Calabria
Vaccini in Calabria a rilento? Longo “basse adesioni dei sanitari”. Lo sdegno dell’Ordine dei Medici

Monta la protesta dell’Ordine dei Medici Chirurgi e degli Odontoiatri e i Presidenti delle cinque Province calabresi scrivono una missiva al Commissario Longo: “Siamo stupiti, chiediamo un incontro”
COSENZA – La Calabria va a rilento sulla somministrazione dei vaccini anti-Covid 19 anche se oggi, secondo i dati del Ministero della Salute, la nostra Regione ha avuto un’impennata passando dal 5,4 percento di ieri al 21,1% con l’inoculazione di 2,738 vaccini a fronte di 12,955 dosi consegnate. Da ultima la Calabria passa al penultimo posto.
“Colpa di una bassa adesione del personale medico? Evidentemente sì, perché le dosi ci sono e il personale che vaccina c’è”, dice il commissario ad acta per la sanità in Calabria Guido Longo a Radio Capital, al quale però, non tornano i conti sui vaccinati nella sua regione. “A me non risulta che le vaccinazioni in Calabria vadano a rilento”. “Il 5%? Non lo so, io questi dati non ce li ho”, riferendosi ai dati di ieri che classificavano la Calabria all’ultimo posto in Italia. Quando gli viene fatta notare la lentezza del sistema sanitario calabrese Longo risponde che dipende dal fatto che il vaccino “non è obbligatorio, è facoltativo, volontario, per chi se lo vuole fare”.
L’Ordine dei Medici in Calabria: “stupore per le parole di Longo”
Monta la protesta dell’Ordine dei Medici Chirurgi e degli Odontoiatri in Calabria e i Presidenti delle cinque Province calabresi scrivono una missiva al Commissario Longo nel quale esprimono “stupore e rammarico“. A firmare la nota Vincenzo Ciconte (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri – Catanzaro), Enrico Ciliberto (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri – Crotone), Eugenio Corcioni (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri – Cosenza), Antonino Maglia (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri – Vibo Valentia), Pasquale Veneziano (Presidente Ordine Medici Chirurghi ed Odontoiatri – Reggio Calabria)
“Abbiamo appreso dalla stampa, locale e nazionale, il Suo pensiero secondo il quale i motivi dell’essere la Calabria all’ultimo posto tra le regioni per numero di soggetti vaccinati al COVID 19 sia da individuare nella mancata disponibilità dei medici a Vaccinarsi”, scrive il primo firmatario Eugenio Corcioni.
“Una tale affermazione, oltre che assolutamente infondata, si appalesa soprattutto offensiva per una categoria che fin dall’inizio della pandemia è stata ed è in prima fila nella lotta al Virus, adoperandosi con coraggio, abnegazione e spirito di sacrificio, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica (non le saranno sfuggiti i tanti colleghi morti nell’adempimento del proprio dovere). La Categoria invece si è resa oltremodo disponibile a proporsi da medici vaccinatori in modo da poter eseguire postazioni vaccinali ulteriori per tutti gli iscritti agli ordini (libero professionisti , medici ed odontoiatri ecc)”.
“Tutto ciò, nonostante le ‘inefficienze’ (ad essere buoni) del SSR e l’incapacità dei suoi vertici di assicurare ai calabresi i dovuti servizi essenziali – prosegue Corcioni – mettendo a disposizione degli operatori strutture ed organigrammi adeguati e sufficienti. A questo proposito è di oggi la notizia che la Calabria continua ad essere ultima tra le Regioni per i LEA assicurati ai propri cittadini. LEA che, addirittura, risultano in decremento rispetto all’ultima rilevazione”.
“Crediamo che di questo Ella si debba prioritariamente preoccupare – chiosa Corcioni – unitamente a vigilare e usare i Suoi poteri per efficientare le strutture e i servizi necessari e ad affrontare la crisi epidemica in corso, come ci si aspetta da una Regione di una grande democrazia Europea e come i medici e cittadini calabresi meritano ed hanno diritto”.
Corcioni: “Chiediamo ‘nuovamente’ di incontrare Longo”
“Ciò dato, nell’invitarla a Volere ritirare/rettificare le Sue offensive affermazioni circa i medici calabresi, siamo a reiterare la richiesta (già formulata con la precedente Ns/ del 23.12.2020) di poterla incontrare – conclude Corcioni – al fine, ribadiamo, di poterle evidenziarle ed analizzare con Lei le tante e gravi criticità che investono la sanità calabrese, con senso di responsabilità istituzionale nella speranza di avviare una fattiva e proficua collaborazione“.



















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