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Infermiere cosentino uccide la compagna, lui si giustifica: “sotto stress nei reparti Covid”

Cosenza

Infermiere cosentino uccide la compagna, lui si giustifica: “sotto stress nei reparti Covid”

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Femminicidio Pordenone

Nelle prossime ore sarà disposta una perizia su Giuseppe Forciniti, l’infermiere cosentino di 33 anni che ha ucciso la compagna con 8 fendenti al termine di una lite “sto vivendo mesi molto duri”. E un’avvocatessa si è rifiutata di difenderlo.

 

ROVEREDO IN PIANO (PD) – “Sto vivendo mesi molto duri, lavorando sotto stress nei reparti ospedalieri dedicati ai pazienti Covid”  ha detto Giuseppe Forciniti agli investigatori durante l’interrogatorio per spiegare cosa gli sia scattato nella testa per uccidere la campagna. “La situazione nelle ultime settimane è degenerata ero esasperato. Ieri sera in camera c’è stata l’ennesima lite e tutto è trasceso”. L’infermiere 33enne originario di Cosenza è accusato dellomicidio di Aurelia Laurenti. L’uomo, dopo essersi presentato in piena notte, sporco di sangue, nella questura di Pordenone ha prima raccontando di aver affrontato un ladro a mani nude nella sua abitazione di Roveredo in Piano. Poi è crollato, torchiato dagli agenti insospettiti perché le ferite sulle sue mani erano da arma da taglio. Ha poi confessato di essere stato l’autore del femminicidio e di aver ucciso la compagna Aurelia Laurenti al termine di una lite raccontando di essere stato aggredito fisicamente dalla compagna mentre entrambi si trovavano in camera da letto. “È anche comparso un coltello, con cui ha cercato di colpirmi – ha raccontato l’uomo – è nata una colluttazione, durante la quale ho afferrato l’arma e l’ho colpita una sola volta, al collo. Lei è caduta a terra e io sono uscito dalla stanza in stato di choc”. Forciniti avrebbe anche detto alle forze dell’ordine di aver gettato in un cassonetto dei rifiuti il coltello e usato per uccidere la compagna.

L’avvocato Rovere: “Non me la sento di difenderlo”

Forciniti, per la propria difesa, aveva scelto l’avvocata Rossana Rovere, già presidente dell’Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone, ma la professionista ha rinunciato all’incarico. La legale, da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne, ha spiegato di non poter accettare: «non sono serena» ha detto Rovere «l’indagato mi conosceva e ha indicato me quando gli è stato chiesto chi dovesse patrocinare la sua difesa, ma non posso assumere le difese di quest’uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne». Forciniti verrà dunque difeso da un avvocato scelto d’ufficio. Forciniti è un dipendente dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale: dopo un periodo come infermiere in una casa di riposo, da alcuni mesi aveva preso servizio nel reparto di Ortopedia del Santa Maria degli Angeli di Pordenone. Viene descritto come un operatore zelante e scrupoloso.

I dubbi sulla confessione di Forciniti

Gli inquirenti che indagano sul femminicidio non nascondono profondi dubbi sulla ricostruzione data da Giuseppe Forciniti, anche perché l’ammissione di aver colpito una sola volta al collo la moglie non collide con le prime risultanze del medico legale, che ha accertato almeno 8 fendenti, quasi tutti profondi, alla testa e al volto della vittima. Nelle prossime ore sarà disposta una perizia anche sull’omicida, che quando si è presentato in Questura a Pordenone – denunciando un primo momento di essere rimasto vittima di una rapina in casa – aveva ancora le mani insanguinate e presentava delle ferite da taglio alle mani. Quando gli agenti sono arrivati nella loro villetta, hanno trovato la vittima in camera da letto, riversa sul fianco, ormai priva di vita. In casa non c’erano i due figli di otto e tre anni, che dormivano dai nonni. Anche il pm Federico Facchin ha voluto perlustrare l’abitazione, prima di recarsi in Questura per interrogare l’uomo, accusato di omicidio volontario pluriaggravato. “Non riusciamo a spiegarci una tragedia simile – ha spiegato il sindaco Paolo Nadal — non c’era mai stata nessuna segnalazione di situazioni anomale in quella casa, nemmeno dai Servizi sociali”.

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 Il deputato M5S Sut: “dolore e sconcerto”

“Esprimo dolore e sconcerto per la tragedia che ha sconvolto le comunità pordenonesi di San Quirino e Roveredo in Piano, dove una giovane donna stanotte è morta per mano del proprio compagno di vita, lasciando due figli in tenera età”: lo ha affermato il deputato del MoVimento 5 stelle Luca Sut. “Le mie più sincere e costernate condoglianze alla famiglia di Aurelia Laurenti, a cui vorrei far giungere la mia vicinanza umana e politica – ha aggiunto -. Solo ieri abbiamo ricordato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e, stamattina, ci svegliamo con una notizia così terribile che scuote il mio territorio e l’Italia intera, dopo i femminicidi già avvenuti nelle ultime ore in Veneto e Calabria. Oggi è un giorno triste per tutti – ha concluso – , in Italia la violenza contro le donne si conferma essere una piaga aperta”.

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