Cosenza
Asp Cosenza, la denuncia della Uil: “serve vaccinare ma assumono amministrativi”

“Non sono servite le denunce fatte nei mesi scorsi. Servono medici, infermieri e personale sanitario. Ci appelliamo al Commissario Longo affinché distrugga i centri di potere consolidati”
COSENZA – La Uil Fpl Calabria in una nota stampa sferra un attacco sulla gestione dell’emergenza pandemica e del piano sanitario messo in atto dall’Asp di Cosenza. “Non sono servite le denunce che puntualmente abbiamo prodotto nei mesi di Luglio, Agosto e principalmente Settembre, quando sollecitavamo un piano Covid che potesse evitare una crisi sanitaria puntualmente arrivata nei mesi successivi. Nell’ASP di Cosenza è mancata totalmente la prevenzione; l’azione di tracciamento ha trovato totalmente impreparata l’Azienda, infatti, non erano pronte le USCA (Unita Speciali di Continuità Assistenziali) che solo successivamente, e grazie alla buona volontà di qualche giovane medico, molto timidamente sono state in parte composte”, chiosa la Uil Calabria.
“Il risultato? Centinaia di persone isolate in casa in attesa del risultato dei tamponi che nonostante i sacrifici dell’esiguo personale sanitario, tardavano ad essere comunicati agli interessati. Altri, invece, – proseguono – rimanevano in circolazione creando ulteriori Cluster, aggravando maggiormente la Pandemia in atto. Speravamo che le nostre denunce avessero toccato le coscienze di amministratori e dirigenti di questa ASP, niente di tutto ciò! Siamo ritornati al passato, dove il clientelismo più becero, il familismo più sfacciato, l’assenza di confronto con le forze sociali, l’egoismo ormai dilaga nei corridoi di una Azienda dove l’assalto alla Dirigenza lo fa da padrone”.
Uil: “Assumere sanitari non amministrativi”
“Questo sindacato non può più tergiversare – puntualizza la Uil – Non si può più accettare che il sindacato venga considerato un elemento di disturbo perché sollecita le assunzioni di medici, infermieri, operatori professionali. Come si fa di fronte ad una pandemia che sta sconvolgendo il mondo ad avere tale insensibilità. Come si fa a non rendersi conto che la campagna di vaccinazione, con i ritmi di questa azienda, non decollerà neanche nel 2023. Si rendono conto che per la somministrazione di ogni dose di vaccino è necessario un tempo stabilito? Si rendono conto che va fatta una proiezione del fabbisogno infermieristico e medico per dare una svolta a questa abulia che pervade l’Azienda in materia di prevenzione del Covid“.
“Invece, a fronte della vera necessità che rappresenta il raggiungimento del numero massimo di vaccinati nel più breve tempo possibile, l’ASP di Cosenza ritiene opportuno impegnare le proprie risorse per l’assunzione di personale amministrativo. Un’organizzazione sindacale libera e senza condizionamenti di alcun genere non può tollerare tutto questo”.
L’appello al Commissario Longo
Il sindacato Uil Fpl si appella al Commissario Straordinario per il Piano di Rientro, Guido Longo chiedendo “un intervento immediato necessario a rimettere al centro i problemi della popolazione di questo territorio, partendo immediatamente con la campagna di vaccinazione e di prevenzione. Assumendo il personale necessario, che ribadiamo devono essere necessariamente composto da figure sanitarie”.
“Chiediamo inoltre che si faccia immediatamente la rotazione dei dirigenti all’interno dell’Asp, in modo di rompere i centri di potere consolidati.
Al momento registriamo uno stallo che ci fa tornare al recente passato dove si gestiva con logiche che hanno ridotto la sanità Cosentina ad una sorta di armata Brancaleone dove si naviga a vista, in cui primeggiano egoismi e personalismi. Una sanità votata più al servizio di soggetti che della Sanità hanno fatto carne da macello piuttosto che al bene comune. Dovendo noi esprimere una critica sulla realtà di oggi, – conclude la Uil – possiamo tranquillamente esprimere il timore che l’attuale reggenza stia involvendo verso quelle vecchie logiche che tanto danno hanno causato a questo territorio. Noi continueremo con la nostra politica di proposta e di denuncia per evitare che il passato ormai cancellato non debba più ritornare”.



















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