Calabria
È bufera sul vicepresidente della giunta Spirlì. Opposizioni e associazioni “si dimetta”

Polemiche roventi stanno travolgendo il vicepresidente della giunta regionale Nino Spirlì, dopo le sue parole pronunciate a Catania dal palco della Lega. “Termini offensivi e immagini di chi lotta per la Calabria contro l’odio e per i diritti calpestati. Intervenga la Santelli”. Dopo il Pd anche M5S, Anpi e Arci chiedono le dimissioni immediate
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COSENZA – Una vera e propria bufera politica sta travolgendo in queste ultime ore il vicepresidente della giunta Antonino Spirlì dopo le sue parole pronunciate in occasione dell’evento della Lega ha organizzato a Catania per sostenere il segretario del carroccio Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti “ci stanno cancellando le parole di bocca, userò le parole ‘negro’ e ‘frocio‘ fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno, mi tagliano la lingua per impedirmelo“. Come se dire zingaro sia già un giudizio negativo. Con negro è la stessa cosa, perché in calabrese dico ‘nigru’ per dire negro, non c’è altro modo“. Queste le sue parole che hanno scatenato le immediate e durissime reazioni di opposizioni ma anche di diverse associazioni che chiedono le dimissioni immediate di Spirlì e l’intervento della Santelli.
La deputata M5S Federica Dieni è intervenuta oggi per invitare Spirlì alle dimissioni. “Non perda altro tempo – afferma – rassegni immediatamente le sue dimissioni e chieda scusa. Nel caso non intendesse farlo, ci pensi la presidente Jole Santelli a revocargli il mandato e a fare mea culpa per aver nominato nella sua giunta un uomo che non ha il senso della misura e, soprattutto, con le sue inqualificabili dichiarazioni getta discredito sulla istituzione che rappresenta. Spirlì, che detiene anche la delega alla Cultura (sic) – prosegue la parlamentare – ha rivendicato il diritto di usare parole quali ‘negro’ e ‘ricchione’ e si è scagliato contro la presunta ‘lobby frocia’, composta, a suo dire, da ‘nazisti che cancellano le parole’. Sono espressioni che si qualificano da sole, ma che diventano inaccettabili e sconcertanti se pronunciate da un esponente del governo regionale. Purtroppo non è la prima volta che Spirlì esprime in queste volgari forme le sue controverse opinioni, a dimostrazione del fatto che il vicepresidente della Regione continua a preferire il ruolo di attore da avanspettacolo a quello di politico responsabile. Ragion per cui, a pensarci bene, forse è troppo chiedere all’esponente salviniano (che inopinatamente continua a fare sfoggio di rosari strumentalizzando, proprio come il suo capitano, la religione) di fare un passo indietro. Ecco perché è lecito aspettarsi un intervento della governatrice Santelli a tutela dell’immagine dell’istituzione che rappresenta, ma anche della Calabria e dei calabresi”.
“A Nino Spirlì chiediamo un atto di amore per la Calabria e le sue istituzioni. Rassegni le dimissioni perché con la sua ultima uscita calpest le sofferenze e le battaglie di chi si batte contro le discriminazioni e l’odio. Spirlì non può rappresentare la Calabria che è terra di solidarietà e accoglienza”, ha invece dichiarato il commissario regionale del Partito Democratico della Calabria Stefano Graziano mentre il capogruppo Pd in Regione, Domenico Bevacqua ha definito le sue parole “pericolose e incommentabili. Se un rappresentante delle Istituzioni avalla il linguaggio dell’odio significa che c’è molto da meditare sulla selezione della classe dirigente e dovrebbe indurre a riflettere anche la Presidente Santelli e la sua maggioranza. Il razzismo non è un’opinione politica: è inaccettabile e confligge con tutti i principi fondanti della nostra Costituzione e del nostro vivere civile”
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Arci Calabria Aps Giuseppe Apostoliti. “Come Arci – afferma – ci rifiutiamo di ascoltare un esponente delle istituzioni esprimersi con questi termini, non ci riconosciamo in un linguaggio che offende, marginalizza ed esclude. Soprattutto in un contesto come quello calabrese in cui sono ancora tanti i passi da fare per la diffusione di una cultura inclusiva e non violenta che faccia della diversità il suo obiettivo ma anche il mezzo attraverso cui svilupparsi. Tutti insieme, tutte le forze autenticamente democratiche hanno il dovere di fare da argine a posizioni di questa natura. Non si sottovalutino gli effetti che tali dichiarazioni comportano. La presidente Santelli prenda provvedimenti. Liberi i calabresi da questo uomo dal gergo violento e volgare. Riaffermi i valori della convivenza civile, della solidarietà, della centralità della persona, dell’accoglienza”.
Anche l’Anpi calabrese chiede le dimissioni e accusa “già a marzo di quest’anno, nei giorni della sua nomina, avevamo denunciato le esternazioni di questa persona a proposito di fascismo, razzismo, attacco alla Costituzione. La nostra regione ha già troppi problemi. Non si può far carico di un assessore che agisce fuori dal contesto civile con la sua continua apologia del razzismo e del fascismo” ha affermato il coordinatore Mario Vallone. “Allontanamento o dimissioni sono quanto auspichiamo e ci aspettiamo meno timidezza in questa occasione da parte di tutti: della politica, mondo sindacale, associazioni, della chiesa”.



















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