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Nuova stretta nei giorni festivi, Il Governo valuta Italia tutta in zona rossa o arancione

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Nuova stretta nei giorni festivi, Il Governo valuta Italia tutta in zona rossa o arancione

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Shopping covid

Da nord a sud folla per aperitivi e shopping. Verso nuova stretta con il Governo pronto ad una serie di interventi mirati nei giorni festivi per evitare che Natale e Capodanno si trasformino nel detonatore per la terza ondata del virus. Unica deroga è allentamento per i piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti

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COSENZA – L’Italia che entra in zona gialla con la riapertura di bar e ristoranti e lo shopping natalizio, ha fatto scattare l’allarme assembramenti, con folla in molte città italiane, da Nord a Sud. A poco sono servite le raccomandazioni alla prudenza arrivate dalle istituzioni locali o i veri e propri appelli. Troppa la voglia di tornare al ristorante o semplicemente di girare per le vie delle città nella penultima domenica prima di Natale quasi ovunque di bel tempo. Ma ora difficilmente il governo potrà ignorare le immagini delle folle viste un po’ in tutta Italia nel considerare eventuali deroghe alle norme sugli spostamenti previste per le feste. Per fare un punto della situazione il premier Conte, il ministro Boccia e i capidelegazione si sono riuniti in un vertice in serata. Il governo sta valutando un irrigidimento delle misure anti contagio nei giorni festivi e prefestivi: l’idea sul tavolo è quella di rendere tutta l’Italia zona rossa o arancione nelle giornate più a rischio, permettendo però uno specifico allentamento per i piccoli Comuni. L’ipotesi, al termine della riunione dei capi delegazione, è adottare norme omogenee in tutta Italia, con un irrigidimento delle disposizioni come annunciato anche dalla Merkel in Germania, per evitare la terza ondata. Stasera non si sarebbe entrati nello specifico delle misure, anche perché si vuole attendere l’incontro previsto domani col Cts. Si valuta una deroga per chi abiti in città sotto i 5000 abitanti, con la possibilità di spostarsi anche fuori dal Comune entro i 30 chilometri. E’ quanto si apprende da fonti di governo al termine della riunione dei capi delegazione sulle misure anti contagio nei giorni festivi. Una decisione non è ancora presa: una valutazione si farà domani, nel confronto con il Cts. Ma viene data per acquisita la scelta di consentire una possibilità di spostamento il 25, 26 dicembre e l’1 gennaio fuori dal territorio comunale, a chi abiti nelle cittadini più piccole.

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Le immagini di quelli che il commissario per l’emergenza Arcuri ha definito “insopportabili assembramenti” nelle vie dello shopping, ma anche i 20mila contagi e i 500 morti al giorno e la decisione della cancelliera tedesca Angela Merkel di rompere gli indugi e varare il lockdown generale, stanno spingendo il governo a un cambio di passo che potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore, con una serie di interventi mirati ad evitare che Natale e Capodanno si trasformino nel detonatore per la terza ondata del virus. E proprio per fare il punto della situazione si vedranno lunedì i capi delegazione della maggioranza con gli esperti del Comitato tecnico scientifico e i ministri Luciana Lamorgese, Francesco Boccia ed altri. La riunione, proposta dal capo delegazione dei Cinquestelle Alfonso Bonafede, ha un duplice obiettivo: analizzare la situazione epidemiologica e i rischi sanitari e capire se vi siano preoccupazioni particolari in vista dei possibili assembramenti nelle vie dello shopping nei prossimi giorni. Non ci sarà dunque alcun allentamento, nonostante le continue richieste delle Regioni e delle categorie produttive. Anzi, sulla nuova stretta il governo sembra aver ritrovato la compattezza e aver sposato la linea dei rigoristi, i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia che da tempo ribadiscono la necessità di evitare qualsiasi apertura, che poi pagheremo a gennaio e febbraio. Con una nota al termine di un vertice di ministri e capigruppo con il segretario Nicola Zingaretti, il Pd chiede esplicitamente nuovi provvedimenti. “Le misure del governo stanno funzionando ma malgrado questo il numero delle vittime è drammatico, così come il numero complessivo dei positivi”. Dunque bisogna fare “di tutto” per non disperdere i risultati: “alla luce di un sicuro aumento del rischio di assembramenti dovuto al periodo delle festività, occorre valutare l’adozione di nuove misure che garantiscano il contenimento dei contagi“. “Fermezza e rigore” chieste anche dai cinquestelle che si dicono soddisfatti per la presa di posizione del Pd anche se, sottolineano fonti del Movimento, ci sono stati negli ultimi giorni troppi “ondeggiamenti” da parte dei Dem.

E non chiude alla nuova stretta neanche Italia Viva, con Teresa Bellanova che però chiede “coerenza”: “decidiamo misure anche più restrittive di quelle attuali, se necessario, ma comprensibili e coerenti. Perché solo così i cittadini saranno indotti a rispettarle”. Ora si tratterà di tradurre le dichiarazioni in misure. E non è escluso a questo punto che possa esserci anche un nuovo Dpcm, per intervenire sugli aspetti più problematici con norme omogenee in tutta Italia, per rendere l’intero Paese zona rossa o arancione nelle giornate più a rischio, con un irrigidimento delle disposizioni, come annunciato anche dalla Merkel in Germania. E dunque interventi per evitare gli assembramenti nelle vie e nelle piazze dello shopping e nelle zone centrali delle grandi città – prevedendo maggiori controlli e chiusure mirate o anticipando il coprifuoco e la chiusura di bar e ristoranti – e limitare i grandi spostamenti, dunque sia quelli tra le regioni – che però si interromperanno a partire dal 21 dicembre per effetto del Dpcm già in vigore – sia quelli all’interno delle stesse. “Siamo in una fase che ci mette tutti a dura prova, supereremo la tempesta e ne usciremo migliori” ha detto oggi il premier Giuseppe Conte che in serata ha presieduto la riunione dei capidelegazione per mettere a punto proprio le deroghe per i piccoli comuni ‘promesse’ nei giorni scorsi.

 

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