Italia
Dpcm, resta il divieto agli spostamenti. Conte “non ricevere a casa persone non conviventi”

Il Premier Conte illustra le misure contenute nel nuovo Dpcm che restano invariate rispetto alla bozza di questa mattina, fatta eccezione per la DAD che sale al 75%. Restano i divieti agli spostamenti anche nei comuni limitrofi il 25, 26 e a Capodanno “la strada per sconfiggere la pandemia è ancora lunga, non possiamo permetterci una terza ondata. Raccomandiamo festività solo con il nucleo convivente”
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COSENZA – Al termine di una giornata intensa, non senza momenti di tensione con le Regioni (ma anche con una parte della sua stessa maggioranza), Il governo blinda il Natale confermando le misure rigorose e soprattutto il divieto di spostamento anche tra i Comuni per il 25 dicembre, Santo Stefano e Capodanno. Misura che aveva portato allo scontro con le Regioni che l’hanno definita “ingiustificata” perché viene a creare una disparità di trattamento tra chi abita in una grande città e i milioni di italiani che vivono invece nei piccoli comuni. Il Premier Giuseppe Conte questa sera ha illustrato in conferenza stampa le nuove misure del Dpcm di Natale che entrerà in vigore da domani e che confermano quelle inserite nella bozza di questa mattina “le misure con la suddivisione delle Regioni nella fasce rosse, arancioni e gialle, stanno funzionando e sono adeguate al rischio senza inutili penalizzazioni” ha detto il Premiere in apertura di conferenza” “In un mese abbiamo piegato la curva dei contagi e dell’Rt che al momento è sotto l’uno. Continuando in questo modo verso le festività natalizie tutte le Regioni saranno gialle” ha detto Conte con un monito importante “stiamo evitando un lockdown generalizzato come quello di primavera perché il Paese non se lo può permettere. Ma c’è un aspetto che non ci permette di abbassare la guardia, perchè l’epidemia c’è ed è ancora presente. Non possiamo utilizzare le restrizioni previste per le zone gialle durante le festività di Natale. Per questo abbiamo previsto un piano di misure da adottare nelle festività natalizie con ulteriori restrizioni che limitiamo dal 21 dicembre al 6 gennaio. La strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga e dobbiamo scongiurare una terza ondata”.
Vince dunque la linea dei rigoristi nel giorno in cui l’Italia registra purtroppo il record di vittime per Covid dall’inizio della pandemia, 993 in 24 ore. Il decreto legge ‘cornice’, già in vigore, e il Dpcm valido dal 4 dicembre fino al 15 gennaio, contengono tutte le restrizioni già annunciate nei giorni scorsi e nessuna delle ‘concessioni’ che erano state ipotizzate o chieste dai governatori. Niente centri commerciali aperti nei fine settimana e nei festivi, ristoranti chiusi la sera, niente sci fino al 7 gennaio, quarantena per chi viene dall’estero. Conte ha dunque confermato lo stop agli spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio da una regione all’altra anche per raggiungere le seconde case e con il divieto a spostarsi tra i comuni limitrofi a Natale, Santo Stefano e Capodanno. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 e per capodanno esteso fino alle 7, come già previsto dalla bozza. Poi Conte ha precisato “ci si potrà sempre spostare per motivi di salute e necessità. E un caso di necessità è anche quello di prestare assistenza a persone non autosufficiente. Sarà sempre consentito il ritorno al domicilio e alle proprie abitazioni”.
“Bar e ristoranti saranno sempre aperti a pranzo anche nelle festività ma solo nelle zone gialle”. Per quanto riguarda i cenoni delle feste, Conte ci tiene a ribadire “non entriamo nelle case delle persone a imporre limitazioni, per questo chiediamo e raccomandiamo di non ricevere a casa persone non conviventi soprattutto in questo periodo conviviale e di festa”. Alberghi aperti in tutta Italia ma il 31 non potranno organizzare veglioni e cene. Da domani invece i negozi rimarranno aperti fino alle 21. Dal 4 dicembre al 6 gennaio nei centri commerciali resteranno chiusi tranne alcune categorie. Per sostenere le attività commerciali – ha aggiunto Conte – abbiamo deciso di far partire subito il piano Italia cash back (per chi paga con carte di credito) per avere un rimborso del 10% su tutti gli acquisti siano essi beni essenziali o no, anche spese dal parrucchiere e dal dentista e fino ad un massimo di 150 euro a persona ed è quindi cumulabile”.



















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