Italia
Nuovi contagi in Italia sopra quota mille. Speranza assicura “non ci sarà un nuovo lockdown”

I dati evidenziano la risalita della diffusione del coronavirus in Italia. Non si ferma, infatti, il boom dei contagi: 1.071 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Nonostante la crescita del contagi, il ministro della Salute Roberto Speranza assicura che “non ci sarà un nuovo lockdown” e invita tutti a evitare reazioni spropositate a cominciare dai governatori”
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COSENZA – “Nonostante l’aumento dei nuovi casi in Italia non ci sarà un nuovo lockdown” ha rassicurato il ministro della salute Roberto Speranza in un’intervista la quotidiano la Stampa. Speranza è convinto, “si converrà un metodo di procedere comune” e invita tutti a evitare reazioni spropositate, a cominciare dai governatori con i quali, è convinto, “si converrà un metodo di procedere comune“. Speranza in questa fase si dice “ottimista” anche “se prudente e cauto. Il nostro Servizio sanitario nazionale si è molto rafforzato. La situazione non è paragonabile a quella di febbraio-marzo, quando avevamo una curva di contagi fuori controllo e non avevamo un apparato pronto a tracciare e isolare i casi”. A rassicurare il responsabile della Salute è il fatto che è “cambiata la consistenza anagrafica dei contagiati“, ora “abbiamo un numero di giovani coinvolti molto più elevato di prima, tant’è che l’età media si è abbassata a 30-32 anni. Questo produce un minore impatto sul Servizio sanitario nazionale”. Io sono sempre stato e ancora sono per la massima prudenza. Ma bisogna mantenere la calma” dice Speranza, “Il nostro Paese non si trova nelle condizioni di dover attivare queste misure. Proprio no”.
Era dal 12 maggio che non si superava quota mille nuovi casi e il trend continua comunque a suscitare non pochi interrogativi, anche in vista della riapertura delle scuole, confermata comunque per il primo settembre, con inizio delle lezioni il 14 nelle prime Regioni. La crescita dei casi fa scattare anche alcune contromisure. La prima riguarda i crescenti contagi per chi rientra nel Lazio e nella Capitale dopo aver trascorso le vacanze in Sardegna. Grazie alla mediazione del ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, Lazio e Sardegna hanno concordato nell’effettuare i tamponi, con test in Sardegna per chi lascia l’isola e test nel Lazio, per chi parte per l’isola. Il modello di accordo potrebbe essere replicato anche con le altre regioni in caso fosse necessario. Linea dura contro l’emergenza migranti è arrivata invece dal presidente della Regione siciliana Nello Musumeci. “La Sicilia non può continuare a subire questa invasione di migranti. Tra poche ore sarà sul mio tavolo l’ordinanza con cui dispongo lo sgombero di tutti gli Hotspot e dei Centri di accoglienza esistenti. Si attivi un ponte-aereo immediatamente e si liberi la Sicilia da queste vergognose strutture, iniziando da Lampedusa”, ha tuonato alla luce dell’alto numero di migranti positivi per il Coronavirus sbarcati in Sicilia negli ultimi tempi. Tornando all’andamento della pandemia, secondo i dati del Ministero della Salute aumentano i contagi ma è in calo il numero dei morti, tre contro i nove registratisabato, così come delle terapie intensive (-5) legate al Covid, mentre i ricoveri con sintomi sono cresciuti (+5). 77 mila i tamponi effettuati, oltre 5mila in più rispetto a ieri. In totale, i casi di coronavirus in Italia sono saliti a 258.136, mentre i decessi sono 35.430. I contagiati in isolamento domiciliare sono 825, dato che rappresenta anche l’incremento degli attuali positivi (17.503). I guariti oggi sono 243 (ieri erano stati 274) per un totale di 205.203.
Si conferma anche che a far risalire i contagi sono i rientri dalle vacanze, in Italia – con nel mirino il caso Sardegna e in genere le varie ‘movide’ – ma soprattutto dall’estero, e in misura minore i migranti. Ieri è stata la regione Lazio a registare il maggior numero di nuovi infetti (215) e di ricoverati con sintomi (265), superando la Lombardia (rispettivamente 185 casi e 148 malati) che ha però il maggior numero di terapie intensive (14) ma non registra alcun decesso. Il Veneto, con 160 nuovi casi, è al terzo posto seguito a distanza dall’Emilia Romagna con 80. Soltanto la Valle d’Aosta oggi registra zero nuovi casi, mentre il Molise ne ha uno e tre la Basilicata. E la nuova situazione dei contagi “d’importazione” ha innescato anche ulteriori schermaglie fra le regioni. “Da oggi sono attivi i box di controllo con tampone anche al porto di Civitavecchia. Ma non basta. Il Ministero della Salute e la Regione Sardegna devono urgentemente predisporre controlli con tampone agli imbarchi dei traghetti”, ha reclamato il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, su un tema su cui poi si è trovata una linea di intesa con la Sardegna. E dopo che ieri il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha ipotizzato la richiesta al governo “di ripristinare la limitazione della mobilità intraregionale”, oggi l’idea del blocco degli spostamenti tra regioni ha trovato il secco ‘no’ del presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e di quello della Liguria Giovanni Toti, che non ritiene “vi sia una emergenza clinico-sanitaria tale da presupporre o fare presagire ulteriori chiusure”.
Intanto, è emerso oggi che l’indice di contagiosità Rt “potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale” in quanto il suo valore attuale, pari a 0,83 relativamente al periodo compreso fra il 30 luglio e il 12 agosto 2020, è stato calcolato “sui soli casi sintomatici”. Lo ha rilevato l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) nel bollettino settimanale sull’evoluzione dell’epidemia. L’attenzione comunque è alta sugli arrivi di migranti, col Centro di Lampedusa al collasso, casi di positività registrati qua e là (in Sicilia su 48 nuovi contagiati 16 sono migranti), e con tensioni e disordini scoppiati a Massa per la presenza in strada di migranti di un centro di accoglienza dove si è sviluppato un focolaio Covid. Un’emergenza che ha fatto decidere al governatore della Sicilia di chiudere gli hot spot. L’altro capitolo sotto osservazione è quello delle ‘movide’, anche dopo la chiusura delle discoteche, con controlli e multe sul mancato uso di mascherine e la violazione dei divieti, verso i quali, comunque, resta non poca insofferenza, sia nelle città che nei centri turistici. A Venezia, proprio a ridosso di Piazza San Marco, un giovane è stato lasciato a terra dal vaporetto perché senza mascherina e perché continuava a irridere i marinai, al punto da scatenare quasi una rissa. E osservate speciali continuano ad essere le spiagge, come nel Lazio, dove due stabilimenti di Ostia sono stati chiusi dopo feste a cui avrebbero partecipato alcuni ragazzi risultati contagiati.


















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