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Linea dura del CTS: chiesto al Governo il lockdown per tutto il periodo di Natale

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Linea dura del CTS: chiesto al Governo il lockdown per tutto il periodo di Natale

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Cosenza corso mazzini 2

Sarebbe questa la richiesta poco fa fatta durante la riunione con il Premier Conte e i capi delegazione. Per iL Comitato tecnico scientifico serve una stretta. Intanto continuano le polemiche sugli assembramenti nelle vie dello shopping nel fine settimana, ma la colpa non può essere sempre e soltanto dei cittadini

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COSENZA –  Per il  CTS servono misure da consolidare ed eventualmente estendere e rafforzare con una sorta di lockdown per tutto il periodo di Natale. È quanto avrebbero detto gli esperti del Cts nella riunione con il premier Conte e con i capi delegazione. La necessità di una nuova stretta, è stato spiegato dai tecnici, è legata all’impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall’altro a dati ancora “preoccupanti”, con un’incidenza dei nuovi casi ancora troppo alta (nell’ultimo monitoraggio era di 193 ogni 100 mila abitanti, quando dovrebbe essere a 50 ogni 100 mila per poter garantire il tracciamento). La riunione è ancora in corso mentre in quel primo incontro di ieri sera si era valutata una deroga agli spostamenti che possa permettere, a chi abiti in città sotto i 5000 abitanti, la possibilità di spostarsi anche fuori dal Comune entro i 30 chilometri.

Polemiche sugli assembramenti ma…

Intanto le immagini degli assembramenti continuano a far discutere anche se per molti non mancano le contraddizioni. Se da una parte è assolutamente lecita e giustificata la preoccupazione per la folla che si è riversata nelle vie dei centri urbani per lo shopping del fine settimana, dall’altra c’è chi fa notare che i cittadini hanno solo fatto quello che il Governo gli ha permesso, ovvero tornare ad uscire per gli acquisti di Natale (incentivanti tra l’altro anche dalle misure introdotte dallo stesso esecutivo come il cash back) o pranzare nei ristoranti tornati aperti nelle zone gialle. Cittadini che restano anche confusi con questo continuo via vai di misure: un giorno si allentano mentre il giorno dopo si vira verso nuove restrizione. E appare anche ingiustificata la critica verso chi si è recato in centro solo nel fine settimana, visto che sono tanti a lavorare durante la settimana e per molti è difficile fare acquisti solo nei giorni feriali, soprattutto in questo periodo.

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Occhiuto “folla su Corso Mazzini? Tutti avevano la mascherina”

“Credo che la riapertura degli esercizi commerciali sia andata molto bene a Cosenza e anche se si sono viste delle code davanti ad alcuni negozi e locali, la gente aveva la mascherina e ha dimostrato prudenza, che speriamo sia sempre di più, perché è necessario” ha detto all’AGI il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, commentando la giornata di ieri, quando molti cosentini hanno approfittato della domenica per fare i loro acquisti di Natale. Corso Mazzini, cuore pulsante della città e dello shopping, è stato affollato di persone. La foto della folla sul corso principale della città nel fine settimana ha fatto il giro d’Italia. “I commercianti erano contenti, hanno bisogno di poter lavorare – ha detto il sindaco – e speriamo che non sia più necessario applicare ulteriori restrizioni, ma questo va valutato dalle autorità sanitarie”.

Conte è sempre stato rigoroso ma ascolta le proposte di tutti

“Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili. Comprendo la voglia delle persone di uscire, ma dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale” ha ribadito il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia dove ha spiegato che la scelta della Germania di fare il lockdown generale è “una scelta che personalmente condivido. Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia deve servirci a mettere in sicurezza il Paese o se deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business. In questo momento affari e salute non sono conciliabili. E ho il massimo rispetto per chi ha sulle spalle il peso delle attività economiche”. Sugli spostamenti tra i comuni “Conte è sempre stato rigoroso ma ascolta le proposte di tutti. Una cosa è lo spostamento tra piccolissimi comuni e borghi confinanti. Ma allargare i confini comunali a tutta la provincia, come chiede la destra, sarebbe un errore“. Conferma che il coprifuoco delle 22.00 non si tocca e poi aggiunge: “Tanti parlano del Natale pensando al business. Non è un caso che la Chiesa e il Papa abbiano dato una lezione a tutti, adattando alle regole gli orari delle messe. Ho letto che in questo Natale dovremmo farci guidare più dallo Spirito Santo che dalle apparenze, concordo”.

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E intanto Spirlì firma l’ordinanza per la zona gialla

E in questo via vai di polemiche, riunioni, appelli e inviti alla prudenza “La Calabria è in zona gialla, così come tutti quei comuni in precedenza inclusi nelle fasce rossa e arancione. Il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha firmato oggi una nuova ordinanza, la n. 95, che di fatto recepisce quella del ministro della Salute Speranza (11 dicembre scorso) con cui è stata modificata la classificazione della regione Calabria, passata da zona arancione a zona gialla”. Cadono anche le limitazioni fissate, nelle precedenti ordinanze del presidente della Regione, per i Comuni già identificati in zona rossa e arancione. In seguito al report n. 30 di monitoraggio di Iss e ministero della Salute, relativo alla settimana 30 novembre-6 dicembre 2020, la Calabria ha infatti ottenuto una classificazione complessiva di rischio ‘moderata. Nel provvedimento “si raccomanda a tutta la popolazione di mantenere un livello di precauzione e di attenzione elevato, rispettando pedissequamente le disposizioni e le limitazioni previste a livello nazionale e regionale, al fine di evitare una rapida inversione della tendenza attualmente registrata, con una ripresa del contagio in un contesto di incidenza ancora molto elevata, che avrebbe conseguenze molto gravi per l’intera regione”.

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