Cosenza
Sanità privata, presidio dei lavoratori domani in Prefettura: contratto scaduto da oltre 14 anni

“Ieri ‘eroi’ e ‘angeli’ nella lotta contro il coronavirus, oggi dimenticati dai datori di lavoro”. I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sottolineano “nessuna sosta fino allo sciopero generale”
COSENZA – Domani, lunedì 24 agosto, dalle 10 alle 12, si terrà un presidio dei lavoratori della sanità privata, davanti la Prefettura di Cosenza, organizzato dalle Federazioni provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. Alla base della protesta, il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto ormai da più di 14 anni, che regola i rapporti di lavoro di migliaia di professionisti.
“Ieri ‘eroi‘ e ‘angeli‘ nella lotta contro il coronavirus, oggi dimenticati dai datori di lavoro riuniti nelle associazioni Aiop ed Aris. Ancora più grave è il fatto che – spiegano i rappresentanti sindacali (Teodora Gagliardi – FP CGIL Cosenza, Pierpaolo Lanciano – Cisl FP e Susanna De Marco – Uil Fpl Cosenza) – dopo averli illusi con la firma della preintesa lo scorso 10 giugno, li abbiano in seguito scaricati rifiutandosi di apporre la firma definitiva al rinnovo delCcnl, cosa questa mai accaduta in tutta la storia delle relazioni sindacali”.
“L’appuntamento del 24 agosto è nazionale e coinvolgerà contemporaneamente le federazioni dellaFunzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, di tutte le regioni d’Italia. Lo stato d’agitazione proseguirà con assemblee e presidi presso le strutture di Aiop ed Aris il prossimo 31 agosto, sino ad arrivare allo sciopero generale. Gli infermieri, i tecnici, gli operatori socio-sanitari, il personale amministrativo e di supporto senza iquali non ci sarebbero alcun servizio e nessun guadagno per le Aziende, rivendicano la stessa dignità professionale e le stesse garanzie dei colleghi del servizio pubblico e non sono più disposti adaspettare. Incalzeremo la Regione – concludono – perché è inammissibile che i datori di lavoro, dopo tutte le garanzie economiche e giuridiche ottenute, continuino a sfruttare e sottopagare i lavoratori continuando aricevere soldi pubblici. È ora di dire basta all’avidità di quegli imprenditori disposti a calpestare il diritto dei lavoratoriad avere, dopo 14 anni, un giusto contratto”.

















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