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Scomparsa Domenico Oriolo, la donna romena resta in carcere ma cade l’accusa di omicidio

La donna deve rispondere soltanto di rapina aggravata in concorso con altre persone. Durante l’udienza la donna ha dichiarato di non conoscere Damiano Oriolo
COSENZA – Melania Angelica Serban, la donna romena accusata dell’omicidio di Damiano Oriolo, resta in carcere ma con la sola accusa di rapina. Il gip del tribunale di Reggio Calabria, ha ritenuto di non convalidare il fermo relativamente all’accusa per omicidio del 79enne. La donna ha sostenuto di non conoscere Oriolo e che si trovava in Romania il 6 aprile del 2017, ma dalle intercettazioni emerge esattamente il contrario. «Oriolo, stordito e narcotizzato, – scrive il gip – dopo la rapina è stato lasciato solo nella zona di montagna ove si era appartato con l’indagata e nel tentativo di tornare a casa è nito nella scarpata dove poi il veicolo è stato ritrovato. Sceso dall’autovettura si sarà incamminato a piedi verso la pubblica via prima che il suo corpo, presumibilmente, sia stato preda delle bestie selvatiche».
Il Gip, pur convalidando il fermo in ordine al delitto di rapina non ha però ritenuto provata la compartecipazione della donna romena all’omicidio del pensionato. Le indagini continuano perché la trentatreenne – secondo gli investigatori – farebbe parte di una vera e propria organizzazione attiva da anni sia nel Cosentino che nel Vibonese, specializzata nella consumazione di crimini in danno di anziani.




















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