Provincia
Migranti positivi a Rende e Amantea, l’esercito vigilerà i centri di accoglienza

La notizia di 26 positivi al Cas di Amantea aveva provocato nel pomeriggio una nuova protesta da parte dei cittadini. Forze dell’ordine ed esercito vigileranno i centri di accoglienza di Amantea e di Santo Stefano di Rende dove ci sono 23 positivi due dei quali ricoverati a Cosenza. Tutti i migranti positivi sono in isolamento all’interno dei rispettivi Cas, separati dagli altri ospiti, e attentamente sorvegliati
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COSENZA – E’ terminata la protesta attuata ad Amantea da cittadini e commercianti dopo la positività di 25 migranti ospitati in un centro di accoglienza nel centro della città e di un operatore. La protesta si è conclusa dopo che è giunta la notizia della decisione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha disposto la vigilanza della struttura da parte delle forze dell’ordine e dell’Esercito. Nel pomeriggio di oggi, dopo l’esito dei tamponi effettuati sui migranti ospiti nel centro di accoglienza “Ninfa Marina” di via Firenze, era nuovamente scoppiata la protesta. Lunedì tre cittadini extracomunitari erano risultati positivi ed erano stati subito disposti ed effettuati 97 tamponi dal personale dall’USCA agli ospiti della struttura che si trova nel centro del comune sul Tirreno cosentino. Oggi sono arrivati i primi risultati e alla notizia dei positivi la cittadinanza è scesa nuovamente in strada, così come era successo all’inizio del luglio scorso. Oggi, comunque, la protesta non ha causato il blocco del traffico sulla statale 18 come avvenne allora quando la strada fu occupata. Anche in quell’occasione i cittadini avevano protestato per l’arrivo dei migranti positivi al Covid-19. Un centinaio tra cittadini e commercianti hanno partecipato alla protesta – che si è svolta in tranquillità – chiedendo l’immediato trasferimento dei migranti e la chiusura dei due centri di accoglienza. “Il problema – dice una cittadina scesa in strada – è che fino a questa mattina questi ragazzi sono usciti e sono andati a lavorare nei campi, senza alcun controllo. Solo per questo siamo preoccupati, per la salute di noi tutti”. Le forze dell’ordine, intanto, stanno presidiando la struttura per evitare ingressi ed uscite, mentre i migranti positivi sono stati posti in isolamento in alcune stanze della struttura.
Esercito vigilerà a Rende e Amantea
Saranno dunque i militari dell’esercito, in collaborazione con le forze dell’ordine, a vigilare sui centri di accoglienza di Amantea e Santo Stefano di Rende. I militari, in particolare, arriveranno entro le prossime ore da Diamante, dove sono stati impiegati in attività contro gli assembramenti durante la movida. Lo ha disposto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica conclusosi in serata nella Prefettura di Cosenza. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti delle Forze armate, il sindaco di Rende, la commissione straordinaria che regge il comune di Amantea, L’Asp -dipartimento salute di Cosenza, il rappresentante della cooperativa che gestisce il Cas di Amantea e, in audioconferenza, con quello del Cas di Rende. L’attenzione dei partecipanti alla riunione si è focalizzata, è scritto in una nota della Prefettura, “sulle misure di isolamento e di sorveglianza attiva adottate dai centri nei confronti degli ospiti destinatari di ordinanza di quarantena obbligatoria in quanto positivi ai tamponi. Si tratta, a Rende, di 23 migranti, di cui due ricoverati al reparto malattie infettive dell’ospedale Annunziata di Cosenza e un operatore. Ad Amantea di 25 migranti positivi e un operatore“. Tutti, riferisce la Prefettura, sono in isolamento all’interno dei rispettivi Cas, separati dagli altri ospiti, e attentamente sorvegliati. Il Comitato, dopo avere preso atto “del ricorso, da parte dei centri, a personale degli istituti di vigilanza privata nonché dell’implentazione delle misure e dei presidi di contenimento della diffusione del virus covid 19 nei confronti di tutti gli ospiti”, in “un’ottica di rafforzamento della vigilanza” ai Cas ha deciso l’impiego di unita’ delle forze dell’ordine e delle Forze armate“. La situazione è costantemente seguita dalla Prefettura in raccordo con l’Asp, i centri e le forze dell’ordine.




















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