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Covid, Il Tar “l’assistenza domiciliare è compito delle Usca non dei medici di base”

Italia

Covid, Il Tar “l’assistenza domiciliare è compito delle Usca non dei medici di base”

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Dottore medico Ospedale 2

La pronuncia del Tar, evidenzia Il presidente dell’ordine dei medici, ribadisce che “i medici di base non devono fare le visite domiciliari ai pazienti affetti da covid, ma un monitoraggio via telefonica o telematica. Se le Usca sono insufficienti l’inadempienza è delle Regioni”

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ROMA –  I medici di base non possono essere utilizzati per assistere a casa i pazienti che hanno contratto il coronavirus. Lo ha stabilito il Tar del Lazio che ha in parte accolto un ricorso proposto dal Sindacato dei Medici Italiani contro alcuni provvedimenti della Regione.  Nella sentenza il Tribunale amministrativo regionale evidenzia come “i medici di medicina generale vengono investiti di una funzione di assistenza domiciliare ai pazienti Covid del tutto impropria, che per legge dovrebbe spettare unicamente alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale”. “Così facendo – si legge ancora – i medici sarebbero distratti in modo pericoloso dal compito di prestare l’assistenza ordinaria, a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i tanti pazienti non Covid, molti dei quali affetti da patologie anche gravi”.

“Bene la pronuncia del Tar per cui l’affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid risulta in contrasto con la normativa emergenziale”. Lo afferma il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli  che evidenzia come “Il Tar ribadisce ciò che la legge già prevede: l‘assistenza domiciliare è compito delle Unità speciali Usca; se queste non ci sono o sono insufficienti, è un’inadempienza delle Regioni”.

Lo scorso marzo, con il decreto n.14, ha spiegato Anelli, “la norma ha stabilito che ‘al fine di consentire ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta di garantire l’attività assistenziale ordinaria, le Regioni istituiscono le unità assistenziali Usca, una ogni 50mila abitanti, per la gestione dei pazienti Covid'”. Dunque, “in base alla legge – rileva Anelli – i medici di base non devono fare le visite domiciliari ai pazienti Covid, ma ne effettuano il monitoraggio via telefonica o telematica. I medici di base non sono infatti attrezzati per effettuare le visite domiciliari a questi pazienti, compito che spetta appunto alle Usca”. Questa, conclude, “è la legge e se le Regioni non l’hanno applicata, perchè le Usca non ci sono o sono insufficienti, sono in difetto le Regioni. Se non si sono previste le Usca si è violata la legge”.

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