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Sanità, terzo commissario saltato in 20 giorni. Spirlì “ora basta Speranza si dimetta”

Calabria

Sanità, terzo commissario saltato in 20 giorni. Spirlì “ora basta Speranza si dimetta”

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Nino Spirli presidente ff Calabria 3

Il presidente facente funzioni attacca il ministro della Salute Speranza “persona gradevole ma sta dimostrando un’imbarazzante incapacità di gestire la cosiddetta ‘operazione Calabria’. Non lo meritiamo”

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CATANZARO – “E’ un momento di particolare imbarazzo. Deve finire questo commissariamento della sanità e soprattutto, adesso si può dimettere veramente il ministro Speranza”. Così il presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì in una diretta Facebook ha commentato la rinuncia di Eugenio Gaudio al ruolo di commissario della sanità in Calabria. “Ancora non abbiamo attivo un piano di emergenza covid e chiarisco per l’ultima volta che siamo esclusi come Regione Calabria da 11 anni dalla gestione della sanità. Da qui non passa nemmeno una carta. Capisco che lo siamo da 11 anni e che in passato ci sia stata una mala gestione della sanità e dei politici che ci hanno portato a questo, ma non è comprendibile che dopo 11 anni e alla luce dei fallimenti di tutti i commissari che si sono succeduti, si pensi ancora al commissariamento”. “Non possiamo accettare che non ci sia ancora un piano di emergenza con i territori stanno soffrendo. Noi stiamo facendo il possibile ma stiamo solo tamponando”. “Non è possibile che ci sono stati tre commissari nominati dal Governo che sono andati via in 10 giorni per motivi futili. Ho incontrato più volte telefonicamente il Ministro Speranza – ha aggiunto – ed è una persona gradevolissima ma sta dimostrando un’imbarazzante incapacità di gestire la cosiddetta ‘operazione Calabria’. La Calabria è una delle regioni d’Italia e come tale va trattata. Non siamo una regione di ‘ndranghetisti o di malviventi, non siamo nel terzo mondo. Lo ribadisco e lo ripeterò sempre, non consentirò a nessuno di calpestare la dignità dei calabresi e lo farò fino all’ultimo giorno che rimarrò qui.”

“Sembra che la sordità che in queste ore dimostrano a Roma stia veramente producendo una beffa oltre al danno e questo non lo merita nessun calabrese. Non lo meritano tutti quelli che sono a rischio assalto Covid. Non abbiamo ancora attivo un piano di contrasto al virus ed è gravissimo. Questi ultimi 11 anni di commissariamento sono stati più dannosi della mala politica precedente. Non lo possiamo più sopportare e non possiamo pagare noi. Non siamo colpevoli noi.”.

Venga finalmente una persona onesta 

“Ho chiamato nel pomeriggio il Governo e attendo di essere richiamato. Chiedo una persona onesta, pulita, che abbia gli attributi e venga in Calabria e assieme a noi, e non contro di noi, ci consegni una sanità vera. E non parlo solo di covid, ma di tumori, diabete, cardiopatici, di tutti coloro che combattono le malattie più sciagurate”. “Noi non vogliamo nomi – ha aggiunto –  vogliamo che i reparti, la medicina di base, il tracciamento funzioni, che ci sia l’assistenza domiciliare. Piano covid si sarebbe dovuta occupare anche di questo. Adesso – è stato l’appello di Spirlì ai calabresi – scrivete basta sui vostri profili, li devono vedere“. Spirlì ha anche criticato Eugenio Gaudio per le motivazioni addotte per non accettare l’incarico: “mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro”. “Una grande delusione – ha detto Spirlì – e un grande dolore perché la giustificazione offende doppiamente la nostra regione perché sembra che le nostre città non siano gradite alla sua famiglia”.

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