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Capocolonna, ruspe in azione per demolire le ville abusive dei Grande Aracri

Calabria

Capocolonna, ruspe in azione per demolire le ville abusive dei Grande Aracri

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Demolizione Capo Colonna

Ruspe in azione da questa mattina a Capo Colonna per la demolizione di 5 manufatti abusivi realizzate alla fine degli anni 80 in una zona inedificabile soggetta a vincoli paesaggistici e prospiciente al parco archeologico

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CROTONE – È iniziata questa mattina la demolizione di alcuni fabbricati abusivi realizzati a Capo Colonna di proprietà della famiglia Grande Aracri. Si tratta di cinque manufatti ad un piano fuori terra realizzati a cavallo tra gli anni ottanta e novanta su un’area di inedificabilità assoluta. Si conclude così, sottolinea l’Amministrazione Pitagorica, con l’azione fortemente voluta dal Commissario Straordinario Tiziana Costantino, una vicenda che risale al 1988. Gli immobili che sono oggetto dell’azione dell’Amministrazione Comunale sono stati realizzati in una zona soggetta a vincoli paesaggistici e prospiciente al parco archeologico. Nel giugno di quest’anno è stato approvato il relativo progetto esecutivo dei lavori di demolizione e successivamente lo scorso 6 luglio aggiudicati i lavori di demolizione che si stanno eseguendo in queste ore.

Dopo 22 anni dunque, via libera alla demolizione di tre ville abusive sul promontorio di Capocolonna di proprietà della famiglia di Nicolino Grande Aracri. Le ruspe della Socea, l’unica impresa che ha risposto al bando pubblico per l’affidamento dei lavori, hanno iniziato ad abbattere tre dei cinque manufatti ad un piano realizzati a cavallo tra gli anni ottanta e novanta su un’area di inedificabilità assoluta, soggetta a vincoli paesaggistici e prospiciente al Parco archeologico. Nel giugno di quest’anno, su indicazione del commissario straordinario del Comune di Crotone Tiziana Costantino, è stato approvato il relativo progetto esecutivo dei lavori di demolizione e successivamente, lo scorso 6 luglio, aggiudicati i lavori che si stanno eseguendo in queste ore. La demolizione riguarda tutte le cinque abitazioni ma per due di esse si attende la definizione dei ricorsi pendenti davanti al Tar presentati dagli intestatari. Il Comune ha deciso di procedere agli abbattimenti pagando di tasca propria con 108mila euro per evitare altri ritardi ed a lavori eseguiti chiederà il conto agli intestatari.

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