Italia
Verso il lockdown di Natale. Speranza: “misure necessarie per evitare la terza ondata”

In attesa delle decisioni del Cts, attese nelle prossime 48 ore, il ministro della Salute conferma l’ipotesi di un’ulteriore stretta nel periodo natalizio con un vero e proprio lockdown “la battaglia non è vinta, dobbiamo scongiurare un’ipotetica terza ondata”. Boccia “la stretta ci sarà. L’unica deroga, forse, gli spostamenti tra piccoli Comuni”
COSENZA – In Italia si continuano a sfiorare i 500 morti al giorno per il Covid e il Governo deve decidere se e come stringere ancora le maglie nelle festività natalizie, specie per rendere impossibili gli assembramenti da shopping che si sono visti in tutte le grandi città, cercando di allontanare lo spettro della terza ondata a gennaio. Una decisione arriverà entro 48 ore, domani sera o mercoledì, con un’interlocuzione in corso con il Comitato tecnico scientifico (Cts), che ha fatto trapelare la necessità di misure più rigorose. L’ipotesi è quella di una zona rossa nazionale nei giorni festivi e prefestivi – un lockdown di fatto -, dalla vigilia a Santo Stefano, da San Silvestro a Capodanno, solo con i servizi essenziali aperti. Oppure quella – più probabile – di una sorta di grande zona arancione, con i negozi aperti e i ristoranti chiusi. E con il coprifuoco anticipato alle 18 o alle 20. Sulla questione “la mia opinione è chiara”, ribadisce il ministro della salute Roberto Speranza che conferma un’ulteriore stretta natalizia: “queste misure ci possono aiutare nelle settimane delle vacanze di Natale a evitare che arrivi una terza ondata e una recrudescenza. Stiamo ragionando sulle 2 settimane delle vacanze, quello è il periodo più complicato. Ascolteremo con grande attenzione i nostri scienziati – ha sottolineato Speranza – e l’auspicio è che nel giro di poco tempo si possano assumere ulteriori misure in grado di scongiurare un’ipotetica terza ondata”.
“Sono numeri ancora molto significativi, è vero che nelle ultime settimane c’è stata una lieve flessione per le misure adottate ma la battaglia non è vinta e ci vuole ancora tantissima cautela. Ci vuole poco a tornare indietro e vanificare gli sforzi delle ultime settimane”, ha aggiunto il ministro della Salute.
“Evitare gli assembramenti”
E sulle vie principali vie dello shopping, prese d’assalto in questi ultimi giorni, Speranza aggiunge “bisogna assolutamente evitare gli assembramenti. È legittimo che le persone possano in queste ore fare acquisti ed essere in giro, però dobbiamo evitare gli assembramenti e non andare tutti nello stesso posto. Questo – ha sottolineato ancora il ministro – è fondamentale se non vogliamo poi essere costretti a ulteriori restrizioni molto dure“.
Boccia “la stretta ci sarà”. Il nodo ristori
Gli fa eco il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. “In Italia la curva dei contagi è in fase calante, mentre in Germania sta salendo”, osserva; il che porta a escludere un lockdown nazionale di settimane sull’esempio tedesco. Ma la stretta ci sarà, con l’unica deroga forse degli spostamenti tra piccoli Comuni entro un certo numero di chilometri. La zona rossa nazionale nei festivi e prefestivi non vede però d’accordo tutti nel governo e nella maggioranza. E poi c’è il nodo ristori: la chiusura di negozi, bar e ristoranti porterebbe i gestori a chiedere un ulteriore sostegno economico. Ma la necessità della stretta, spiegano dal Cts, è legata all’impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall’altro a dati dell’epidemia ancora “preoccupanti”. “Bisogna estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai“, dicono gli esperti, che esortano a potenziare i controlli sul rispetto delle misure già in vigore. Ma fermare chi va a fare compere o al ristorante, dove e finché è consentito, non è possibile.
Dalle possibili riaperture all’inasprimento
Le Regioni, che spingevano per un allentamento delle maglie, si trovano ora di fronte alla prospettiva di un inasprimento. Il più esplicito è il presidente della Liguria Giovanni Toti, che dice ‘no’ a misure omogenee in tutto il Paese, rivendicando i dati da zona gialla del suo territorio. “Trovo surreale l’idea di un nuovo lockdown per Natale, preannunciato dal Governo quasi con piacere penitenziale – dice Toti, numero due della Conferenza delle Regioni -. Come se si dovessero punire gli italiani che hanno voglia di acquistare qualche dono per rendere meno amare queste feste”. Molto severo invece con gli assembramenti Luca Zaia, presidente del Veneto, alle prese con un’impennata dei contagi. “Ho visto uno spettacolo immondo – dice -. E’ un mondo vomitevole, una cultura strisciante e non imperante secondo la quale questo è il virus dei vecchi e che se la vedano loro”. Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a invocare “uno sforzo collettivo”, in questo caso a livello mondiale, perché, dice, solo esso e “solo un multilateralismo efficace, potranno consentire alla Comunità internazionale di superare questa emergenza”.


















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