Calabria
Arrivate in Italia le prime 10mila dosi del vaccino. Si inizia domenica, anche in Calabria

Il carico, scorato dai Carabinieri andrà a Spallanzani di Roma. Domenica le prime somministrazioni delle dosi, anche in Calabria
.
COSENZA – E’ arrivato attorno alle 9:30 di oggi, alla frontiera del Brennero, proveniente dal Belgio, il furgone con le prime 9.750 dosi del vaccino anti-Covid di Pfizer-Biontech destinate all’Italia. Scortato dai carabinieri, il mezzo si dirigerà ora all’ospedale Spallanzani di Roma. Domenica in tutta Italia le prime vaccinazioni. Sono 119 i sanitari che saranno vaccinati tra Catanzaro e Cosenza nel V-day del 27 dicembre. A Catanzaro, i primi a sottoporsi al nuovo vaccino saranno 11 infermieri del Policlinico universitario Mater Domini e 28 dell’ospedale Pugliese. Il Policlinico è stato indicato come polo vaccinale. In questi giorni è in programma il corso per coloro che saranno chiamati a somministrare il vaccino. A Cosenza, invece, saranno 80 le dosi che saranno inoculate a medici ed infermieri dell’ospedale Annunziata e dell’Azienda sanitaria con priorità per coloro che lavorano nei reparti Covid. La seconda fornitura di dosi di vaccino garantita da Pfizer all’Italia sarà di 2.507.700 dosi che consentiranno nelle settimane successive di somministrare la seconda dose alle categorie prioritarie (operatori sanitari e sociosanitari, personale operante nei presidi ospedalieri, pubblici e privati, ospiti e personale delle residenze per anziani, ndr), nonché di avviare la vaccinazione della popolazione più fragile”. Per quanto riguarda la Calabria saranno 53.131 le dosi consegnate.
“Quest’anno il Natale è diverso. Ma oggi ho un messaggio di speranza: insieme possiamo sconfiggere questo virus. Tra due giorni inizierà la vaccinazione in tutta l’Ue. E gradualmente,
saremo in grado di tornare alla vita normale. Fino ad allora, stiamo attenti” ha scritto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su Twitter in un messaggio di
auguri di buon Natale.
Copertura vaccino al 95% e rende immuni
Copertura al 95%, ipotesi che blocchi anche l’infezione e quindi la contagiosità, nessuna controindicazione. Il vaccino che arriva agli italiani come regalo di Natale per combattere la pandemia promette anche di essere facilmente ‘modulabile’ nel caso in cui sia necessario aggiornarlo contro la variante Gb. ll vaccino Pfizer-BionTech “è approvato per tutta la popolazione sopra i 16 anni e non ha controindicazioni assolute”. Non sono richieste accortezze particolari per sottopopolazioni specifiche né per anziani o immunodepressi, inclusi chi ha problemi di coagulazione del sangue o sanguinamento. Anche per la gravidanza e allattamento”. La seconda dose del vaccino – ha spiegato il direttore generale dell’Aifa, Magrini – va fatta a 3 settimane dopo la prima e la risposta immunitaria della prima dose è già visibile in 6-7 giorni. Nella rara ipotesi che ci si infetti in questo breve lasso di tempo, lo si sarebbe verosimilmente in forma più lieve”. In dirittura d’arrivo anche il vaccino Moderna per l’Europa con la riunione straordinaria dell’Ema il 6 gennaio e un incontro pubblico l’8 gennaio per informare i cittadini. E mentre sui vaccini è calata l’incognita della variante inglese, tanto da indurre le aziende Pfizer e Moderna ad un surplus di test, resta l’ottimismo sull’efficacia dei sieri. Ma la ‘buonissima notizia’, come l’ha definita il presidente dell’Aifa Palù, “è che i vaccini inducono immunità sterilizzante” ovvero, oltre a proteggere dalla malattia Covid, evitano un’infezione asintomatica e rendono il soggetto non contagioso”. Queste, specifica all’ANSA, sono “osservazioni preliminari andranno confermate da evidenze” e sarà anche uno degli obiettivi della farmacovigilanza Aifa. Inoltre l’Aifa attiverà sorveglianza con capacità di analisi a 3, 6 e 9 mesi per capire la risposta immunitaria nella popolazione italiana. Sulle modalità di somministrazione del vaccino “in questa prima fase – ha sottolineato il direttore generale dell’Aifa Magrini – e per i primi 2 o 3 mesi, il vaccino sarà coordinato e somministrato attraverso la struttura commissariale e le regioni“.
Surplus si lavoro per testare la variante inglese
Operatori sanitari e Rsa interessati alla somministrazione del vaccino “saranno identificati sulla base di specifiche liste regionali“. Per i prossimi mesi, dunque, non ci sarà un meccanismo di prenotazione ma di chiamata”. E su una eventuale necessità di aggiornamento del vaccino in funzione delle mutazioni di Sars-Cov-2 interviene Palù: “il vaccino ha un vantaggio in più rispetto alle tecnologie tradizionali”. Intanto una riunione straordinaria con gli Stati membri è stata convocata dall’Oms Europa per valutare la strategia da intraprendere di fronte alla nuova variante di Covid esplosa in Gran Bretagna, ha reso noto il direttore dell’Oms Europa. Ma le aziende sono già in piena attività. “In base ai dati che abbiamo ci aspettiamo che l’immunità dal vaccino sia protettiva contro la variante – afferma Moderna in un comunicato – faremo dei test aggiuntivi nelle prossime settimane per confermarlo”. Anche Pfizer, “sta già generando dei dati su quanto il sangue di persone vaccinate sia capace di neutralizzate il nuovo ceppo”. Il Ceo di Biontech, Ugur Sahin, fondatore dell’azienda tedesca che ha sviluppato il vaccino con Pfizer, ha ricordato che le proteine del virus coincidono al 99% con quelle dei ceppi più diffusi, e quindi c’è fiducia che il vaccino funzioni. Un adeguamento del vaccino alla nuova variante del virus comparsa in Gran Bretagna “durerebbe sei settimane”. Infine sulle reazione allergiche in 8 persone nelle scorse 2 settimane al vaccino Pfizer, riferisce il sito di Science, sta lavorando l’Istituto di malattie infettive Usa Niaid in collaborazione con l’Fda per studiare una sostanza mai utilizzata finora nei vaccini, glicole polietilenico (Peg) usato per ‘impacchettare’ l’Rna messaggero, l’ingrediente principale del vaccino. Mai usato in un vaccino approvato, si trova invece in molti prodotti di uso quotidiano, come dentifrici, shampoo e solventi.
Sala “chi ha responsabilità politica dica che si vaccinerà”
“Credo che chi oggi abbia responsabilità politica deve sentirsi anche quella di dire, senza se e senza ma, che si vaccinerà. Mi pare veramente il minimo, io lo faccio con convinzione”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ribadendo che si vaccinerà “appena possibile con piacere, essendo over 60, magari mi capiterà anche prima di altri. Il punto è che realisticamente credo che la vaccinazione per tutti prenderà molti mesi”.



















Social