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Piantagione di marijuana e animali uccisi per nascondere l’odore, 4 condanne

Calabria

Piantagione di marijuana e animali uccisi per nascondere l’odore, 4 condanne

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Cinque anni e quattro mesi in abbreviato per quattro persone soprese a curare una vasta piantagione di marijuana. Contestato inoltre il reato di uccisione di animali per aver causato la morte di 13 galline, le cui carcasse erano state appese per nascondere gli odori della piantagione

 

TAURIANOVA (RC) – Quattro persone sono state condannate a 5 anni e 4 mesi di reclusione e alla multa di 32mila euro, dal Gup del Tribunale di Palmi per reati legati alla produzione di droga. Si tratta di Carmelo Avati, 29 anni; Paolo Monterosso, 31 anni; Giuseppe Sicari, di 27 e Giuseppe Startari, di 33, tutti di Taurianova che nel luglio 2019, erano stati arrestati per coltivazione di sostanze stupefacenti, poiché sorpresi a coltivare 3.200 piante di canapa indiana in località Querce di Cittanova. La coltivazione avrebbe potuto produrre oltre 540.000 dosi singole calcolate nei successivi accertamenti tecnici del R.I.S di Messina.

I quattro erano anche accusati di furto aggravato di energia elettrica e di acqua per aver realizzato un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, al fine di ottenere l’energia necessaria all’irrigazione delle piante, e per aver sottratto un’ingente quantità di acqua proprio per la coltivazione e crescita della piantagione. Agli imputati è stato contestato anche il reato di uccisione di animali, in quanto, per crudeltà e senza necessità, avevano causato la morte di 13 galline, le cui carcasse erano state appese con lo scopo di nascondere gli odori provenienti dalla piantagione.

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