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Ospedale Scalea, Guccione: “pensare a riutilizzo come Polo di medicina territoriale”

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Ospedale Scalea, Guccione: “pensare a riutilizzo come Polo di medicina territoriale”

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L’immobile di Scalea, costruito tra la fine degli anni ’70 e inizi anni ’80, è conosciuto da tutti come l’ospedale fantasma. Carlo Guccione, consigliere regionale del PD sul mancato utilizzo di una struttura che potrebbe essere ristrutturata anzichè “arricchire qualche privato”

 

SCALEA (CS) – Nella lista degli sprechi tutti calabresi si inserisce l’ospedale di Scalea, costato oltre 20 miliardi delle vecchie lire e mai entrato in funzione che oggi, ospita la sede del Poliambulatorio che presta numerosi servizi quali: Neuropsichiatria infantile, riabilitazione adulti, servizi vaccinazioni, igiene e prevenzione, Centro malattie mentali (Csm), farmacia territoriale, servizi amministrativi quali Cup ed esenzione ticket, punto prelievi, Consultorio, servizio del 118, guardia medica e sede UCCP (Unità complesse di Cure primarie) che dovrebbe svolgere attività h24. Oggi questa sede è stata anche individuata come Unità speciale di continuità assistenziale (Usca), attiva dalle 8 alle 20, fondamentale per contrastare l’emergenza sul territorio e per garantire l’assistenza a domicilio a pazienti Covid che non necessitano di trattamenti in ambito ospedaliero.

“In questo immobile, tra l’altro – spiega il consigliere Guccione – è stata realizzata una piscina riabilitativa per i pazienti che hanno avuto traumi, ictus, infarti e per tutti quelli che devono effettuare terapie di riabilitazione. Una delle vasche invece era stata realizzata esclusivamente per i bambini della riabilitazione neuropsichiatrica, per i minori autistici o con altri disturbi motori e cognitivi. Vasche che, tra l’altro, potevano essere utilizzate anche per le donne che devono prepararsi al parto. La riabilitazione in acqua è una tecnica fondamentale per il recupero di disabilità importanti e di pazienti che hanno subito gravi traumi o deficit neurologici: questo servizio ha svolto un ruolo fondamentale per tutta l’area del Tirreno cosentino e non solo, fino a quando per carenza di personale sono stati costretti a interrompere il servizio. Un servizio che non viene svolto da tutti e questo tipo di piscina è una delle poche presenti in Calabria”.

“Oggi è necessario implementare i servizi territoriali, così come previsto anche dalle direttive ministeriali. Questo immobile di Scalea, ad esempio, potrebbe essere destinato – scrive Carlo Guccione – ad ospitare altri servizi essenziali per il territorio, visto che l’edificio ha altri tre piani non utilizzati. Questi piani, una volta ristrutturati, potrebbero anche ospitare una Rsa per anziani e un hospice per malati terminali. Anni di incuria, di mancata manutenzione ordinaria e straordinaria, un sistema antincendio ormai inadeguato, hanno portato all’abbandono di questa struttura. La Calabria ha a disposizione, lo ricordiamo, oltre 700 milioni di euro come ha ripetuto diverse volte anche il ministro della Salute, Roberto Speranza. Una parte di queste risorse potrebbe essere utilizzata per ristrutturare l’intero immobile e creare un Polo di medicina territoriale, che andrebbe a coprire un’area importante della provincia di Cosenza”.

“L’Asp di Cosenza – conclude –  invece di continuare a pagare fitti passivi per oltre due milioni di euro all’anno, pensi a rimettere in sesto e a ristrutturare l’intero patrimonio che ha a disposizione, invece di arricchire qualche privato. Le risorse non mancano e sono già disponibili nelle casse dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ma non vengono spese. Un esempio? I fondi Covid. Ognuno è chiamato a fare la propria parte e chi non è in grado di svolgere il proprio ruolo ne tragga le dovute conseguenze”.

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