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Cosenza, da lunedì due magistrati onorari del Tribunale in sciopero della fame

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Cosenza, da lunedì due magistrati onorari del Tribunale in sciopero della fame

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Tribunale di Cosenza01 13

Dal 1 dicembre tre magistrati onorari a Palermo hanno iniziato lo sciopero della fame ricevendo la solidarietà dai colleghi di tutta Italia. Anche a Cosenza da lunedì due vice Procuratori Onorari presso il Tribunale, intraprenderanno la stessa azione di protesta per il riconoscimento dei diritti

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COSENZA – La dott.ssa Patrizia De Marco e la Dott.ssa Maria Antonietta Sesti – entrambe vice Procuratori Onorari della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza – rendono noto che a decorrere dal prossimo Lunedì 14/12/2020 intraprenderanno lo sciopero della fame per portare all’attenzione della opinione pubblica le condizioni di lavoro, vergognose ed incostituzionali, della magistratura onoraria Italiana, così associandosi alle tre colleghe del Tribunale di Palermo che da più di una settimana hanno già dato inizio a questa estrema forma di protesta. A fronte della persistente negazione ai magistrati onorari di diritti fondamentali per qualsiasi lavoratore (quali malattia, previdenza, assistenza , maternità, retribuzione dignitosa e proporzionale ) nonché della instaurazione e del cosciente mantenimento di un sistema di “caporalato” di Stato che, da venti anni, opera ai danni di cinquemila laboriosi magistrati onorari – riconosciuti quali “lavoratori” ( e non “volontari” della giustizia) dalla Corte di Giustizia Europea – il progetto di riforma della categoria versa da mesi in una situazione di stallo presso la competente Commissione. In un quadro contraddistinto da così evidente gravità, appare quale ennesima ed inaccettabile umiliazione la dichiarazione che, di recente, il Ministro Bonafede ha ritenuto opportuno rivolgere ai magistrati onorari definendo il loro operato quotidiano nella aule di giustizia di tutta Italia meramente servile «alla finalità di contenere il numero dei togati, pena la perdita di prestigio e la riduzione delle retribuzioni della magistratura professionale». La prospettiva ministeriale denota scarso contatto con la realtà e pessima conoscenza delle modalità e delle dinamiche dell’esercizio della funzioni giurisdizionali nei tribunali italiani. Per questo i due vice Procuratori ordinari di Cosenza hanno deciso di accedere anche loro all’annunciata forma di estrema protesta, attesa la sostanziale sordità fino ad ora mostrata da tutte le istituzioni.

 

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