a questi uomini una vita e un lavoro dignitosi, togliendoli dall’invisibilità”.




















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