Italia
Poche deroghe agli spostamenti di Natale e tre ipotesi. Speranza e Boccia restano contrari

Il Governo conferma la linea del rigore e le deroghe per consentire gli spostamenti a Natale, Santo Stefano e capodanno si preannunciano comunque minime. Resta il no del Ministro della Salute Speranza e di quello degli affari regionali Boccia “se vogliono rimuovere i vincoli agli spostamenti ci troveranno «contrarissimi»”
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COSENZA – Come ha preannunciato il Presidente Conte, sarà il Parlamento a decidere se derogare al DPCM con le misure si Natale e consentire gli spostamenti tra diversi comuni nei tre giorni delle festività. Lo spiraglio alla modifica del decreto resta aperto, ma il Governo ha intenzione di confermare la linea del rigore quindi con margini minimi. Al momento sarebbero tre le opzioni che si fanno strada e che dovranno essere approvate: “lo spostamento tra comuni confinanti, quello tra comuni con meno di 5mil abitanti e lo spostamento all’interno della stessa provincia”. Nessuna possibilità di ‘aprire’ alla mobilità tra una città e l’altra. Sulle deroghe restano le perplessità e tutta la contrarietà dei Ministri della Salute Speranza e degli affari regionali Francesco Boccia “se vogliono rimuovere i vincoli” agli spostamenti in “tutti i comuni italiani ci troveranno contrarissimi. Ma il Parlamento ovviamente è sovrano e se deciderà nella sua interezza di rimuovere i limiti fra i confini comunali rendendo tutto aperto, chi lo farà ne risponderà davanti alle persone che invece chiedono rigore e che noi intendiamo garantire” ha detto Boccia “che questa discussione venga fuori all’improvviso, solo per tre giorni di festa nei quali abbiamo semplicemente applicato norme che sono in vigore da un mese e mezzo – ha sottolineato il ministro – deve farci riflettere non poco sul tentativo di cercare sempre la scorciatoia in un momento in cui l’unica strada maestra è garantire la protezione della salute e della vita delle persone”. “Lo ribadisco – ha aggiunto – perché né io, né il ministro Speranza né gli altri esponenti del governo abbiamo intenzione di deflettere sul rigore e sulla difesa dei più fragili“. “Una cosa è chiarire, e lo si può fare – ha spiegato – se ci possa essere la possibilità di un passaggio fra Spinazzola e Minervino perché ci sono famiglie sui confini; un’altra è dire rimuoviamo i confini così ognuno va dove vuole perché non ci si può esimere dal festeggiare Natale”.
Toti “con Comuni chiusi danni economici pesanti”
“Chi oggi ha paura di prendersi la responsabilità di consentire gli spostamenti fra piccoli Comuni non soltanto commette un’ingiustizia ai limiti della costituzionalità, ma domani dovrà rispondere di pesantissimi danni all’economia“. A dirlo è il governatore della Liguria Giovanni Toti, intervistato dal ‘Corriere della Sera’. “L’Iss fa il proprio mestiere, è giusto che sottolinei rischi e problematicità. Ma in parallelo servirebbe anche un Istituto superiore di economia che ci dicesse la verità: perché il corto circuito economico del Paese non si percepisce ancora oggi, in costanza di cassa integrazione e blocco dei licenziamenti”, afferma Toti. “Non sono negazionista e sono disponibile anche a decretare che esistono zone nere. Però, allo stesso tempo, ci sono realtà nelle quali possiamo permetterci più libertà e che non possono essere soggette a misure penitenziali”. Toti smentisce il legame tra gli allentamenti estivi e la seconda ondata: “I tempi estivi della spensieratezza, che hanno prodotto un rimbalzo dell’11% del Pil, non coincidono con la riaccensione dei contagi. È troppo facile additare i giovinastri che si sono ammassati nelle discoteche, certo sbagliando. Ma non è dimostrata la relazione causa-effetto. Bisogna piuttosto guardare – dichiara – alla riapertura delle grandi attività industriali, degli uffici, delle scuole, con i conseguenti affollamenti dei mezzi pubblici“.



















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