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Ritardi cassa integrazione, Fiom-Cgil Cosenza: “lavoratori da mesi senza reddito, pronta la protesta”

Cosenza

Ritardi cassa integrazione, Fiom-Cgil Cosenza: “lavoratori da mesi senza reddito, pronta la protesta”

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“Chiediamo con forza che vengano erogate in tempi “brevi” (si fa per dire) le prestazioni dovute a lavoratori che sono da mesi privi di reddito. Se ciò non dovesse avvenire si potrebbero organizzare manifestazioni di protesta”

 

COSENZA – “A causa dell’emergenza sanitaria e del relativo lockdown, c’è ancora chi in questi mesi di profonda crisi e riduzione delle attività, non ha lavorato, non ha percepito stipendio e non ha neanche ricevuto alcuna integrazione salariale tra quelle messe in campo dal Governo Centrale.” Così denuncia il segretario generale della FIOM-CGIL di Cosenza, Alberico Napoli. “Lo Stesso Presidente del Consiglio – continua – ha chiesto scusa per i gravi ritardi, oltretutto, facendo ammenda per gli errori che si sono registrati nelle fasi più convulse e per le carenze strutturali che il nostro sistema burocratico, ormai, trascina con se da qualche decennio. La situazione nella provincia di Cosenza non è migliore d’altre parti…anzi!

Giorno dopo giorno, aumentano le segnalazioni e le richieste d’aiuto dei lavoratori che cercano nel Sindacato una leva che riesca a sbloccare il terribile ingorgo di procedure che, per quanto semplificate, necessitano di un medio tempo d’esecuzione ed il personale dell’Inps non riesce a gestire una mole di lavoro così elevato. La FIOM-CGIL di Cosenza in particolare, nel raccogliere e far suo questo grido d’allarme, sollecita tutte le Istituzioni perché si faccia immediata chiarezza in merito alle criticità che risultano d’ostacolo e che attualmente impediscono una rapida verifica ed approvazione degli ammortizzatori sociali con il conseguente ed inevitabile ritardo sui pagamenti spettanti e da quello che si consta le proroga delle 5 settimane vanno ancora con più lentezza rispetto alle prime 9.

La FIOM-CGIL di Cosenza, chiede con forza che si intervenga per aumentare il numero degli addetti al servizio o con altre misure che si ritengono utili al fine di erogare in tempi “brevi” (si fa per dire) le prestazioni dovute a lavoratori che sono da mesi privi di reddito. Se ciò non dovesse avvenire si potrebbero organizzare manifestazioni di protesta visto l’alto grado di esasperazione raggiunto dagli aventi diritto.”

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