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Scuola, concorso straordinario per 32mila posti dal 22 ottobre. Il PD “rinviarlo a Natale”

Sono 64mila i candidati per i 32mila posti. La prova del concorso sarà composta da cinque quesiti a risposta aperta e da un quesito in lingua inglese e avrà una durata di 150 minuti. Domani il bando sarà in Gazzetta Ufficiale ma è scontro Dem-M5s
ROMA – E’ il 22 ottobre la data scelta dal ministero dell’Istruzione per iniziare la prova del concorso straordinario per i docenti delle medie e delle superiori con almeno tre anni di servizio svolti dal 2008 ad oggi che inizierà con la prova scritta del concorso straordinario. È quanto è emerso al termine dell’incontro tra i sindacati e il ministero. Le prove si terranno fino al 9 novembre. Il concorso straordinario, che mette in palio 32 mila posti per i precari che hanno svolto almeno tre anni di servizio, ha visto la presentazione di 64 mila domande. La partenza del concorso è prevista per il 22 ottobre per poi proseguire nelle settimane successive. La prova del concorso sarà composta da cinque quesiti a risposta aperta e da un quesito in lingua inglese. La prova avrà una durata di 150 minuti. Domani il bando sarà in Gazzetta Ufficiale. I nuovi prof saranno pronti per andare in cattedra l’anno prossimo a settembre anche se, secondo l’accordo firmato l’estate scorsa dopo un duro scontro nella maggioranza, la loro assunzione verrà retrodatata al primo settembre di quest’anno. Per lo svolgimento si utilizzeranno non solo le sale informatiche delle scuole coinvolte ma anche le aule universitarie degli atenei che hanno offerto la loro collaborazione.
Il Pd alla Azzolina “rinviarlo a Natale”
La presentazione delle candidature per le commissioni è stata posticipata al 30 settembre ma il problema è come svolgere in sicurezza un concorso con tanti candidati. I sindacati hanno sollevato dubbi che riguardano principalmente la sorveglianza, le sanificazioni e i rischi che l’operazione imponente di realizzazione del concorso inevitabilmente comporta. I genitori non possono entrare nelle scuole, come da protocollo, e tanta gente per fare i concorsi potrà farlo? Come verranno gestite le sanificazioni? Se ci fossero casi Covid tra i candidati al concorso, saranno interrotte le lezioni? Sono questi alcuni dei quesiti più ricorrenti. Il Pd chiede una riflessione sulla data in cui svolgere il concorso straordinario per la scuola: “farlo ora significa stressare le scuole, che verranno private di molti docenti, i quali andranno a sostenere le prove del concorso. Avremmo preferito farlo a ridosso delle vacanze di Natale; fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ogni ripensamento è possibile, la decisione spetta al ministero dell’Istruzione”, lo ha detto Camilla Sgambato, responsabile scuola del Pd.
Sgambato sottolinea anche la necessità di tutelare chi è in quarantena, “magari per un positivo presente nella scuola in cui insegna: va cercata una soluzione, per esempio trovando un’altra data per questi candidati o facendo loro svolgere la prova tutti in una stessa scuola: sarebbe ingiusto non farli partecipare al concorso”. C’è poi il problema che molti docenti precari, dovendo partecipare alle prove del concorso, lascerebbero la cattedra che hanno appena preso per 5-6 giorni. “Solo in Lombardia ci sono 16.500 candidati, la gran parte sono docenti delle regioni meridionali: spostare il concorso a Natale sarebbe insomma la cosa più giusta da fare”, conclude.
Con l’annuncio dell’indizione del concorso sono dunque tornate le polemiche che già avevano scosso la maggioranza prima dell’estate: da una parte la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina – sostenuta dai Cinque stelle e determinata a seguire la strada dei concorsi per il reclutamento del personale – dall’altra LeU, che ha sempre chiesto di fare una selezione per titoli, evitando il concorso e poi come detto anche il Pd una parte del quale ha sempre espresso forti perplessità sul concorso, e ora, con i numeri del contagio in aumento e la scuola iniziata in modo non uniforme in tutto il Paese, chiede di rinviarne la data in prossimità delle festività di Natale. C’è anche chi, come il senatore Pd Francesco Verducci, dice senza mezzi termini che “è assurdo voler forzare la mano sulla convocazione del concorso” mentre Matteo Orfini (Pd) fa notare che “chi quel giorno dovesse trovarsi in quarantena perderà l’occasione della vita perchè non è stata prevista una finestra di riserva”. Queste e molte altre sono le considerazioni anche dei maggiori sindacati della scuola, da sempre contrari allo svolgimento di concorsi in questo momento. Secondo alcuni calcoli della Uil scuola, per avviare il concorso straordinario andranno istituite 132 commissioni con 660 commissari, ovvero una commissione ogni 500 candidati integrata per ogni gruppo o frazione di 500. Per il concorso ordinario – per il quale non è ancora stata fissata una data – a cui hanno chiesto di partecipare 500 mila persone, e si dovranno organizzare sedi con distanziamento immaginando 30 per ogni aula attrezzata solo per la prova preselettiva. Servirebbero da 10 a 20 mila aule attrezzate e quindi a cascata commissioni e commissari.
Tornando al concorso straordinario, i nuovi prof saranno pronti per andare in cattedra l’anno prossimo a settembre anche se, secondo l’accordo firmato l’estate scorsa anche allora dopo un duro scontro nella maggioranza, la loro assunzione verrà retrodatata al primo settembre di quest’anno. Per lo svolgimento si utilizzeranno non solo le sale informatiche delle scuole coinvolte ma anche le aule universitarie degli atenei che hanno offerto la loro collaborazione. “Il concorso straordinario ora è un errore”, dice il leader della FlC Cgil, Francesco Sinopoli, lamentando che l’informativa data oggi ai sindacati sia stata solo un proforma. Maddalena Gissi, segretario della Cisl Scuola accusa il ministero di ”altissimo livello di insensibilità” date le difficoltà che già stanno avendo le scuole in questi giorni a corto di spazi e di supplenti. Pino Turi (Uil) evidenzia come il concorso rappresenti “un altro stress per la scuola.” Neppure la Lega vuole il concorso e Salvini invita il Pd a sfiduciare la ministra Azzolina. Favorevole al concorso invece è Iv. “I candidati dovranno assentarsi da lavoro causando altre ore di didattica in fumo: questo significa non avere a cuore il regolare percorso formativo degli studenti”, è la critica della capogruppo di FI alla Camera, Mariastella Gelmini. Solo in Lombardia i candidati sono 16.500 molti dei quali vivono al sud dove hanno avuto in questi giorni una supplenza.



















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